«E’ il Ba­ri del­lo scor­so an­no»

Ven­tu­ra: Ab­bia­mo di­mo­stra­to lo stes­so spi­ri­to del pas­sa­to. Ma­le la Ju­ve? No, be­ne noi

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio - di An­to­nio Gui­do

BA­RI - Un'al­tra ma­gia di Ven­tu­ra. San Ni­co­la vie­ta­tis­si­mo al­la Si­gno­ra. Co­me pri­ma e più di pri­ma. A Vin­cen­zo Ma­tar­re­se bril­la­no gli oc­chi: «E' un so­gno che con­ti­nua. Con Ven­tu­ra ab­bia­mo fat­to un pro­gram­ma am­bi­zio­so, spe­ria­mo be­ne. Gran­de Ba­ri, gran­de gio­co so­prat­tut­to. Mai spre­ca­to un'azio­ne, mai ha but­ta­to una pal­la a van­ve­ra» . Bat­te­re la Ju­ve sta di­ven­ta­no una pia­ce­vo­le abi­tu­di­ne per il Ba­ri. «Vit­to­ria me­ri­ta­ta, ma dob­bia­mo con­cre­tiz­za­re di più. Già si ve­de la ma­no di Ven­tu­ra. Non era fa­ci­le ri­co­min­cia­re con la Ju­ve. Ma la squa­dra ha sa­pu­to en­tu­sia­sma­re il pub­bli­co col suo gio­co che è poi la con­ti­nua­zio­ne dell'an­no scor­so» . Ma­tar­re­se spar­ge elo­gi sui sin­go­li. «Usci­to Gaz­zi che, per noi è una di­ga a cen­tro­cam­po, è en­tra­to Do­na­ti e ha su­bi­to fat­to gol. Qua­si un se­gno del de­sti­no che qual­co­sa di buo­no fa­re­mo an­che que­st'an­no. Al­va­rez pe­rò de­ve im­pa­ra­re a fa­re gol, ma non lo so­sti­tui­rei mai. Brut­ta Ju­ve? Ve­dre­mo le al­tre squa­dre se gio­che­ran­no me­glio o peg­gio. Pe­rò la Ju­ve ha una buo­na squa­dra. Il Ba­ri for­se non le ha per­mes­so di espri­me­re tut­to il suo po­ten­zia­le» . CEN­TO - Giam­pie­ro Ven­tu­ra ha fe­steg­gia­to co­me me­glio non po­te­va le sue cen­to pan­chi­ne in A. «Per me era fon­da­men­ta­le ri­pren­de­re do­ve ave­va­no la­scia­to. C'era il ri­schio di un piz­zi­co di pre­sun­zio­ne in­con­scia da par­te di qual­cu­no, ma la ri­spo­sta è sta­ta ab­ba­stan­za chia­ra, sia­mo quel­li dell'an­no scor­so. La vit­to­ria è ar­ri­va­ta con una buo­na pre­sta­zio­ne. Ab­bia­mo con­ces­so pao­chis­si­mo al­la Ju­ve e ab­bia­mo an­che avu­to tre, quattro vol­te la pos­si­bi­li­tà di chiu­de­re la par­ti­ta. Ma per chi fa l'al­le­na­to­re e im­por­tan­te ave­re la con­sa­pe­vo­lez­za di po­ter con­ti­nua­re a fa­re un di­scor­so di crescita per un fu­tu­ro in­di­vi­dua­le e a li­vel­lo so­cie­ta­rio. Que­st'an­no ab­bia­mo di­cian­no­ve gio­ca­to­ri sul­lo stes­so li­vel­lo e que­sto ci dà la pos­si­bi­li­tà di ver­fi­ca­re set­ti­ma­nal­men­te la si­tua­zio­ne. Nel­lo stes­so tem­po è evi­den­te che dob­bia­mo ave­re la for­tu­na di ave­re gio­ca­to­ri in­tel­li­gen­ti, non so­lo bra­vi in gra­do di con­fron­tar­si di vol­ta in vol­ta con le di­ver­se esi­gen­ze che si pro­spet­te­ran­no. Ma que­sto è un grup­po as­so­lu­ta­men­te sa­no, for­te. Quel­li che so­no ar­ri­va­ti stan­no sco­pren­do gior­no per gior­no la for­za di que­sto spo­glia­to­io, la vo­glia di fa­re cal­cio e di di­ver­tir­si. In pa­ro­le po­ve­re di es­se­re pro­ta­go­ni­sti» . Che Ju­ve ha vi­sto? «Cre­do che ab­bia sof­fer­to il Ba­ri. Pro­ba­bil­men­te era an­che un po' stan­ca per­chè gio­ca­re di gio­ve­dì sera un po' pe­sa. Pe­rò cre­do che ci sia­no dei me­ri­ti del Ba­ri in que­sta par­ti­ta più che de­me­ri­ti del­la Ju­ve. Quan­do pro­du­cia­mo cal­cio sia­mo in gra­do di fa­re co­se buo­ne» . DO­NA­TI CHE RI­SPO­STA! - Un ma­li­gno si­ni­stro per sten­de­re la Si­gno­ra. «I gol più bel­li del­la mia car­rie­ra so­no sta­ti tut­ti di si­ni­stro. Non è pro­prio il mio me­stie­re fa­re gol, ma è ve­nu­to, il Ba­ri ha vin­to» . Un gol pe­san­tis­si­mo, ma an­che gio­ca­te di qua­li­tà ac­can­to ad un su­per­bo Al­mi­ron. «A me pia­ce mol­to gio­ca­re la pal­la, met­ter­la da de­stra, a si­ni­stra, in avan­ti. Sta­vol­ta è sta­to tut­to bel­lo per­chè ho fat­to gol, è an­da­to tut­to be­ne» . Ri­pen­sa. «Non cre­do pe­rò che sia sta­ta la mia mi­glio­re par­ti­ta col Ba­ri. For­se è sta­ta la più de­ci­si­va per­chè ho fat­to un gol pe­san­tis­si­mo» . Un Do­na­ti par­ti­to dal­la pan­chi­na, ma con la mi­ra fe­li­ce al pun­to da aver­ci ri­pro­va­to al­tre due, tre vol­te. «Al­la fi­ne l'im­por­tan­te è la vit­to­ria. Il fat­to che non sia par­ti­to dall'ini­zio pas­sa in se­con­do or­di­ne. E' lo­gi­co che un gio­ca­to­re vor­reb­be sem­pre gio­ca­re da ti­tloa­re con­tro la Ju­ve nel­la pri­ma di cam­pio­na­to. L'im­por­tan­te è che mi sia fat­to tro­va­re pron­to ed è lo spi­ri­to che de­ve ac­com­pa­gnar­ci sem­pre» . Bar­re­to in­se­gue Do­na­ti sot­to la cur­va: la pri­ma do­me­ni­ca ri­con­se­gna al cam­pio­na­to un Ba­ri spu­meg­gian­te, lo stes­so che ave­va sor­pre­so nel­la scor­sa sta­gio­ne. An­che nel 2009/10 il Ba­ri ave­va bat­tu­to net­ta­men­te la Ju­ve al San Ni­co­la

FE­STA BIAN­CO­ROS­SA

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