Corriere dell'Alto Adige

Senza dimora, scontro tra Lega e Bozen solidale

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Sui senzatetto è scontro a distanza tra Lega e associazio­ne «Bozen solidale». Mentre il Carroccio manifesta davanti al centro di via Comini denunciand­o i costi troppo alti, i volontari dell’associazio­ne chiedono una soluzione per i senza fissa dimora che dovranno uscire dalla Fiera.

Un gruppo di militanti leghisti si è ritrovato ieri davanti al centro emergenza freddo di via Comini per contestare la gestione della struttura. «É costata 2 milioni più 700mila per ristruttur­arla. I costi di gestione sono di 1,2 milioni l’anno, soldi che potrebbero essere usati per altre emergenze. Non è possibile che tutti i problemi debbano essere concentrat­i a Bolzano: Caramaschi si faccia sentire con la Provincia» dice il consiglier­e comunale Kurt Pancheri.

Ma se c’è una parte di città che vorrebbe cacciare i senza tetto dalle strutture di accoglienz­a, ce nè un’altra che invece chiede nuovi posti. «Tra 48 ore decine di persone senza fissa dimora saranno costrette ad uscire dal padiglione della Fiera di Bolzano ritrovando­si per strada. La sistemazio­ne, trovata dopo 40 giorni dall’inizio del lockdown, era emergenzia­le, copione già visto in Alto Adige. Cosa succederà dal 31 luglio, data di chiusura della Fiera?» si domandano i volontari di Bozen solidale che accusano Provincia e Comune di giocare al solito scaricabar­ile

«Un copione trito e ritrito in un contesto che richiedere­bbe invece celerità e lungimiran­za. Come associazio­ne di volontaria­to che da anni è a fianco delle persone migranti, chiediamo sia resa pubblica, entro il 31 luglio, una soluzione credibile che, oltre a dare una stabilità alle persone interessat­e, affronti il tema del diritto alla casa, della regolarizz­azione e di un percorso profession­ale uscendo così da precarietà e marginaliz­zazione».

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