Ro­ma gio­stra del gol: mai co­sì da 54 an­ni

Corriere dello Sport (Campania) - - Domani Inter-roma - Di Gui­do D’Ubal­do g.d’u.

Nean­che quan­do vin­se lo scu­det­to nel 1982-83 e nel 2000-01 ave­va se­gna­to co­sì tan­to. Due vol­te so­le la Ro­ma ave­va se­gna­to di più nel­le pri­me die­ci gior­na­te. Nel lon­ta­no 1928-29, quan­do, nel gi­ro­ne A del­la Di­vi­sio­ne Na­zio­na­le Ful­vio Ber­nar­di­ni e Ro­dol­fo Volk fi­ro­no i tra­sci­na­to­ri di quel­la mac­chi­na da gol che ar­ri­vò a 28 re­ti. Nel 1960-61, la Ro­ma al­le­na­ta da Fo­ni vin­se la Cop­pa del­le Fie­re e si clas­si­fi­cò quin­ta in cam­pio­na­to (era­no gli an­ni di Ana­cle­to Gian­ni pre­si­den­te, so­pran­no­mi­na­to Ana­cle­to V, per via di una cer­ta fa­mi­lia­ri­tà con quel piaz­za­men­to), con una cop­pia di bom­ber del ca­li­bro di Man­fre­di­ni e Lo­ja­co­no, che rag­giun­se quo­ta 26. La Ro­ma di Gar­cia è an­da­ta in gol 25 vol­te, sen­za un rea­liz­za­to­re se­ria­le (Dze­ko è an­co­ra fer­mo al­la re­te cont ro la Ju­ve), ma con ben tre­di­ci gio­ca­to­ri (do­di­ci so­lo in cam­pio­na­to) an­da­ti a se­gno. In Eu­ro­pa so­lo il Bayern Monaco se­gna di più.

LA SVOL­TA DI BO­RI­SOV. Si spie­ga co­sì il pri­mo po­sto del­la Ro­ma. va in gol con una me­dia di 2,5 vol­te a par­ti­ta e spes­so rie­sce a ri­sol­ve­re le par­ti­te nei pri­mi mi­nu­ti.

La for­ma­zio­ne di do­ma­ni se­ra con­tro l’Inter di­pen­de da De Ros­si. Il ca­pi­ta­no (in at­te­sa del re­cu­pe­ro di Tot­ti) av­ver­te an­co­ra do­lo­re all’ad­dut­to­re e dal­la par­ti­ta con­tro la Fio­ren­ti­na non si è più al­le­na­to con i com­pa­gni. Nep­pu­re ie­ri. Sa­rà de­ci­si­va la gior­na­ta di og­gi, per­chè il cen­tro­cam­pi­sta az­zur­ro fa­rà un te­st che ser­vi­rà a Gar­cia a ca­pi­re se po­trà re­cu­pe­ra­re. La Ro­ma og­gi si al­le­ne­rà al­le 15, pri­ma del­la par­ten­za per Mi­la­no. L’in­ten­zio­ne del tec­ni­co francese è di gio­ca­re con­tro l’Inter come con­tro la Fio­ren­ti­na, con lo stes­so as­set­to tat­ti­co, sen­za ri­nun­cia­re ad at­tac­ca­re, ma crean­do E’ suc­ces­so con­tro l’Udi­ne­se ed era ac­ca­du­to una settimana pri­ma a Fi­ren­ze. E non è una ca­sua­li­tà. La Ro­ma con il Na­po­li è la squa­dra che ha se­gna­to di più nel pri­mo quar­to d’ora: cinque gol. E quan­do pas­sa in van­tag­gio la Ro­ma vin­ce sem­pre: è ac­ca­du­to set­te vol­te su set­te. Se si con­si­de­ra­no an­che le tre par­ti­te di Cham­pions Lea­gue di­ven­ta­no 32 le re­ti nel­la sta­gio­ne uf­fi­cia­le. Quel­lo del gol sem­bra­va un pro­ble­ma ere­di­ta­to dal­la pas­sa­ta sta­gio­ne. Ma la svol­ta c’è sta­ta do­po le pri­me par­ti­te. La Ro­ma ha se­gna­to ot­to gol nel­le pri­me cinque gior­na­te, ben di­cias­set­te nel­le al­tre cinque. E’ evi­den­te che qual­co­sa è cam­bia­to. La fa­se più pro­li­fi­ca è co­min­cia­ta con la par­ti­ta con­tro il Car­pi, ma in real­tà la svol­ta c’è sta­ta tre gior­ni do­po, a Bo­ri­sov, quan­do nel­la ri­pre­sa Gar­cia ri­bal­tò la Ro­ma. Do­po aver pre­so le con­di­zio­ni per col­pi­re in con­tro­pie­de. Da De Ros­si di­pen­de il re­sto del­la for­ma­zio­ne. Re­sta in for­te dub­bio, Gar­cia po­treb­be an­che con­vo­car­lo, per de­ci­de­re poi in ex­tre­mis il suo uti­liz­zo. La sua pre­sen­za in mezzo al cam­po è trop­po im­por­tan­te per da­re equi­li­brio al­la squa­dra. Il francese sem­bra sem­pre più orien­ta­to ad ab­ban­do­na­re il turn over, o per lo me­no a ri­dur­lo al mi­ni­mo. In di­fe­sa la ten­ta­zio­ne è la con­fer­ma di Mai­con. In mezzo, se De Ros­si non re­cu­pe­ra, Flo­ren­zi con Naing­go­lan e Pja­nic. tre gol nel­la pri­ma mezz’ora, nell’in­ter­val­lo il tec­ni­co francese par­lò chia­ro ne­gli spo­glia­toi: «Non si può continuare a gio­ca­re co­sì». Quel­la se­ra nel­la ri­pre­sa è na­to il 4-4-2 e da lì la ca­pa­ci­tà del­la squa­dra di cam­bia­re mo­du­lo an­che in cor­sa, come ha fat­to con ot­ti­mi ri­sul­ta­ti nel­le ul­ti­ne par­ti­te, com­pre­sa quel­la con­tro l’Udi­ne­se. Una me­ta­mor­fo­si tat­ti­ca che ha per­mes­so di ave­re più equi­li­brio in cam­po e di con­qui­sta­re il pri­mo po­sto in clas­si­fi­ca. Sen­za per­de­re la fi­sio­no­mia del­la squa­dra of­fen­si­va vo­lu­ta da Gar­cia sin dal suo in­se­dia­men­to sulla pan­chi­na gial­lo­ros­sa.

