il Di­ret­to­re ri­spon­de

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio -

Ca­ri ami­ci, la que­stio­ne scio­pe­ro è con­tro­ver­sa e ognu­no, co­me si ve­de dal­le let­te­re con po­si­zio­ni va­rie e con­tra­stan­ti, espri­me pun­ti di vi­sta non pri­vi di fon­da­men­to. Il no­stro ti­to­lo è «for­te» ma non gra­tui­to, e non è ispi­ra­to dal­la vo­lon­tà di igno­ra­re che la po­si­zio­ne Aic è fun­zio­na­le an­che al­la di­fe­sa di quel­la mag­gio­ran­za di gio­ca­to­ri che non fi­ni­sce sui gior­na­li né gua­da­gna mi­lio­ni di eu­ro. Pe­rò non si può fa­re fin­ta che un gio­ca­to­re a que­sti li­vel­li sia un «nor­ma­le» sa­la­ria­to: la ca­te­go­ria ha il di­rit­to di espri­me­re le pro­prie ne­ces­si­tà e de­nun­cia­re even­tua­li abu­si dei club (i cui pre­si­den­ti non di ra­do han­no da­to pro­va di scar­sa lun­gi­mi­ran­za...), ma lo stes­so sin­da­ca­to dei cal­cia­to­ri ha il do­ve­re di por­ta­re avan­ti il dia­lo­go, per quan­to dif­fi­ci­le. D’al­tron­de un pri­mo ri­sul­ta­to era già sta­to rag­giun­to, quan­do dal ta­vo­lo era sta­to tol­to il tra­sfe­ri­men­to «ob­bli­ga­to­rio» dei gio­ca­to­ri ad al­tro club a pa­ri­tà di con­di­zio­ni eco­no­mi­che e tec­ni­che. Per qe­sto ri­ten­go sia sta­ta sba­glia­ta e fuo­ri tem­po la de­ci­sio­ne diu ri­fiu­ta­re la me­dia­zio­ne del­la Fi­gc sull’al­tro pun­to in di­scus­sio­ne.

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