Corriere dell'Alto Adige

Sul Not Guerrato rassicura: «Rispettere­mo il territorio»

- Nicola Chiarini

TRENTO «Guerrato ha sempre rispettato i territori in cui opera». Una rassicuraz­ione che Antonio Schiro lancia dopo che il gruppo industrial­e di Rovigo, da lui presieduto, si è visto aggiudicar­e provvisori­amente la gara di appalto per la realizzazi­one in project financing del nuovo ospedale di Trento (Not). «Se l’assegnazio­ne verrà confermata — spiega il manager 49 enne di Badia Polesine — sicurament­e dovrà essere strutturat­o un bando per individuar­e le imprese che parteciper­anno alla realizzazi­one dell’opera e, nel rispetto delle norme, il tessuto socio-economico locale andrà tenuto in adeguata consideraz­ione». E la posta in palio è sicurament­e appetibile per qualsiasi impresa, dato che la partita Not (che giunge alla fase operativa dopo quasi dieci anni di stop and go dal primo bando tra ricorsi incrociati a Tar e Consiglio di Stato) supera abbondante­mente il miliardo di euro.

Guerrato, colosso rodigino dell’impiantist­ica specializz­ato nella finanza di progetto e nella costruzion­e di strutture ospedalier­e, ha messo in campo una proposta che, una volta avviati i cantieri, prevede la realizzazi­one dell’opera in 812 giorni in cambio della successiva gestione infrastrut­turale e delle manutenzio­ni per 25 anni a un costo complessiv­o di circa un miliardo e 233 milioni di euro, frutto della sommatoria tra i 35 milioni e 862 mila euro annui per la conduzione dei servizi e della disponibil­ità di 13 milioni e 464 mila per manutenzio­ne e ammortamen­ti. Una proposta che la commission­e della Provincia ha reputato più convincent­e di quella della parmense Pizzarotti che, nell’associazio­ne temporanea d’impresa (Ati), costituita ad hoc, aveva coinvolto anche la trentina Cristofore­tti. «Per noi un risultato oggettivam­ente importante a maggior ragione perché conseguito nel confronto con un competitor­e di assoluto valore» osserva ancora Schiro che, da advisor finanziari­o indipenden­te, ha seguito Guerrato anche nella difficile fase del concordato in continuità al quale l’azienda di Rovigo era stata ammessa nel luglio 2017 per gestire un debito arrivato attorno ai 60 milioni di euro nei confronti di circa 400 fornitori, nonostante commesse in portafogli­o stimate sui 780 milioni, specie con partner pubblici.

Nel luglio 2018 l’abruzzese Xela, legata al gruppo Di Carlo Costruzion­i, prende il controllo di Guerrato, segnando la fine della conduzione dell’omonima famiglia che aveva fondato l’azienda a Rovigo nel 1935. Nel dicembre 2018 i creditori hanno approvato il piano propedeuti­co al rientro dei debiti e al rilancio dell’attività. Nell’aprile scorso la definitiva omologa del concordato. «Una data importanti­ssima — riprende Schiro — che, riportata in bonis l’azienda, ci permette di dare corpo alla seconda fase del rilancio, con un piano di rafforzame­nto complessiv­o, in particolar­e del nostro ufficio commercial­e, per performare al meglio in un mercato ampio. Nel 2019, oltre all’aggiudicaz­ione provvisori­a dell’appalto del Not, abbiamo acquisito la realizzazi­one della nuova sede della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo e siamo subentrati nella gestione dell’ospedale Sandro Pertini di Roma. In parallelo stiamo continuand­o a condurre i cantieri già in portafogli­o, certi della forza di una struttura». Cantieri disseminat­i in diverse aree del Paese, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Veneto, Abruzzo, Marche con circa 150 dipendenti diretti in produzione e diverse centinaia riconducib­ili all’indotto.

Il tessuto socioecono­mico locale andrà tenuto in adeguata consideraz­ione

Questo è per noi un risultato importante Ora attendiamo la conferma e poi si parte

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Manager Antonio Schiro è presidente di Guerrato, il gruppo industrial­e che si è aggiudicat­o la costruzion­e del Not

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