Corriere dell'Alto Adige

Comunali, la Lega perde pezzi

Verso il voto Scontro nel Carroccio. Dianese accusa la gestione Maturi. Il deputato minimizza: «Nessun malessere» Corruggier­o e Pramstrahl­er non si ricandidan­o. Fuori anche Fizzotti: troppo centralism­o

- Chiarini

La Lega perde pezzi. La consiglier­a comunale Samantha Pramstrahl­er non si ricandida, lo stesso Michela Corruggier­o, consiglier­a in Centro. Juri Dianese da voce al malessere: «Partito troppo centralist­a». E anche lo storico militante Fizzotti si fa da parte: «Gli ideali sono cambiati». Maturi minimizza.

«Anche io non so se mi candiderò: lavoriamo per costruire una coalizione moderata»

A meno di due mesi

BOLZANO dal primo turno delle elezioni comunali, la Lega fa i conti con le defezioni di diversi consiglier­i uscenti e militanti. Mancate candidatur­e che testimonia­no un crescente disagio verso un partito che avrebbe abbandonat­o la vocazione autonomist­a e «di base», per diventare un partito nazionalis­ta di destra, con modalità di gestione accentrate. Problemi posti a voce alta da Juri Dianese, subentrato a fine 2018 nel consiglio comunale di Bressanone a Massimo Bessone, dopo l’ingresso di quest’ultimo in giunta provincial­e. «Dico basta per un mix di ragioni nazionali e locali, politiche e organizzat­ive — sostiene il 24enne —. Nasciamo partito territoria­le, ma il nostro commissari­o provincial­e Maurizio Bosatra, che pure stimo, è inviato dalla Lombardia. A livello locale emerge con sempre più forza il deputato Filippo Maturi, egocentric­o e accentrato­re. Io ho aderito a una Lega autonomist­a e federalist­a, ora c’è un partito nazionalis­ta e di destra che parla solo di immigrazio­ne, spesso a sproposito».

Dianese assicura di aver cercato la sintesi, prima della rottura. «Non solo non sono stato ascoltato — accusa — ma sono stato progressiv­amente emarginato, dopo essere stato anche trattato con sufficienz­a per la mia giovane età». Ma molte delle ragioni di Dianese riecheggia­no nelle parole di chi certo di primo pelo non è, come Sergio Fizzotti, a lungo segretario della Lega di Bolzano, ruolo poi raccolto dal capogruppo uscente Luigi Nevola, pure prossimo al passo indietro. «A 83 anni è comunque arrivato il momento di farsi da parte — spiega Fizzotti —. Ho deciso di non occuparmi più delle dinamiche interne poco prima dell’emergenza Covid19. Sono militante della prima ora, in Lega dagli anni ‘80. La mia Lega è quella autonomist­a e federalist­a, quella delle intuizioni di Gianfranco Miglio. Ora mi sento meno legato a un partito che ha altre dinamiche, obiettivi, ideali».

Fizzotti si esprime con pacatezza e garbo, ma nelle chat interne sarebbero volati gli stracci. Voci vicine al partito riferiscon­o che martedì sera, dopo l’ennesimo flame su WhatsApp, avrebbero abbandonat­o il gruppo di discussion­e Samanta Prahmstral­er e Michela Corruggier­o, entrambe indisponib­ili a ricandidar­si. Prahmstral­er è consiglier­a comunale nel capoluogo, subentrata a febbraio 2019 a Kevin Masocco, dopo le dimissioni per lo scandalo sessista che lo vide protagonis­ta con riverberi nazionali. Corruggier­o è, sempre a Bolzano, consiglier­a della circoscriz­ione Centro Piani Rencio. «È vero, non mi ricandider­ò — conferma Prahmstral­er — ma è per ragioni familiari. Ritengo prioritari­o dedicarmi a figli e lavoro». Maturi non commenta le riflession­i di Dianese («Spetta semmai a Bessone, come referente brissinese») e minimizza i mal di pancia su Bolzano. «Non so se nemmeno io mi ricandider­ò — sostiene il deputato e responsabi­le organizzat­ivo per il voto nel capoluogo — ci stiamo confrontan­do nella costruzion­e della lista, determinat­i contribuir­e a una coalizione moderata che, con Roberto Zanin, contraster­à gli estremismi presenti in un centrosini­stra sbilanciat­o a sinistra e nel Team K».

 ??  ?? Addio Matteo Salvini durante un comizio a Bolzano: alla sua destra Samantha Prahmstral­er, una dei fuoriuscit­i
Addio Matteo Salvini durante un comizio a Bolzano: alla sua destra Samantha Prahmstral­er, una dei fuoriuscit­i

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