Bo­lo­gna ri­par­te ar­ri­va Ma­le­sa­ni

Eso­ne­ra­to uf­fi­cial­men­te Co­lom­ba. Por­ced­da: «Non ave­va spo­sa­to il no­stro pro­get­to». Lon­go: «Non c’era più fee­ling»

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio -

BO­LO­GNA - « Co­lom­ba non rien­tra­va più nei no­stri pia­ni. Non ave­va spo­sa­to il no­stro pro­get­to », di­ce al­le 13.35 Ser­gio Por­ced­da, eso­ne­ran­do di fat­to e uf­fi­cial­men­te un al­le­na­to­re già eso­ne­ra­to da tem­po, per­ché « non c’è sta­ta ua goc­cia che ha fat­to tra­boc­ca­re il va­so, di­cia­mo che la mi­su­ra era col­ma da tem­po ». Suc­ce­de tut­to in fret­ta, a un so­lo gior­no dal­la sfi­da con l’In­ter. Ca­de la can­di­da­tu­ra di Ma­rio Be­ret­ta. « Ogni tec­ni­co è le­ga­to a una scu­de­ria, e noi con cer­te scu­de­rie non ci vo­glia­mo ave­re a che fa­re », spie­ga Por­ced­da. Sa­le pre­po­ten­te­men­te il no­me di Al­ber­to Ma­le­sa­ni, « sì ci pia­ce, cer­chia­mo uno di buon sen­so e che sap­pia va­lo­riz­za­re il no­stro pa­tri­mo­nio di gio­va­ni » e in­fat­ti sa­rà lui il nuo­vo tec­ni­co del Bo­lo­gna (og­gi l’in­con­tro tra le par­ti). E in­tan­to Fran­co Co­lom­ba è già a ca­sa, un’ora pri­ma era usci­to con la mac­chi­na dai can­cel­li di Ca­stel­de­bo­le, do­po aver di­ret­to in un cli­ma sur­rea­le l’al­le­na­men­to mat­tu­ti­no ed ave­re ap­pre­so del li­cen­zia­men­to che pe­rò gli la­scia aper­ta la pos­si­bi­li­tà di ac­ca­sar­si. « Vo­le­va­mo an­da­re avan­ti con lui », ri­pe­to­no Por­ced­da (« Co­lom­ba è una per­so­na per­be­ne, ho avu­to il ma­go­ne ») e Lon­go (« Mac­chè ma­go­ne, era scet­ti­co, si è po­sto ma­le. L’er­ro­re è sta­to cer­ca­re di sal­var­lo. Non c’era pro­prio fee­ling»). Ma pro­prio non ce l’han­no fat­ta: è co­sì che spie­ga­no l’eso­ne­ro un at­ti­mo pri­ma di sa­li­re sul pal­co per la pri­ma del cam­pio­na­to. LE NOVITA’ - Ma­le­sa­ni, dun­que. Sal­te­rà la pri­ma (in pan­chi­na sta­se­ra Pao­lo Ma­gna­ni con Fran­co Pa­lea­ri, il pre­pa­ra­to­re dei por­tie­ri, uni­co so­prav­vis­su­to do­po il con­ge­do dal­lo staff di Co­lom­ba); mer­co­le­dì svol­ge­rà il suo pri­mo al­le­na­men­to e avrà a di­spo­si­zio­ne due set­ti­ma­ne per pre­pa­ra­re il suo pri­mo Bo­lo­gna: La­zio-Bo­lo­gna del 12 set­tem­bre. L’idea è quel­la di un an­no di con­trat­to, poi, in ca­so di ma­tri­mo­nio ben riu­sci­to, si può pen­sa­re al rin­no­vo. Pro­ba­bi­le che il suo vi­ce sia Ezio Sel­la, con cui Ma­le­sa­ni ave­va la­vo­ra­to, in sin­to­nia, l’an­no scor­so a Sie­na. Il pre­pa­ra­to­re atle­ti­co di­ven­ta Pao­lo Aiel­lo, pro­mos­so do­po l’ad­dio a Yu­ri Bar­to­li. Co­sì Por­ced­da: « Ab­bia­mo vol­ta­to pa­gi­na, per­ché noi ri­te­nia­mo che Bo­lo­gna non me­ri­ti una squa­dra che pen­si so­lo al­la sal­vez­za. Ci ser­ve qual­cu­no che spo­si il no­stro pro­get­to» LE COL­PE DI CO­LOM­BA - Non l’han­no cac­cia­to su­bi­to per­ché han­no pro­va­to una sor­ta di ope­ra­zio­ne sal­va­tag­gio, que­sto è il sen­so. Ma tut­to ha un li­mi­te, fan­no in­ten­de­re. Le col­pe di Co­lom­ba van­no let­te nel­le frasi del pre­si­den­te e del ds. Por­ced­da: « L’al­le­na­to­re de­ve ave­re un buon rap­por­to con tut­ti i gio­ca­to­ri, an­che con i più de­bo­li, di­cia- mo co­sì, o quel­li che non met­to­no pie­de in cam­po. Io odio le pic­co­le ag­gre­ga­zio­ni». Lon­go, iro­ni­co: «Ave­va un at­ti­vi­smo al­la Fer­gu­son. E ha un pas­sa­to al­la Roc­ky Ro­berts. A qua­le can­zo­ne mi ri­fe­ri­sco? «So­no tre­men­do, le la­scio quan­do vo­glio e poi le ri­pren­do»). An­co­ra Por­ced­da: «Ci so­no sta­ti trop­pi in­for­tu­na­ti, dav­ve­ro trop­pi». E Lon­go: «Vo­le­va te­ne­re im­mu­ta­to l’or­ga­ni­co, ma noi ab­bia­mo pun­ta­to sui gio­va­ni». In­fi­ne, le ra­gio­ni dell’ad­dio pri­ma del­la pri­ma. So­stie­ne Por­ced­da: «Se de­ci­dia­mo og­gi è per dar­gli la pos­si­bi­li­tà di la­vo­ra­re con un al­tro club. Se gli aves­si­mo fat­to fa­re due par­ti­te avrem­mo ro­vi­na­to la sua im­ma­gi­ne e non se lo me­ri­ta. In un di­vor­zio è col­pa di tut­te e due le par­ti». Ah no, c’è tem­po per un’ul­ti­ma co­sa. «Nei gior­ni scor­si era­va­mo vi­ci­nis­si­mi a Me­sto - spie­ga Por­ced­da - Poi qual­cu­no, un no­stro di­pen­den­te, ci ha det­to che non ser­vi­va». Sor­ri­so, si­len­zio, nes­sun no­me. In­do­vi­na­te chi era quel di­pen­den­te? Fa­ci­le: è sta­to eso­ne­ra­to.

PRON­TI, VIA: SI CAM­BIA (Get­ty Ima­ges)

Il pre­si­den­te del Bo­lo­gna Ser­gio Por­ced­da ie­ri ha uf­fi­cial­men­te eso­ne­ra­to Fran­co Co­lom­ba

Mar­ras, Por­ced­da e Lon­go ie­ri in con­fe­ren­za stam­pa nel cen­tro «N.Gal­li»

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