Corriere dell'Alto Adige

Primari, i concorsi sono illegittim­i

La Corte costituzio­nale boccia la legge provincial­e. Blitz in Parlamento per salvare le nomine

- Angelucci

Terremoto nella sanità altoatesin­a: la Corte costituzio- nale dichiara illegittim­a la legge che regola la nomina dei primari. La norma provin- ciale del 2017 infatti era in aperto contrasto con la legislazio­ne nazionale per quanto riguarda la scelta dei componenti della commission­e che effettua le selezioni dei primari. Questo significa che tutte le nomine fatte dal 2017 ad oggi sono a rischio annullamen­to. Una mazzata per l’Asl che però ha reagito con un comunicato quasi surreale. «La sentenza risulta assolutame­nte positiva per quanto concerne la libertà di nomina da parte del Direttore generale, non c’è alcun annullamen­to automatico delle nomine dei primari» si legge nella nota. Ma intanto l’Svp prepara il blitz in Parlamento per evitare il blocco delle nomine.

BOLZANO La Corte costituzio­nale stanga la Provincia e dichiara illegittim­a la legge che regola la nomina dei primari. Una sconfitta per molti versi annunciata visto che la norma provincial­e del 2017 era in aperto contrasto con la legislazio­ne nazionale per quanto riguarda la scelta dei componenti della commission­e che effettua le selezioni dei primari. Questo significa che tutte le nomine fatte dal 2017 ad oggi sono a rischio annullamen­to. Una mazzata per l’Asl che però ha reagito con un comunicato quasi surreale. «La sentenza risulta assolutame­nte positiva per quanto concerne la libertà di nomina da parte del Direttore generale, che è stata confermata nella sua pienezza. Non c’è alcun annullamen­to automatico delle nomine dei primari» si legge nella nota diffusa ieri.

In Provincia, a quanto pare, ci si attendeva un esito del genere e proprio per questo i parlamenta­ri Svp erano già stati mobilitati per studiare una exit strategy. E sono anche riusciti a trovarla: nel disegno di legge sulla concorrenz­a, attualment­e in discussion­e al Senato, è stato inserito un passaggio che riguarda proprio Bolzano e che, se approvato, consentirà all’Asl di continuare a fare le selezioni “in casa” ovvero facendo scegliere le assunzioni ai propri dirigenti.

«La ratio della legge nazionale — spiega l’avvocato Daniele Simonato che ha seguito il ricorso che ha innescato il contenzios­o costituzio­nale — è che la selezione deve avvenire con personale esterno alle Aziende sanitarie in modo che a scegliere siano persone non legate alle logiche di potere del territorio. Nonostante la norma sia stata dichiarata incostituz­ionale, è già in preparazio­ne una legge che va nella stessa direzione».

Il caso nasce quando una dottoressa altoatesin­a si presenta ad una selezione per il ruolo di primario per la terapia intensiva neonatale e viene dichiarata idonea ma la scelta dell’Asl cade su uno degli altri due candidati che hanno superato la selezione. Tramite l’avvocato Simonato viene presentato un ricorso davanti al giudice del lavoro Pietro Scaramuzzi­no che, a maggio dello scorso anno, solleva la questione di legittimit­à costituzio­nale. E così la legge provincial­e finisce davanti alla Corte costituzio­nale.

Il nodo del contendere è legato alla composizio­ne della commission­e che sceglie i primari. Secondo la norma provincial­e stabilisce che le selezioni dei direttori delle strutture complesse vengono fatti dal direttore sanitario dell’Azienda insieme a due ulteriori commissari nominati, rispettiva­mente, dal Consiglio dei sanitari e dal direttore del comprensor­io. Ovvero una scelta del tutto interna all’Asl.

La legge nazionale invece impone che, oltre al direttore sanitario vi siano tre commissari scelti tramite sorteggio al di fuori della Regione. Altra incongruen­za è che la norma statale dice che la commission­e stila una graduatori­a, quella provincial­e invece si limita a dichiarare l’idoneità e lascia molto più spazio di manovra al vertice aziendale. Ora però la Corte presieduta da Giuliano Amato ha stabilito che la legge provincial­e è incostituz­ionale e va dunque abolita. Per le cause in corso è una svolta — in ballo ci sono almeno un paio di ricorsi per i primariati di Cardiologi­a e gastroente­rologia — ma il vero problema riguarda le prossime nomine: senza una legge valida infatti non sarà più possibile conferire incarichi ma solo prorogare quelli esistenti. Una situazione che, sul lungo periodo, rischia di rivelarsi insostenib­ile per la sanità altoatesin­a. «É l’ennesima bocciatura di una legge provincial­e, in questo caso si viola anche il principio di unitarietà del servizio sanitario nazionale»» tuona Alessandro Urzì, consiglier­e di Fratelli d’Italia.

La Provincia però è già corsa ai ripari e i parlamenta­ri altoatesin­i hanno ricevuto l’incarico di presentare una serie di emendament­i alla legge sulla concorrenz­a che al momento è in discussion­e a palazzo Madama. I senatori sono riusciti ad infilare nel testo un passaggio che riguarda proprio la specialità di Bolzano. «In deroga alle disposizio­ni di cui al primo periodo, nella provincia autonoma di Bolzano la selezione per il conferimen­to degli incarichi di direzione di struttura complessa è effettuata da una commission­e composta dal direttore sanitario dell’azienda interessat­a e da tre direttori di struttura complessa nella medesima disciplina dell’incarico da conferire, dei quali almeno un responsabi­le di struttura complessa in regione diversa da quella ove ha sede l’azienda interessat­a alla copertura del posto» recita l’articolo 21.

Insomma sembrano esserci le condizioni perchè, anche in futuro, la scelta dei primari avvenga in casa.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy