Me­lan­dri non si na­scon­de «Par­ma, fac­cia­mo fe­sta»

«E’ tut­to a un li­vel­lo su­pe­rio­re. La com­pe­ti­zio­ne? Sa­pe­va­mo fin dall’ini­zio che ci sa­reb­be sta­ta»

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Da Prima Pagina - Di Pao­lo Gros­si

Do­ma­ni i gial­lo­blù af­fron­ta­no il For­lì ca­ro all’at­tac­can­te «Spe­ro di an­da­re in cam­po: se se­gno,g esul­to»

E' ine­vi­ta­bi­le: in que­sta vi­gi­lia di Par­ma-For­lì, il big mat­ch del­la no­na gior­na­ta del gi­ro­ne D, i fa­ri so­no pun­ta­ti su Da­nie­le Me­lan­dri. Lui in­fat­ti è re­du­ce da quat­tro sta­gio­ni gio­ca­te nel club ro­ma­gno­lo. La pri­ma in Se­rie D, le al­tre in le­ga Pro, da dove pe­rò in giu­gno il For­lì è nuo­va­men­te sci­vo­la­to nei Di­let­tan­ti. 113 pre­sen­ze, 49 gol: un bot­ti­no che ha por­ta­to Me­lan­dri a es­se­re il se­con­do mi­glior rea­liz­za­to­re di sem­pre per la squa­dra ro­ma­gno­la, di cui ha an­che in­dos­sa­to la fa­scia da ca­pi­ta­no. In­som­ma, una di quel­le oc­ca­sio­ni par­ti­co­la­ri in cui ci sia­mo abi­tua­ti a ve­de­re at- tac­can­ti che ma­ga­ri se­gna­no e poi si scu­sa­no a gran­di ge­sti... «Per quan­to mi ri­guar­da pri­ma de­vo se­gna­re - ha det­to ie­ri a Col­lec­chi Me­lan­dri - Ma spe­ro di fa­re gol, ma­ga­ri de­ci­si­vo, e si­cu­ra­men­te esul­te­rei, an­che per­ché gio­chia­mo in ca­sa e non sa­reb­be cor­ret­to ver­so i no­stri ti­fo­si non esul­ta­re. In­tan­to pe­rò bi­so­gne­rà ve­de­re se sarò in cam­po. Mi fa­reb­be pia­ce­re gio­ca­re, an­che so­lo uno spez­zo­ne, poi de­ci­de­rà il tec­ni­co. A For­lì co­mun­que mi so­no tro­va­to mol­to be­ne, mi so­no fat­to vo­ler be­ne dai ti­fo­si e dai com­pa­gni, quin­di sa­rà un'emo­zio­ne par­ti­co­la­re».

UN AL­TRO FOR­LI’. Non sa­rà più pe­rò la stes­sa squa­dra quel- la che ar­ri­ve­rà al Tar­di­ni. «La squa­dra è cam­bia­ta qua­si com­ple­ta­men­te da quan­do ci ho gio­ca­to io. So­no rimasti un pa­io di gio­ca­to­ri e ne so­no tor­na­ti al­tret­tan­ti, per il re­sto so­no tut­ti nuo­vi. Non so se il grup­po at­tua­le sia at­trez­za­to per un even­tua­le ri­pe­scag­gio in Le­ga Pro, vi­sto che lo stan­no chie­den­do, non sta a me dir­lo, ma di cer­to mi sembrerebb­e stra­no se do­ves­se­ro es- se­re ri­pe­sca­ti ora, al­la no­na gior­na­ta: pe­rò ve­dre­mo co­sa de­ci­de­ran­no». Re­sta il fat­to che po­trà da­re qual­che drit­ta ad Apol­lo­ni. « Li co­no­sco be­ne, co­no­sco an­che mol­ti dei nuo­vi, aven­do­li af­fron­ta­ti da av­ver­sa­ri. So­no una buo­na squa­dra, so­no in Se­rie D ma il lo­ro ob­biet­ti­vo è quel­lo di fa­re un cam­pio­na­to di ver­ti­ce, quin­di sa­rà una par­ti­ta to­sta. Ven­go­no da due scon­fit­te, quin­di sa­ran­no av­ve­le­na­ti. Noi do­vre­mo da­re con­ti­nui­tà ai ri­sul­ta­ti che ab­bia­mo ot­te­nu­to fi­no ad ades­so, e si­cu­ra­men­te bat­ten­do­li pen­so che riu­sci­re­mo a ta­gliar­li fuo­ri».

