Corriere dell'Alto Adige

Arte, legno, tradizione Viaggio tra i presepi

Dal Natale di San Paolo di Appiano al Museo Maranatha, ai quadri viventi di Tenno: micro Natività o statue giganti

- Di Silvia M.C.Senette

In Trentino-Alto Adige ogni si rinnova la tradizione spettacola­re di presepi realizzati tra arte, storia e tipicità locale. Una tradizione secolare che in Alto Adige è ricreata con i pregiati legni delle valli ladine: Val Gardena e Val Badia, ma anche Valle di Tures e Valle Aurina. Zone in cui l’arte scultorea vanta secoli di artigianat­o, una produzione che non si ferma mai per tutto l’anno, ed è richiesta in tutto il mondo. L’antica usanza contadina di fare visita di casa in casa per ammirare il presepe dei vicini ha lasciato il posto, oggi, all’abitudine di gareggiare tra paesi per aggiudicar­si il podio della Natività più spettacola­re, allestita in musei o nelle sale dei municipi cittadini. Tra i più apprezzati, da ormai 21 anni, c’è il Natale di San Paolo di Appiano sulla Strada del Vino, che durante l’Avvento e fino al 6 gennaio offre a turisti e residenti un’atmosfera magica con oltre cento presepi in contempora­nea in ogni cortile e a ogni angolo delle vie del piccolo paese in Val d’Adige. Fino all’Epifania, a partire dalle 16, piccole e grandi Betlemme, ricostruit­e in dimensioni e con tecniche differenti, vengono illuminate per valorizzar­e gli stili e i saperi di questa antica e minuziosa arte sudtiroles­e.

È considerat­a una delle esposizion­i più affascinan­ti di sempre quella allestita a Lutago, in Valle Aurina, che dal 2000 ospita il Museo dei Presepi Maranatha. Sono 1.300 metri quadrati di superficie espositiva interament­e dedicati alla Natività, riproposta in stili e proporzion­i diverse: dalle ricostruzi­oni in miniatura di antichi masi con imponenti panorami montani e figure in legno intagliate a mano tipiche del presepe tradiziona­le tirolese alle natività panoramich­e di ispirazion­e orientale, dai micro-presepi con statuine alte un solo centimetro fino a pastori e pecore in grandezza naturale.

Affonda le radici nell’artigianat­o ligneo della Val di Fiemme la tradizione trentina di intagliare presepi da esporre, nel periodo delle feste, lungo le strade dei paesi o addirittur­a nei boschi, quando non di ricreare in stalle e masi la scena della Natività con figuranti in carne e ossa chiamati ad animare i presepi viventi. In primo piano in Trentino c’è il borgo di Ossana che ogni inverno stupisce i suoi visitatori con un suggestivo percorso di oltre 1.400 presepi. Alle pendici di Castel

San Michele, delimitato da una corda rossa e illuminato da antiche lampade a olio, il tragitto si sviluppa lungo due mercatini attraverso le strade e i vicoli alla scoperta di presepi di foglie o stoffa, semi o granoturco, tutti realizzati a mano da associazio­ni di volontaria­to, artisti, famiglie, scuole e gruppi dell’intera Val di Sole. Un centinaio anche i piccoli presepi artigianal­i allestiti nel centro storico di

Tesero, a corollario del grande presepe a dimensione naturale e in abiti tradiziona­li che da oltre 50 anni abbellisce la piazza centrale del paesino in Val di Fiemme. Tutte le Natività vengono illuminate ogni sera creando l’occasione per riscoprire antichi mestieri, musiche, sapori e usanze del folclore locale. Il presepe vivente è a Canale di Tenno,

imperdibil­e un salto a Zanolin, frazione di Ziano di

Fiemme, per la passeggiat­a nel bosco di abeti e larici che nascondono piccoli presepi fatti a mano.

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L’arte di intagliare i presepi nel legno nasce nelle valli ladine ed è esportata in tutto il mondo Sopra il presepio di Ossana e il Museo Maranatha
Tradizione L’arte di intagliare i presepi nel legno nasce nelle valli ladine ed è esportata in tutto il mondo Sopra il presepio di Ossana e il Museo Maranatha

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