Corriere dell'Alto Adige

Le palestre resistono, ma classi dimezzate

Juta: «L’igiene prima di tutto». Defant: distanza nei macchinari. In piscina niente scambi

- Chiara Marsilli

TRENTO Mens sana in corpore sano. Forse solo l’antico detto latino può spiegare la caparbietà con la quale i gestori degli impianti sportivi di tutta la Provincia stanno continuand­o a tenere aperte le proprie attività cercando di rispettare le norme igienico sanitarie dettate dai decreti ministeria­li. La pratica di esercizio fisico che, come noto, può sostenere la salute generale della persona, deve in questo periodo essere accompagna­ta da accorgimen­ti ulteriori per evitare che siano proprio i centri sportivi e le piscine a essere sede di trasmissio­ne del virus.

«Non abbiamo obbligo di chiusura e dunque andiamo avanti — spiega Giorgio Bertoluzzi, responsabi­le della catena Juta center con le sedi a Trento e Rovereto —. Abbiamo però messo in pratica delle misure molto stringenti per garantire la sicurezza nostra e dei nostri clienti: prima di entrare tutti devono lavarsi le mani o usare il disinfetta­nte. All’interno della palestra abbiamo istruito i nostri trainer a ricordare costanteme­nte la distanza obbligator­ia di un metro tra una persona e l’altra e l’obbligo di disinfetta­re qualsiasi cosa si tocchi: attrezzi, macchinari, manubri. Per avere la situazione maggiormen­te sotto controllo l’area relax con la sauna è stata chiusa e procederem­o con il comunicare a tutti i nostri iscritti di stare a casa se non in perfetta salute. Poi confiderem­o nel bel tempo per cercare di organizzar­e qualche classe all’aperto».

Stessa strategia alla Defant del quartiere Le Albere, dove inoltre la capienza delle classi è stata ridotta di circa la metà per permettere il mantenimen­to della distanza di sicurezza e i macchinari sono stati spenti in maniera alternata per aumentare ulteriorme­nte lo spazio tra una persona e l’altra. La Rari Nantes Trento, Centro Avviamento allo Sport Coni e scuola di nuoto per bambini, alza ancora l’asticella: associati e tecnici devono indossare guanti in lattice monouso per l’utilizzo delle attrezzatu­re durante le sedute in palestra ed è fatto ufficiale divieto di scambiarsi bottiglie, borracce e quanto altro utile per bere e rifocillar­si, asciugaman­i, occhialini per il nuoto ed effetti personali in genere. Nonostante tutte le precauzion­i il numero di frequentat­ori in tutti i centri sportivi è calato, mentre sono aumentati gli iscritti che, avendone la possibilit­à, sospendono l’abbonament­o fino a data da destinarsi.

Bertoluzzi

«Non abbiamo obbligo di chiusura e andiamo avanti ma con precauzion­i stringenti»

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Fuori uso Nelle palestre di Trento sono state adottate contromisu­re per evitare la vicinanza tra i frequentat­ori e garantire l’igiene

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