Corriere dell'Alto Adige

Alta Badia, italiani giù Eisath: «Ci risollever­emo»

Sci, la quattro giorni altoatesin­a Sulla Gran Risa il parallelo è vinto da l norvegese Windingsta­d La Val Badia ricorda l’ultimo podio azzurro nel 2016 con Eisath: «Paghiamo il ricambio generazion­ale»

- di Lorenzo Fabiano

Mentre ieri sera andava in scena l’epilogo della quattro giorni altoatesin­a di coppa del mondo - il «parallelo» sulla Gran Risa è stato vinto dal norvegese Windingsta­d, ancora indietro gli azzurri - il pensiero di molti è andato al 18 dicembre 2016 quando sulla pista dell’Alta Badia Florian Eisath, alla sua centesima gara di coppa del mondo, colse nel gigante il suo primo e unico podio della carriera.

L’atleta di Obereggen fu splendido terzo dietro all’inarrivabi­le Marcel Hirscher e a Faivre: «È il mio ricordo più bello – racconta - venivo da un periodo difficile e non trovavo il ritmo giusto. In squadra c’erano dei problemi; il nostro allenatore Steve Locher se n’era dovuto andare dieci giorni prima. Quel giorno avevo le giuste sensazioni; il terzo posto nella prima manche mi diede la carica per conservarl­o nella seconda».

Vinse Hirscher: «Il più forte di tutti. Una macchina perfetta, uno che non sbagliava mai una sola curva. I suoi successori non riescono ad avere la stessa continuità. Pinturault domenica è finito ottavo: lo stesso Kristoffer­sen, che ha vinto e ha fatto una gran gara, ogni tanto qualche battuta d’arresto ce l’ha. A Hirscher non capitava mai».

Quello di Eisath in Alta BaRaimund dia, rimane l’ultimo podio italiano in gigante; una crisi che perdura: «Fa male vedere il nostro gigante in queste condizioni. In squadra avevo gente come Blardone e Simoncelli, c’era sempre qualcuno a lottare per il podio. Vero che il ricambio generazion­ale stenta ad arrivare, ma la gestione della squadra non è stata ottimale. Troppi i cambi di allenatore. Fu un errore sostituire

Plancker con Locher; non sarà Mourinho, ma lui è uno che sa come forgiare un gruppo. Bisognava dargli fiducia. Oggi con Roberto Lorenzi si trovano molto bene, spero gli diano il tempo di lavorare. In bocca al lupo ai ragazzi».

Una gara il gigante di domenica, che si è disputata in condizioni difficili: «Me ne ricordo una simile a Kranjska

Gora. È dura, ti pare di stare dentro una lavatrice». In Alta Badia Manfred Mölgg ha dichiarato che potrebbe essere stato il suo ultimo gigante sulla Gran Risa: «Manfred è ammirevole. Prima o poi arriva il momento in cui senti che non ce la fai più a stare ad alti livelli. Conosco tuttavia Manni, è un combattent­e e basterà una buona manche per fargli cambiare idea».

Eisath ha il nome su cui puntare per il futuro: «Alex Vinatzer è ormai una certezza. È sempre andato forte sin da ragazzino ed è uno serio che non si monta la testa. Lo vedo bene». Il 17 marzo del 2018 ad Åre, l’ultimo cancellett­o di coppa del mondo; oggi Florian Eisath è proprietar­io e gestore degli impianti di Carezza; gli chiediamo se un pensierino ad ospitare la coppa del mondo ce lo fa: «Abbiamo la coppa del mondo di snowboard. L’Alto Adige ha già le sue belle gare di coppa del mondo di sci in Valgardena e Alta Badia. Non è per noi una priorità, ma dovesse presentars­i l’occasione vedremo di farci trovare pronti».

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 ??  ?? Determinaz­ione La grinta di Florian Eisath: per lui un podio indimentic­abile sulla Gran Risa nel 2016
Determinaz­ione La grinta di Florian Eisath: per lui un podio indimentic­abile sulla Gran Risa nel 2016

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