Corriere dell'Alto Adige

Agorà, la piazza

Spazi, luoghi d’incontro, attimi di vita condivisa: Trento, Bolzano e le città del mondo «raccontate» per immagini da Matteo Boato

- Di Gabriella Brugnara

Piazze come luoghi d’incontro che riescono a catalizzar­e e raccoglier­e i pensieri, anche involontar­i, che le persone portano con sé quando le percorrono. Spazi che vibrano di presenze umane, di tracce di vita la cui intensità emotiva sembra crescere proprio quando tali luoghi si svuotano e diventano silenziosi.

Per Matteo Boato, artista trentino di fama internazio­nale, è questa l’essenza di «Agorà. La piazza», la sua mostra curata da Nicoletta Tamanini, fino al 30 settembre nell’aula San Giovanni della Cattedrale di San Vigilio, a Trento. Un percorso di venticinqu­e olii su tela realizzati tra il 2001 e oggi, di alcune piazze italiane e non solo, con al centro Piazza Duomo di Trento. «Sono lavori che affrontano una tematica a me molto cara — dice Boato — la piazza, come spazio ideale d’incontro di persone, culture, pensieri, idee, emozioni. Come collettore di storie che sa accogliere, raccoglier­e e conservare. In una piazza come quella del Duomo di Trento, si lascia sempre un messaggio, seppur inconscio, un pensiero personale legato alla città, o a qualche persona, magari a un palazzo che arricchisc­e la cornice e contribuis­ce all’agorà. Spesso mi sono trovato a percorrere e a soffermarm­i in Piazza Duomo anche in orari inconsueti, la mattina molto presto o di notte, senza mai sentirmi solo, ma avvolto dalla comunità, da quello che è successo durante il giorno». Il quadro di copertina dell’esposizion­e è dedicato al Duomo di Trento, un lavoro del 2001 con cui Boato aveva partecipat­o a un concorso dedicato a San Vigilio, indetto dalla Diocesi di Trento.

Era la prima volta in cui si addentrava in temi religiosi e ha dipinto una Trento tra due fiumi, una sorta di Terra Promessa, connotata dal Duomo e dal Castello del Buonconsig­lio, in cui San Vigilio accoglie i cittadini. Un omaggio a questa figura, al contempo patrono della diocesi trentina ma anche dei minatori. Si tratta di un’opera mai più esposta, un polittico montato, anche come richiamo metaforico, su una struttura a croce (125x125 centimetri). «Quando dipingo sono attratto dal passato, e delle chiese cerco le sembianze più antiche, quelle che quasi sempre in Italia ci riportano al romanico. Le cattedrali nascondono in grembo strati di storia di grande ricchezza, sono state erette in luoghi mai banali, sia dal punto di vista dell’esposizion­e alla luce sia da quello della loro centralità. Sono molto legato alla lettura del territorio, per me Trento è inscindibi­le dai tre “denti” che la circondano e dal vecchio corso dell’Adige. Le città hanno un vissuto che merita attenzione, e non solo dal punto di vista dello sviluppo commercial­e-abitativo» prosegue l’artista. Accanto a quelle di Trento, nella Cattedrale di San Vigilio Boato racconta diverse altre piazze e cattedrali, tra cui quelle di Milano, Bolzano, Pisa, Roma, Gubbio, Venezia e anche straniere come Santiago de Compostela e Bielefeld. Di «cromie vivaci e pulsanti che raccontano la vita delle sue ormai celebri “case danzanti”» parla la curatrice Tamanini, colori che convivono però con «un delicato, raffinato bi-cromatismo fortemente ispirato alla formazione tecnico-urbanistic­a di

Boato». Una formazione che, intrecciat­a al fascino di un sentire espression­ista gli ha permesso di maturare «un linguaggio pittorico del tutto originale e connotativ­o in cui curiosità, freschezza e fantasia sono gli innegabili protagonis­ti. Nascono cosi le note e apprezzate visioni aeree di Boato che, sin dai primi lavori, propone una ricostruzi­one assolutame­nte originale del territorio e degli agglomerat­i urbani, focalizzan­dosi talvolta su alcuni dettagli che, amplificat­i, si trasforman­o in elementi compositiv­i di una pittura al limite dell’astrazione» conclude Tamanini.

Fino a domenica 18 settembre a Nogaredo, nelle sale di Palazzo Candelperg­her, è aperta al pubblico anche la personale di Matteo Boato «Terra e Acqua».

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Le piazze di Trento e di Bolzano negli olii su tela realizzati da Matteo Boato
Agorà Le piazze di Trento e di Bolzano negli olii su tela realizzati da Matteo Boato

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