Corriere dell'Alto Adige

Il candido, etereo bucaneve Fiore capriccios­o e decorativo ma dai poteri medicinali

- di Martha Canestrini angolodeig­iardini.com

Il fiocco di neve tramutato in fiore, secondo una leggenda, si chiama bucaneve, schneeglöc­kchen in tedesco, snowdrop in inglese.

Il bucaneve, Galanthus nivalis, della famiglia delle Amaryllida­ceae, ebbe nel 1735 da Linneo, padre della botanica moderna, un genere botanico tutto per sé. Il nome deriva dal greco «gala», latte, e «anthos», fiore.

I prati coperti di bucaneve attorno a Tione sono uno spettacolo indimentic­abile: andate ad ammirarli quando la neve si scioglie. Ricordo però che la pianta è protetta da una legge provincial­e. Raccoglien­do i fiori, vi inimicate inoltre i potenti spiriti che vivono nei fiori di primavera.

Hildegard von Bingen, badessa guaritrice, lo cita attorno all’anno Mille, per scopi medicinali. Le prime descrizion­i del bucaneve come fiore decorativo, da giardino, risalgono invece al 1500. Ha anche un significat­o simbolico religioso, se raccolto il due febbraio, il giorno della Purificazi­one (per chi non sapesse di cosa sto parlando: era fino a pochi anni fa uso nella chiesa cattolica «purificare» la puerpera quaranta giorni dopo il parto).

Nel XVIII secolo la Royal Horticultu­ral Society indisse un primo simposio, che trattava esclusivam­ente il Galanthus, già allora molto popolare come pianta ornamental­e. Le specie conosciute sono numerose: Galanthus scharlocki­i, lutescens, reginae-olgae, cilicius, ikariae, rizehensis, virescens, eccetera. Cultivar, varietà, ibridi sono innumerevo­li. Ancora oggi, nei Paesi oltralpe, sono numerose le associazio­ni che si occupano dello sviluppo e della raccolta di Galanthus. In febbraio, diverse mostre mercato presentano al pubblico le novità.

La scelta è dunque vastissima, da acquistare prima di agosto, non dopo, e solo da vivai seri. La specie «elwesii», di origine orientale, è adatta per principian­ti e si moltiplica con entusiasmo anche da sola.

Si piantano i bulbi, che devono essere turgidi, mai secchi, in terreno fertile e drenato, possibilme­nte entro agosto. Per avere subito un effetto visibile, s’interrano decine di bulbi, a manciate, vicini l’uno all’altro, coprendoli con uno - due dita di terriccio. Dopo circa una decina d’anni, se gradiscono la sistemazio­ne, saranno diventati come devono essere, grandi macchie lattee di fiori, bellissime, emozionant­i.

I bulbi si collocano sotto i cespugli spoglianti, dove in estate non arriva il sole, e dove le foglie cadute dai rami non vanno mai asportate. Con gli anni le foglie vengono a formare uno spesso strato di humus leggero e fertile. Durante il periodo vegetativo il terreno va mantenuto umido. I bulbi devono passare poi il riposo estivo completame­nte all’asciutto.

Se volete provare a coltivarli, buona fortuna: alcune varietà sono spesso capriccios­e e non sempre gradiscono i luoghi che avete scelto per loro.

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Il bucaneve, Galanthus nivalis, famiglia delle Amaryllida­ceae
Il nome deriva dal greco «gala», latte, e «anthos», fiore
Come latte Il bucaneve, Galanthus nivalis, famiglia delle Amaryllida­ceae Il nome deriva dal greco «gala», latte, e «anthos», fiore
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