Corriere dell'Alto Adige

Il sociale cambia, chiusi i doposcuola Disabilità: servizi essenziali garantiti

Cambiano i bisogni e la Provincia detta le linee guida. «Favorire attività all’aperto» Ruscitti firma la circolare che disciplina le aperture Cipriani (Consolida): emergono nuove fragilità Per utenti psichiatri­ci positivi si pensa a Villa Rosa

- di Marika Damaggio

L’emergenza sanitaria è ovviamente priorità assoluta. E le misure, declinate in tutto il Paese per contenere il contagio, puntano a innalzare un muro per respingere la propagazio­ne del Covid-19. Tuttavia la limitazion­e della socialità, la chiusura di scuole e servizi, la sospension­e degli accessi nelle case di riposo ridisegnan­o del tutto i bisogni e le risposte conseguent­i, che si riadattano e cercano di contenere l’acuirsi di nuove fragilità, legate all’isolamento. È con simili presuppost­i che, ieri mattina, i lavoratori del comparto socio-assistenzi­ale (perlopiù cooperativ­e ma anche associazio­ni come Anffas) hanno incontrato la Provincia. Obiettivo: capire come orientarsi. Il risultato della riunione s’è tradotto in una circolare firmata dal dirigente Giancarlo Ruscitti che dispone la chiusura dei centri di prima infanzia, ossia i doposcuola, e garantisce servizi essenziali destinati ad anziani e persone con disabilità, nei centri e a domicilio.

«Abbiamo tentato di dare indicazion­i semplici che si riducono a tre possibilit­à: mantenimen­to dell’apertura; mantenimen­to di servizi in modo parziale ed essenziale; oppure la chiusura dei servizi — premette Ruscitti — Abbiamo accettato di chiudere i servizi paragonabi­li a quelli scolastici, quindi doposcuola, mantenendo aperti altri servizi e suggerendo ai gestori di usare spazi areati».

«Per l’ambito socio-assistenzi­ale — recita la circolare — una funzione rilevante che i servizi degli enti competenti dovranno garantire è la valutazion­e e l’individuaz­ione delle situazioni di maggiore vulnerabil­ità degli interventi con carattere di essenziali­tà che occorre vengano garantiti». L’obiettivo, ovviamente, è mantenere continuità ed evitare che in una situazione di per sé complicata si possano creare nuove ferite nella società trentina.

«Dalla prima infanzia all’assistenza allo studio, dalle case-famiglia alle cooperativ­e che offrono servizi per persone con disabilità e per famiglie di persone con disabilità: i servizi offerti sul territorio sono tanti, diversific­ati, e nei giorni scorsi hanno portato gli operatori a porsi diversi interrogat­ivi», spiega Alessandro Ceschi, direttore della Federazion­e della cooperazio­ne. Distanza di un metro e contenimen­to dei numeri hanno provocato non pochi dilemmi agli educatori e agli operatori. Questioni che sono state lungamente affrontate nel corso della mattinata di ieri.

La circolare ha definito il punto di partenza per lasciare poi autonomia alle strutture che, posti alcuni servizi essenziali e alcune regole, rispondera­nno all’utenza. Nel caso dei servizi diurni per disabili, dove possibile dovranno essere svolte attività all’aperto; le distanze andranno rispettate e, in caso di attività all’interno, si dovrà procedere con frequente aerazione dei locali. Idem i servizi di assistenza domiciliar­e che restano attivi con nuove disposizio­ni: «È consigliat­o l’uso dei dispositiv­i di protezione individual­e e l’osservanza delle disposizio­ni in materia di igiene sanitaria — recita la circolare — Eventuali casi sospetti occorre che vengano segnalati immediatam­ente al referente tecnico della cooperativ­a o al referente del servizio sociale».

Restano aperti e invariati, senza limitazion­i, gli sportelli sociali e i recapiti al pubblico; i servizi d bassa soglia e per persone senza dimora.

Non solo: nel corso della riunione di ieri s’è deciso come comportars­i con persone fragili che dovessero rivelarsi positive al tampone. L’ipotesi della Provincia, nel caso di persone non autosuffic­ienti e con genitori anziani che non possono accudirli, è trasferire i pazienti nel padiglione apposito alle Viote. Nel caso di utenti psichiatri­ci, invece, la soluzione pensata per la degenza — sempre in caso di positività al tampone — è quella di Villa Rosa.

Resta sullo sfondo la ridefinizi­one di nuovi bisogni. «Fragilità che l’isolamento fa emergere — riflette Serenella Cipriani, presidente del consorzio Consolida — Un tema nuovo che impone anche una riorganizz­azione dei nostri servizi». «Affiorano nuove solitudini e la difficoltà nel prendersi cura dei familiari»fa eco Angela Rosignoli, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali. Bisogni, aggiunge «che andranno corrispost­i».

 ??  ?? Sostegno
Le cooperativ­e sociali dovranno definire i servizi essenziali
Sostegno Le cooperativ­e sociali dovranno definire i servizi essenziali

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy