Il Par­ma pun­ta al­la Cop­pa

Leo­nar­di: «Vor­rem­mo an­da­re al­me­no in fi­na­le, per tor­na­re ai vec­chi tem­pi»

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio -

PAR­MA - «La Cop­pa Ita­lia? Il Par­ma vuo­le an­da­re al­me­no in fi­na­le - Ie­ri l'ad cro­cia­to Pie­tro Leo­nar­di non ha usa­to mez­ze mi­su­re - Co­sì, per tor­na­re un po' ai vec­chi tem­pi in cui que­sto club lot­ta­va per cer­ti tro­fei. Poi ma­ga­ri la Fio­ren­ti­na ci but­ta fuo­ri su­bi­to, ma per noi la Cop­pa è un tra­guar­do di pri­ma­ria im­por­tan­za. E dal­la no­stra par­te il ta­bel­lo­ne è me­no du­ro. Po­trem­mo in­cap­pa­re nel Mi­lan in se­mi­fi­na­le, ma spe­ria­mo che a quell'ora i rossoneri sia­no im­pe­gna­ti su al­tri e più im­por­tan­ti fron­ti...». Pri­ma pe­rò vie­ne il cam­pio­na­to. «Do­me­ni­ca gio­chia­mo con­tro l'Udi­ne­se, non con­tro Gui­do­lin». Que­sto il mes­sag­gio di Leo­nar­di. E a di­re il ve­ro nes­su­no a Par­ma pen­sa­va il con­tra­rio. Non può es­ser­ci, in cit­tà, e for­se nem­me­no nel­lo spo­glia­to­io, spi­ri­to di ri­val­sa ver­so un tec­ni­co che ha ri­le­va­to la squa­dra (pe­ral­tro at­trez­za­ta per il sal­to) qua­si in fon­do al­la B e l'ha por­ta­ta pri­ma in A e poi all'ot­ta­vo po­sto. Le vit­to­rie di Fi­ren­ze, Ro­ma spon­da La­zio, Na­po­li e To­ri­no spon­da Ju­ve so­no sta­te i pic­chi. FAIR PLAY - E' pe­rò na­tu­ra­le che al­la so­cie­tà fac­cia pia­ce­re, mol­to pia­ce­re vin­ce­re la pros­si­ma sfi­da, per­ché sot­to la pa­ti­na di fair play s'è av­ver­ti­ta net­ta la ten­sio­ne al mo­men­to dell'ad­dio. An­che in set­ti­ma­na Gui­do­lin ha ri­la­scia­to di­chia­ra­zio­ni di­sten­si­ve, au­spi­can­do di ri­ce­ve­re una ac­co­glien­za ca­lo­ro­sa (e sa­reb­be lo­gi­co che ciò ac­ca­des­se). Cer­to, qual­cu­no non ha gra­di­to il suo di­stac­co dal club quan­do que­sto ave­va chie­sto tem­po al mo­men­to di al­lun­ga­re un con­trat­to che già co­pri­va la sta­gio­ne in cor­so. Al­tri non han­no gra­di­to la gra­na del gio­co espres­so dal suo Par­ma, sem­pre ac­cu­sa­to di «ap­pog­giar­si» trop­po all'av­ver­sa­rio nell'im­po­sta­re le par­ti­te. La co­sa che nes­su­no può di­scu­te­re pe­rò so­no i ri­sul­ta­ti e il ba­ga­glio di pro­fes­sio­na­li­tà che Gui­do­lin ha por­ta­to a Par­ma. E sic­co­me qua­si ovun­que i ti­fo­si pen­sa­no so­prat­tut­to al so­do, Gui­do­lin ri­ce­ve­rà gli ap­plau­si che aspet­ta. DELSIGNORE - Co­me det­to pe­rò, sic­co­me il nuo­vo ci­clo con Ma­ri­no era par­ti­to tra ine­vi­ta­bi­li pa­ra­go­ni con il pas­sa­to, è lo­gi­co che un suc­ces­so sa­reb­be pre­zio­so. «Gui­do­lin ha fat­to tan­to qui a Par­ma, ma se per­met­te­te an­ch'io ho fat­to mol­to a Udi­ne, fors'an­che di più, tant'è che l'an­no scor­so quan­do so­no tor­na­to ho ri­ce­vu­to una gran­de ac­co­glien­za, che mi ha fat­to un enor­me pia­ce­re. E poi non so­lo Gui­do­lin, ma an­che Ma­ri­no ri­tro­va la sua ex squa­dra. In­som­ma, non pun­tia­mo l'at­ten­zio­ne so­lo su Gui­do­lin per­ché è con­tro una squa­dra che do­vre­mo gio­ca­re, una squa­dra for­te e che io co­no­sco a fon­do. Io vo­glio che vin­ca il Par­ma, ma so­no un gran­de ti­fo­so dell'Udi­ne­se, per­ché là mi so­no tro­va­to be­nis­si­mo». Il mo­ti­vo per cui Leo­nar­di ha in­con­tra­to la stam­pa al Tar­di­ni era la pre­sen­ta­zio­ne di un' im­por­tan­te fi­gu­ra che è sta­ta chia­ma­ta ad ar­ric­chi­re l'or­ga­ni­gram­ma del Par­ma. Il pro­fes­sor Roberto Delsignore, è sta­to pre­sen­ta­to ie­ri mat­ti­na co­me nuo­vo re­spon­sa­bi­le dell’area me­di­ca. «Un mi­glior ac­qui­sto non si po­te­va fa­re - ha spie­ga­to pro­prio Leo­nar­di -, e voi par­mi­gia­ni sa­pe­te il per­ché me­glio di me, vi­sto che co­no­sce­te be­ne le qua­li­tà del pro­fes­so­re. E' im­por­tan­te ave­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to per la no­stra strut­tu­ra co­me il pro­fes­sor Delsignore, so­prat­tut­to nel­la lo­gi­ca del­la ri­strut­tu­ra­zio­ne del­le nuo­ve di­slo­ca­zio­ni: nel­la nuo­va se­de di Col­lec­chio ci sa­rà uno svi­lup­po ul­te­rio­re dell'area me­di­ca». «Vo­glio rin­gra­zia­re il pre­si­den­te e l'ad per aver­mi af­fi­da­to que­sto nuo­vo in­ca­ri­co - ha det­to Delsignore - co­me mol­ti san­no io ave­vo rap­por­ti di con­su­len­za con il Par­ma all'in­ter­no dell'ospe­da­le. Qual­che sera fa so­no ve­nu­to dall'ad Leo­nar­di qua­si per scu­sar­mi, per dir­gli che quel rap­por­to di con­su­len­za che io ave­vo per la so­cie­tà, all'in­ter­no dell'ospe­da­le non sa­reb­be po­tu­to con­ti­nua­re, vi­sta la mia de­ci­sio­ne di la­scia­re pro­prio l'ospe­da­le e l'uni­ver­si­tà. Lui in­ve­ce ha ri­lan­cia­to, ed ec­co­mi qua».

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