TEN­NIS Na­dal al­la con­qui­sta de­gli Usa

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Formula 1 - di Roberto Zan­ni (roz/ecp)

Ra­fa Na­dal que­sta vol­ta ha tut­to da gua­da­gna­re, per­chè se non do­ves­se vin­ce­re gli US Open, che pren­de­ran­no il via og­gi, non ne fa­rà un dram­ma: «Ci ri­pro­ve­rò l'an­no pros­si­mo - ha det­to tran­quil­lo - Mi sen­to be­ne, vor­rei ar­ri­va­re in fi­na­le, ma non è una os­ses­sio­ne. So­no già con­ten­to di quel­lo che ho fat­to in car­rie­ra, ho vin­to più ti­to­li di quan­ti ne po­te­vo so­gna­re» . Ma se il nu­me­ro 1 al mon­do do­ves­se ot­te­ne­re il suo pri­mo trion­fo a New York, al­lo­ra la con­qui­sta en­tre­reb­be nel li­bro dei re­cord, tra­sfor­man­do­lo, a 24 an­ni, nel più gio­va­ne ten­ni­sta dell'era pro­fes­sio­na­le (ini­zia­ta nel 1968) a cen­tra­re il “ca­reer Grand Slam» all'in­ter­no di quell'esclu­si­vo club che per ora è for­ma­to da Per­ry, Bud­ge, La­ver, Emer­son, Agas­si e Fe­de­rer, i ma­gni­fi­ci sei in at­te­sa del set­ti­mo re, i so­li che fi­no­ra sia­no riu­sci­ti a vin­ce­re al­me­no una vol­ta Au­stra­lia, Pa­ri­gi, Wim­ble­don e ap­pun­to New York. L'OC­CA­SIO­NE - Ot­to so­no gli Slam che Na­dal si è por­ta­to a ca­sa fi­no a og­gi e que­st'an­no ha già rea­liz­za­to una dop­piet­ta, Pa­ri­gi e Wim­ble­don. «Gli US Open rap­pre­sen­ta­no uno de­gli obiet­ti­vi del­la mia car­rie­ra» , ha ri­pe­tu­to spes­so Ra­fa e que­sta po­treb­be es­se­re la gran­de oc­ca­sio­ne. «Ho avu­to un'ot­ti­ma esta­te - ha spie­ga­to - pro­ba­bil­men­te la mi­glio­re del­la mia vi­ta e so­no ar­ri­va­to qui sen­za pro­ble­mi fi­si­ci co­sa che non era suc­ces­sa ne­gli al­tri an­ni» .

Una vit­to­ria nel­la fi­na­le dell'Ar­tur Ashe Sta­dium di Flu­shing Mea­do­ws da­reb­be an­che una no­te­vo­le spin­ta al­lo spa­gno­lo in fat­to di po­po­la­ri­tà: ne­gli Sta­ti Uni­ti in­fat­ti, no­no­stan­te sia il nu­me­ro 1 al mon­do, non è mol­to co­no­sciu­to, in que­sto cam­po Fe­de­rer (2 del ran­king ATP) e Rod­dick (9) so­no dav­ve­ro trop­po di­stan­ti. LE DON­NE NON SAN­NO CHI È - «Ne­gli Sta­tes non ha trop­pa vi­si­bi­li­tà - ha spie­ga­to Matt Fle­ming, che si oc­cu­pa di ce­le­bri­tà nel­la Om­ni- com Group's - la chia­ve per in­ver­ti­re que­sta ten­den­za è una vit­to­ria qui, una bel­la vit­to­ria» . Nel Da­vie Bro­wn In­dex, che mi­su­ra la po­po­la­ri­tà di 2.500 per­so­nag­gi pubblici, Na­dal è sol­tan­to il nu­me­ro 1.541, Fe­de­rer è il 903 e Rod­dick il 1.031. Inol­tre in un re­cen­te son­dag­gio Na­dal è sta­to ri­co­no­sciu­to sol­tan­to dal 35% de­gli in­ter­vi­sta­ti, per­cen­tua­le che è ca­la­ta ad ap­pe­na il 9% tra le don­ne (in­clu­se quel­le che non se­guo­no lo sport) nel­la fa­scia età com­pre­sa tra i 18 e i 34 an­ni.

«Na­dal - ha sot­to­li­nea­to Hen­ry Scha­fer, vi­ce­pre­si­den­te del­la Mar­ke­ting Eva­lua­tions - non è sta­to ca­pa­ce di im­por­si ne­gli Usa. Se la gen­te non se­gue lo sport, non lo co­no­sce» . E in­fat­ti ne­gli Sta­ti Uni­ti ha so­lo uno spon­sor, che poi è la Ni­ke.

«Lo ha li­mi­ta­to an­che il suo in­gle­se» , ha ag­giun­to Jim An­drews, del­la IEG Spon­sor­ship Re­port, ma una vit­to­ria agli US Open lo lan­ce­reb­be an­che ne­gli Sta­tes e po­treb­be ga­ran­tir­gli al­me­no due-tre ul­te­rio­ri con­trat­ti da un mi­lio­ne di dol­la­ri l'an­no cia­scu­no: pa­ro­la di Ste­ve Ro­sner, del­la 16W Mar­ke­ting.

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