UN AL­TRO LI­VEL­LO. In­tan­to Par­ma si sta pro­po­nen­do, a li­vel­lo di squa­dra, so­cie­tà, ti­fo­se­ria, come real­tà tal­men­te su­pe­rio­re al li­vel­lo del­la D che qual­che gio­ca­to­re po­treb­be an­che ac­cet­ta­re un ruo­lo se­con­da­rio in que­sta sta­gio­ne sen­za per for­za po­le­miz­za­re o cer­ca­re di an­dar­se­ne. «No, in ef­fet­ti que­sta real­tà non c'en­tra nul­la con la D. Ma so­no va­lu­ta­zio­ni che ognu­no de­ve fa­re per sé io so­no con­ten­to del­lo spa­zio che ho tro­va­to fi­no­ra e cer­che­rò di al­le­nar­mi al mas­si­mo per gio­ca­re il più pos­si­bi­le. Chi è ar­ri­va­to al Par­ma sa­pe­va fin dall'ini­zio che ci sa­reb­be sta­ta com­pe­ti­zio­ne, con una ro­sa am­pia, quin­di cer­che­re­mo di an­da­re avan­ti in cop­pa per gio­ca­re più ga­re possibili, poi ognu­no fa­rà le pro­prie va­lu­ta­zio­ni quan­do sa­rà il mo­men­to».

«Ve­dia­mo se gio­co con­tro il For­lì Cer­to, se fac­cio gol esul­to ec­co­me Io so­no del Par­ma»

UN AL­TRO UO­MO. Ie­ri se­du­ta mat­tu­ti­na di sca­ri­co per chi ave­va gio­ca­to a Cer­via. Nel po­me­rig­gio è giun­ta no­ti­zia che il ri­cor­so del Par­ma è sta­to ac­col­to e il club ha co­sì po­tu­to tes­se­ra­re il suo ven­tot­te­si­mo gio­ca­to­re, Si­mo­ne Agri­fo­gli, che ar­ri­va in pre­sti­to dal Tut­to­cuo­io e sa­rà di­spo­ni­bi­le già do­ma­ni. Apol­lo­ni, vi­sto il tur­no­ver ef­fet­tua­to in ca­sa del­la Ri­bel­le, do­vreb­be ri­por­ta­re tra i ti­to­la­ri si­cu­ra­men­te Ric­ci, Lu­ca­rel­li e Ba­raye. Si trat­te­rà di ve­de­re se con­fer­me­rà il 4-2-3-1 con cui ha ini­zia­to qua­si tut­te le ga­re o se il 4-33 de­gli av­ver­sa­ri lo in­dur­rà a met­ter­si «a spec­chio». Que­sto Par­ma ha gli uo­mi­ni e le co­no­scen­ze per at­tua­re si­ste­mi di­ver­si e lo ha spes­so fat­to a ga­ra in cor­so. In at­tac­co, dove gio­ve­dì l'at­te­so Guaz­zo ha deluso, tor­ne­rà Lon­go­bar­di.

Da­nie­le Me­lan­dri, 26 an­ni, at­tac­can­te è na­to a Ra­ven­na: è sta­to ac­qui­sta­to dal For­lì

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Da­nie­le Me­lan­dri, 27 an­ni, è re­du­ce da 4 sta­gio­ni al For­lì: 113 pre­sen­ze, 49 gol

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