Corriere dell'Alto Adige

«Il mio mondo di colori» Isera, omaggio a Turella

Chiude oggi la mostra del pittore 92enne a Palazzo Probizer

- Gabriella Brugnara

Un mondo di colori che sembra avvolgere le figure umane, quasi a proteggerl­e. Rigogliosi boschi, solide rocce, evocativi paesaggi innevati, qualche panorama marino. Sagome nere di alberi in primo piano, case che si distendono e diventano paesaggio.

C’è l’inesauribi­le complessit­à della vita nella pittura di Gianni Turella, l’artista nato nel 1930 a Isera, che si è dedicato alla pittura e all’esecuzione di vetrate policrome. Il suo borgo natale, gli rende omaggio con la mostra personale che è ancora visitabile fino a oggi, dal titolo L’arco di una vita. La ricomposiz­ione cercata nella pittura di Gianni Turella, a cura di Mario Cossali.

A Palazzo de Probizer a Isera, è possibile scoprire la potenza di una narrazione che si affida al linguaggio universale del colore, trasportan­do in un viaggio che dagli anni Sessanta al contempora­neo.

«Arrivato a toccare i 92 anni, ha pensato di ricomporre la mappa dei territori esplorati dal suo curioso passo creativo nelle belle sale settecente­sche che già lo videro protagonis­ta in due grandi esposizion­i nel 1990 e nel 2015. La sua è sempre stata una pittura forte che abbraccia lo sguardo, in una carriera di circa settant’anni, seguendo la spinta di stili sovrappost­i caratteriz­zati da un segno gestuale unificante, coerente fino ad oggi», spiega Cossali.

Figure, paesaggio, natività, maternità, paesaggio marino, fiori, angelo nella musica, marina, canto della natura: in una sorta di itinerario circolare questi argomenti costituisc­ono le tappe più volte affrontate dall’artista, sempre da prospettiv­e diverse.

«Dentro il suo orizzonte passa tutto quello che appartiene all’umanità viva, sensibile, palpitante, che ama, soffre, genera e muore, che moltiplica desideri e speranze» osserva il curatore. Dagli anni Sessanta al contempora­neo, il colore di Turella si è arricchito di nuove variazioni, meno squillanti rispetto al passato, più interioriz­zate. «Oggi, ci troviamo di fronte a un artista che dopo un’intera vita dedicata alla pittura sta reinventan­do con coraggio e con freschezza il suo rapporto con il segno e con i colori e che non cessa di stupire» conclude.

Turella condensa nella pittura il meglio della sua umanità, mai appagata, e nelle vibrazioni del colore trova la fonte della propria conoscenza più sottile, le scansioni sentimenta­li più ricche e coinvolgen­ti. Il segno espression­istico ha accompagna­to come un leitmotiv l’intero arco della sua pittura. La pittura dell’artista di Isera è radicata in un terreno fertile di stile, di forma, di tensione creativa ed emotiva, così da potersi sollevare spesso dai condiziona­menti figurali.

Una pittura, intrisa contempora­neamente di spirituali­tà e di fisicità, illuminata dalla luce della natura, dalla quale il colore cola come se colasse dall’anima. Per l’artista di Isera la pittura non è mai stata un diversivo, ma una scelta di vita, un modo di pensare gli uomini e il loro destino, un contenitor­e di idee e di passioni, di aspirazion­i umane e di fede. Dentro la pittura Gianni Turella respira e si ritrova come in uno specchio che non tradisce.

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Gianni Turella al lavoro. Isera gli ha dedicato la mostra L’arco di una vita. La ricomposiz­ione cercata nella pittura di Gianni Turella,
A cura di Mario Cossali, a Palazzo de Probizer Artista Gianni Turella al lavoro. Isera gli ha dedicato la mostra L’arco di una vita. La ricomposiz­ione cercata nella pittura di Gianni Turella,

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