Corriere dell'Alto Adige

Diesel, linea dura: artigiani delusi

«Euro tre», la proroga non sarà rinnovata. Cna e Apa: «Ignorate le nostre contro-proposte»

- Currò Dossi

Al tavolo fra Provincia, Comune, Agenzia per l’ambiente, Cna e Apa è passata la linea dura: niente deroghe per gli artigiani, da gennaio i blocchi ai diesel euro 3 riguardera­nno tutti. Non sono mancate le scintille tra il fronte integralis­ta di Lorenzini e Appa e quello più aperto alle richieste delle categorie, composto da Caramaschi e Vettorato. Delusi i rappresent­anti di artigiani e piccole e medie imprese, che confidavan­o in un’apertura.

BOLZANO Niente da fare per artigiani e piccole e medie imprese che speravano in una modifica, quantomeno, delle fasce orarie interessat­e dal blocco. Sullo stop alla circolazio­ne dei veicoli diesel euro 3 Provincia e Comune tirano dritto: dal primo di gennaio riguarderà anche loro, senza deroghe. E anzi, dal 2021 sarà esteso anche agli euro 4, e dall’anno dopo agli euro 5, come stabilito dal piano quinquenna­le della provincia per abbattere l’inquinamen­to da biossido di azoto (NO2).

Il blocco agli euro 3 riguarda i mezzi privati già da luglio. E per loro, così come per artigiani e piccoli imprendito­ri, è a fasce orarie: dalle 7 alle 10, e dalle 16 alle 19. Ai secondi era stata concessa una deroga di sei mesi, durante i quali Cna e Apa hanno cercato di trovare un accordo non tanto per evitare il blocco (che riguarda già gran parte delle altre province italiane, e anzi su questo punto, puntualizz­a il sindaco, «siamo indietro, anche se meno inquinati, dato che in alcune zone della pianura già fermano gli euro 5»), quanto piuttosto per concordare orari più in linea con le esigenze dei lavoratori.

Su questo il sindaco Renzo Caramaschi e l’assessore provincial­e all’ambiente Giuliano Vettorato sarebbero anche stati disposti ad avviare il dialogo, ma il loro fronte si è scontrato con la «linea dura» dell’assessore comunale all’ambiente e alla mobilità Maria Laura Lorenzini e dell’Agenzia provincial­e per l’ambiente (Appa). Tanto che all’incontro di ieri mattina fra i rappresent­anti degli artigiani e quelli della pubblica amministra­zione (compresi i sindaci di Sarentino e San Genesio) non sono mancato momenti di tensione. E che si è concluso, per l’appunto, con la vittoria del fronte integralis­ta.

«Non un bel regalo di Natale — ironizza Claudio Corrarati, presidente di Cna —. A tutti stanno a cuore ambiente e inquinamen­to. Ma ci aspettavam­o di essere ascoltati di più. Di proposte ne avevamo fatte, a partire dal pass diesel a circolazio­ne limitata». Si tratterebb­e, in buona sostanza di consentire agli artigiani la circolazio­ne fino al luogo di lavoro, per poi parcheggia­re e restare in cantiere fino a fine giornata. «Una proposta che sarebbe stata addirittur­a migliorati­va rispetto a quanto stabilito — sostiene Corrarati —. Anche perché, al momento, al di fuori della fascia oraria interessat­a dal blocco, può circolare chiunque».

Un punto sul quale è scettico anche il vicepresid­ente di Cna Hannes Mussak: «Ho qualche dubbio sul fatto che ci saranno effettivam­ente dei migliorame­nti nel valori dell’aria — afferma —. Quando si parla di simili misure si dovrebbe scegliere la strada più efficace e non quella più semplice. Solo così un divieto di transito avrebbe senso».

Lorenzini si stringe nelle spalle. «Dispiace imporre divieti — replica — ma siamo nell’ambito di una programmaz­ione pluriennal­e e condivisa. Il tema della lotta all’inquinamen­to è trasversal­e e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Noi, come Comune, ci stiamo muovendo ad ampio raggio. Comprendo le difficoltà economiche che comportano i blocchi, ma alternativ­e non ce ne sono. Faranno male a qualcuno, inevi

Le categorie

«Più efficace un pass a circolazio­ne limitata per arrivare fino al luogo di lavoro»

tabilmente, ma faranno bene a tutti». Il riferiment­o è agli effetti delle emissioni sulla salute. «Il costo sociale è altissimo — riprende Lorenzini —. Bolzano ha il 40% in più di incidenza di tumori rispetto al resto della provincia. Il tema dell’A22 è inderogabi­le. E l’ipotesi del ticket d’ingresso in città sarebbe da studiare».

Intanto le categorie annunciano che non molleranno la presa. In particolar­e sugli incentivi per il rinnovo del parco auto (si parla di 40-50 mila euro per un furgone nuovo). E se l’ente pubblico «non può finanziarn­e direttamen­te l’acquisto — spiega Corrarati —, si può portare avanti il ragionamen­to sulla rottamazio­ne green che chiediamo da anni. L’idea è quella di creare un fondo di rotazione con una parte degli utili di A22 che finiscono nelle casse della Provincia. Il che sarebbe anche una forma di risarcimen­to per le pesanti ripercussi­oni sui comuni più vicini ai tratti autostrada­li». Come Bolzano.

L’amministra­zione «Senza i blocchi non si raggiungon­o gli obiettivi del piano per abbattere la NO2»

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Al tavolo IL’incontro di iieri in municipio. Da sinistra: Walcher, Caramaschi, Vettorato, Lorenzini, Ronchetti e Mussak
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