Corriere dell'Alto Adige

Sasa investe nella mobilità ecososteni­bile Arrivano i primi cinque autobus elettrici

Tram, Pagani accetta la sfida: «L’azienda ha le carte in regola per gestire il servizio»

- Francesco Clementi

I primi cinque bus «full electric» in Italia. Ma anche bandi per acquistare 38 bus ibridi (trazione diesel Euro 6 elettrica) e 12 mezzi a idrogeno. Sono le mosse che a partire da luglio farà Sasa per rendere più moderna e meno inquinante la propria flotta. E alle porte c’è la sfida del tram: «Siamo pronti a gestire il servizio» assicurano il presidente Pagani e la direttrice Piffer.

Cinque autobus «full electric» in funzione da fine luglio sulla linea 18. Un bando, da pubblicare entro il mese prossimo, per assicurars­i altri 12 mezzi a idrogeno. E ancora: un’altra gara imminente per acquistare 38 bus ibridi (con motore diesel Euro 6 abbinato a propulsion­e elettrica). Sasa punta sempre di più a una riconversi­one ambientale della propria flotta. Ma la vera sfida è quella legata a un altro mezzo ecologico: la linea uno del tram da Ponte Adige al centro città. Lo schema ideato da Comune e Provincia affida alla società per il trasporto urbano il ruolo di gestore. «Siamo pronti a fare la nostra parte» assicurano il presidente Stefano Pagani e la direttrice Petra Piffer.

Settant’anni, e — tutto sommato — non sentirli. «Abbiamo la stessa età della Svp» sorride Pagani. In attesa di festeggiar­e l’anniversar­io, Sasa si prepara a un appuntamen­to cruciale per il suo futuro: l’affidament­o in-house della concession­e per il trasporto pubblico locale a Bolzano, Merano e Laives fino al 2028. I presuppost­i necessari sono stati completati: ora si attende solo la delibera, probabilme­nte entro l’autunno, che garantirà una cifra fra i 250 e i 270 milioni per coprire i costi dell’attività (i biglietti degli utenti coprono un 30% del totale). «Da tempo — osserva Pagani — la direttrice Piffer e io lavoravamo per arrivare a questo obiettivo. Il sindaco Renzo Caramaschi e il presidente Arno Kompatsche­r, che ringrazio, ci hanno creduto: con la concession­e in-house Sasa avrà prospettiv­e di crescita e rafforzame­nto, a beneficio degli utenti».

Pagani e Piffer hanno presentato ieri le cifre dell’ultimo bilancio. Stabili nel 2017 il valore della produzione (25,5 milioni) e il personale (338 unità), in leggera crescita i costi (23,4 milioni contro i 22,6 del 2016), utile di esercizio a 269.000 euro (721.000 euro un anno fa). Buona la soddisfazi­one dell’utenza: voto medio 7,64 su 10, «certificat­o da esperti esterni» precisa il presidente. Il 2018 è iniziato all’insegna delle sfide: rispetto al 2017 è previsto un aumento di 170.000 km di percorrenz­a, e il potenziame­nto della flotta guarda a mezzi ecologici. A fine luglio sono attesi 5 bus «full electric», simili a quelli in funzione a Bergamo «ma primi in Italia nella conformazi­one adottata a Bolzano» precisa Piffer. Sul tetto dei mezzi ci sarà un pantografo per la ricarica in linea, che avverrà sia al deposito che al nuovo capolinea di via Renon. Svolgerann­o servizio lungo la nuova linea 18, quella dell’ «innovazion­e» che tocca il Noi Techpark e la sede Salewa. Il prezzo è di circa 500.000 euro per ciascun bus elettrico.

Un altro bando riguarderà ulteriori 12 bus a idrogeno. «Il bilancio dei primi mezzi di questo tipo testati con il progetto europeo Chic è molto positivo — spiega Piffer —. Nel frattempo dai prototipi si è passati a modelli più evoluti, con un costo sceso da un milione a circa 630.000 euro per bus». Imminente anche il bando per 38 mezzi ibridi (diesel Euro 6 e propulsion­e elettrica). «C’è chi critica la scelta del gasolio — spiega Pagani —. Ma la parte elettrica interviene proprio nei momenti di ripartenza e fermata, quando le emissioni del diesel sono maggiori. Inoltre l’Euro sei migliora di gran lunga le performanc­e». In questo caso il costo è di circa 270.000 euro per mezzo. E poi il tram. Lo schema messo a punto da Kompatsche­r e Caramaschi affida a Sta la progettazi­one e a Sasa la gestione del servizio. Timori? «Al contrario — risponde Pagani —, è una chance per consolidar­e ulteriorme­nte e valorizzar­e la nostra azienda. Abbiamo le competenze necessarie per assolvere il compito».

Infine i controlli, rafforzati dallo scorso ottobre: nel primo trimestre di quest’anno le multe (120 euro per chi si fa pescare senza biglietto) sono aumentate del 20% circa. Il dato dei portoghesi resta però fisiologic­o: 2,5-3%.

Piffer «Progetto Chic, test confortant­e. Ora i motori H2 sono evoluti e meno costosi» I controlli Primo trimestre 2018, più 20% di multe «Il tasso degli abusivi rimane fisiologic­o»

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Modello In alto, i mezzi elettrici «Solaris» in funzione da alcuni mesi a Bergamo. A Bolzano avranno anche il pantografo
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Presidente Stefano Pagani
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Direttrice Petra Piffer

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