Corriere dell'Alto Adige

Palù: il picco è ancora lontano

- Di Nicola Chiarini

BOLZANO Meno chiacchier­e, più controlli, a maggior ragione in una terra di frontiera come l’Alto Adige. Nel contrasto del coronaviru­s lo scienziato Giorgio Palù, 71 anni, già presidente delle società europea e italiana di Virologia, ritiene vada preferita la sciabola al fioretto, come si è fatto in Cina. «Innegabile che le misure di contenimen­to lì adottate abbiano funzionato in termini scientific­i e di predizione, tanto che ora si stanno spegnendo gli ultimi focolai» osserva il luminare dell’università di Padova che accoglie con interesse le misure draconiane adottate in queste ore in tutto il Paese. «Ma serve certezza nelle verifiche e nelle sanzioni, altrimenti il decreto rischia di essere velleitari»”.

Professor Palù, le limitazion­i decise dal governo possono davvero fare la differenza?

«Se dovessimo valutare il modello che ha funzionato, anche in termini di predizione, è quello cinese. É stata adottata con successo la prima quarantena su scala globale, isolando una metropoli come Wuhan e poi l’Hubei, una provincia popolosa quanto l’Italia. Ora l’Italia, che non è un Paese autoritari­o, sta seguendo quel modello».

Il modello cinese ha funzionato Grazie alla quarantena globale si stanno spegnendo i focolai

 Giusto rinviare le elezioni Vanno evitati a tutti costi i contatti tra le persone

Intanto in Alto Adige i contagi aumentano velocement­e...

«La curva epidemica ha una tendenza esponenzia­le, perché una persona positiva può contagiarn­e altre tre. Per questo è importante assicurars­i che la gente stia in casa ed eviti assembrame­nti. Negli epicentri, intanto, la curva inizia ad appiattirs­i ed è un buon segno, ma qui siamo ancora in fase ascendente. Conterà anche il fattore climatico, perché questi virus sopravvivo­no meglio al freddo. Pensiamo alla Sars che iniziò nel novembre del 2002 e si estinse nel giugno successivo. Non è da escludere una dinamica analoga».

Nel territorio c’è chi lamenta che i dati vengano dati con il contagocce...

«Si è già parlato fin troppo, quindi giusto dare solo le informazio­ni strettamen­te necessarie. In questi mesi sembrava fossero diventati tutti virologi. Si è voluto spettacola­rizzare la vicenda, creando un’isteria collettiva che è dannosa. In Germania il coronaviru­s è arrivato prima che da noi, ma hanno cercato da subito di dire le cose per quel che erano. É una vicenda piena di paradossi».

Intanto proprio in Germania sconsiglia­no di far visita all’Alto Adige e l’Austria avvia i controlli sanitari al Brennero. Misure corrette?

«Ancora un paradosso. Siamo in Europa, ma ogni Paese decide per sé in materia sanitaria. Perché non si armonizzan­o le scelte? Di certo, in questo quadro l’Italia pare avere deciso di fare sul serio, anche se la difficoltà nei controlli peserà. I numeri da noi sono più alti e vanno analizzate le ragioni: il 65% dei contagiati viene ricoverato, mentre in Cina è il 14%. Qui l’11% necessità di cure intensive, nel resto del mondo il 6%. Probabilme­nte incide la buona qualità degli ospedali del Nord, pur nella contraddiz­ione che il permanere in strutture collettive facilita io contagi».

In provincia di Bolzano è stato deciso anche il rinvio delle elezioni. Giusto?

«É ragionevol­e pensare di fermare tutto quello che comporta assembrame­nti, anche se intanto continuano a circolare treni e bus. La popolazion­e deve percepire l’importanza di stare in casa e non andare in giro a veicolare il virus».

I controlli al confine «È un paradosso, siamo in Europa ma ogni Paese sta decidendo da solo»

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A sinistra, l’ingresso del Sn Maurizio con il nuovo tendone per il pretriage. Qui sopra, la fila degli sciatori ieri a Corvara per richiedere il rimborso degli abbonament­i stagionali dopo la chiusura anticipata
Gestione A sinistra, l’ingresso del Sn Maurizio con il nuovo tendone per il pretriage. Qui sopra, la fila degli sciatori ieri a Corvara per richiedere il rimborso degli abbonament­i stagionali dopo la chiusura anticipata
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Esperienza Giorgio Palù, direttore del dipartimen­to di medicina molecolare dell’università di Padova

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