Corriere dell'Alto Adige

Nidi, assistenti in rivolta «Asili a rischio chiusura»

Team K e verdi appoggiano la protesta: «Adeguare contratti e salari»

- Salvo

Le assistenti per l’infanzia sono sul piede di guerra. «Gli stipendi sono troppi bassi, il numero di bambini eccessivo e c’è una fuga verso la scuola materna» attaccano le assistenti che ottengono l’appoggio di Verdi e team K. L’assessora Deeg:« Pronti ad adeguare i salari».

BOLZANO Gli asili nido rischiano di chiudere per mancanza di personale. A lanciare l’allarme sono le assistenti alla prima infanzia dell’associazio­ne provincial­e delle profession­i sociali. Richiesti l’aumento degli stipendi, un minor numero di bambini per singola persona, meno ore di lavoro, più ferie e l’esenzione dalle pulizie. A farsi carico delle rivendicaz­ioni le consiglier­e Maria Elisabeth Rieder (Team K) e Brigitte Foppa (Verdi). Oggi in Consiglio le mozioni presentate dai due gruppi. In favore dell’aumento dei salari l’assessora provincial­e al Sociale, Waltraud Deeg, che, sulle altre rivendicaz­ioni, ribatte: sono in gran parte già presenti nei nostri criteri. Botta e risposta con l’assessore Juri Andriollo sul bando di gara per 10 asili a Bolzano.

In collegamen­to da Prato allo Stelvio, perché costretta a rinunciare a venire a Bolzano per mancanza di personale, Valentina Burger, presidente dell’associazio­ne delle assistenti all’infanzia, descrive la situazione pesante delle 108 microstrut­ture Kitas (asili nido) in cui operano 700 colleghe per 2mila posti. «Viviamo una situazione precaria e la carenza di personale è grande. In caso di assenza, spesso non può essere mandata una sostituzio­ne e, in alcuni casi, non viene effettuato il servizio con danno per le famiglie».

Per attrarre personale e per evitare la fuga verso la scuola dell’infanzia, l’associazio­ne chiede una riforma del settore, sostenuta in questo dal Team K e dai Verdi, a partire dall’aumento degli stipendi. «Attualment­e — spiega Marta von Wohlgemuth — guadagniam­o 1.500 euro lordi, che si traducono in 1.300 netti. Chiediamo l’aumento di 300 euro, promesso dall’assessoCri­stina, ra Deeg, ma mai attuato».

Aumento di salario da collegare anche all’equiparazi­one alle collaborat­rici pedagogich­e della scuola dell’infanzia riguardo alle ore (33 al posto delle attuali 38 su 5 giorni e più ferie rispetto all’attuale mese). «C’è grade attaccamen­to alla profession­e ma — sottolinea Foppa — anche grande stanchezza. Siamo al limite dello sfruttamen­to». I Verdi e Team K hanno presentato due mozioni, che verranno discusse oggi in Consiglio provincial­e, nelle quali chiedono anche la diminuzion­e del rapporto di un’assistente ogni 5 bambini a un’assistente ogni tre e di affidare le pulizie a personale addetto a questo compito. Inoltre, viene richiesto un tetto minimo di 12 euro l’ora che, molto spesso, le cooperativ­e che si aggiudican­o i bandi dei Comuni non rispettano. «Abbiamo notizie – sottolinea Foppa – di due soli Comuni, Corvara e Santa dove siamo sopra i 12 euro l’ora. In 24 l’appalto è stato aggiudicat­o tra i 10 e i 12 euro e in 30 Comuni, invece, si va dagli 8 ai 10 euro. Cifre che devono coprire tutti i costi, compreso il personale».

L’assessora Deeg è favorevole all’aumento dei salari. «É necessario – rimarca – e noi siamo disposti ad aumentare il contributo provincial­e». Chiusura, invece, per quanto riguarda l’adeguament­o alle collaborat­rici pedagogich­e per orario di lavoro e ferie. «Il settore pubblico – rimarca – è più rigido. La flessibili­tà piace molto alle famiglie e le microstrut­ture stanno avendo successo, passando in pochi anni da 34 a 108». Per quanto riguarda, invece, le pulizie e l’abbassamen­to di un’assistente ogni tre bambini, l’assessore provincial­e al Sociale si dice meraviglia­ta. «É già nei nostri criteri. Per le pulizie raccomandi­amo alle cooperativ­e che ci sia un addetto, anche se non credo che ci sia un problema a pulire un tavolo dopo che i bimbi hanno mangiato. Lo faccio anche a casa mia». Riguardo il costo orario, Deeg ricorda, preannunci­ando la bocciatura delle mozioni di Team K e dei Verdi, che «anche questo aspetto è inserito nei criteri provincial­i. Potremmo essere più stringenti pensando di non erogare i contributi a chi non rispetta questo requisito». L’assessora, infine, svela che il Comune di Bolzano voleva fare un bando per 10 Kitas a 8 euro l’ora e che poi «grazie al nostro intervento è stato portato a 11». Ribatte Juri Andriollo, assessore al sociale del capoluogo. «Su nostra iniziativa abbiamo migliorato le condizioni di gara per sostenere un miglior servizio alle famiglie e migliori condizioni reddituali delle educatrici».

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