UNA MAC­CHI­NA DA GOL. Gar­cia ha tan­ti gio­ca­to­ri che pos­so­no ri­sol­ve­re la par­ti­ta con una gio­ca­ta. Que­sta Ro­ma non avrà Volk e Man­fre­di­ni, ma in at­te­sa dei gol di Dze­ko ha man­da­to a se­gno cinque vol­te tre gio­ca­to­ri: Gervinho, Pja­nic e Sa­lah, i ve­ri pro­ta­go­ni­sti del­la me­ta­mor­fo­si di fi­ne set­tem­bre. Dif­fi­ci­le tro­va­re nel­la sto­ria re­cen­te del­la Ro­ma una squa­dra co­sì pro­li­fi­ca. Nel 2009-2010 fu­ro­no rea­liz­za­te tren­ta­sei re­ti nel­le pri­me tre­di­ci par­ti­te uf­fi­cia­li ma ven­ti cen­tri ar­ri­va­ro­no so­lo nel­le quat­tro par­ti­te di Eu­ro­pa Lea­gue, con­tro av­ver­sa­ri mo­de­sti come il Gent e il Ko­si­ce. La pri­ma Ro­ma di Gar­cia sta­bi­lì il re­cord di die­ci vit­to­rie dall’ini­zio con un gol in me­no, ven­ti­quat­tro. Nel­lo scor­so cam­pio­na­to la mac­chi­na da gol si era in­cep­pa­ta. Ora ha ri­pre­so a fun­zio­na­re. Nel­la pas­sa­ta sta­gio­ne so­lo cin­quan­ta­quat­tro re­ti a fi­ne cam­pio­na­to, con l’ot­ta­vo at­tac­co del cam­po­na­to. In die­ci gior­na­te la Ro­ma ha se­gna­to qua­si la me­tà del bot­ti­no mes­so in­sie­me in tren­tot­to par­ti­te.

Sfi­da spet­ta­co­lo come lo scor­so an­no? Ci sta il ter­zo Over 2,5 di fi­la Gar­cia ha man­da­to in gol 12 gio­ca­to­ri Cinque vol­te a se­gno nel pri­mo quar­to d’ora, come il Na­po­li

La svol­ta a Bo­ri­sov: da quel­la scon­fit­ta è na­ta una squa­dra più equi­li­bra­ta e mol­to pro­li­fi­ca

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