Va­le iri­da­to se... Ec­co tut­te le pos­si­bi­li­tà

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Moto Gp Della Malesia -

un cer­to ef­fet­to, per­ché vor­rei es­se­re lì a gio­car­mi il ti­to­lo as­sie­me a lo­ro. Sia Jor­ge che Va­le so­no in­fat­ti pi­lo­ti che spin­go­no sem­pre al cen­to per cen­to e le ul­ti­me ga­re so­no sta­te bel­lis­si­me. Pro­prio l’in­ten­si­tà di que­sto sfi­da ha fat­to pe­rò au­men­ta­re il ri­spet­to che pro­vo per lo­ro. Sto im­pa­ran­do da que­sto con­fron­to, spe­cie ora che han­no ini­zia­to a stuz­zi­car­si an­che fuo­ri dal­la pi­sta. Lo­ren­zo è il più ve­lo­ce, ma Ros­si è più co­stan­te. So­lo al­la fi­ne ca­pi­re­mo chi dei due ha gio­ca­to me­glio le sue car­te».

Qui in Ma­le­sia in ve­ri­tà Ros­si se l’è pre­sa più con te che con Lo­ren­zo. «E’ sta­ta una sor­pre­sa per me e ov­via­men­te non ne so­no sta­to «Ave­vo quat­tro an­ni quan­do ha vin­to il suo pri­mo ti­to­lo, co­sa cre­di che ti ri­spon­de­reb­be ogni aspi­ran­te pi­lo­ta? Tut­ti vor­reb­be­ro es­se­re Va­len­ti­no. In ogni ca­so se­con­do me, fi­nis­se pri­mo o se­con­do nel mondiale, non ag­giun­ge­reb­be mol­to al­la splen­di­da sta­gio­ne che ha fat­to».

Ri­cor­di quan­do è sta­ta scat­ta­ta la fo­to­gra­fia che ti ri­trae bam­bi­no ac­can­to a Ros­si? «Cer­to, era il 2008 ed ave­vo in ma­no un mo­del­li­no di un’au­to con la qua­le Va­le cor­re­va nei rally. Mi vie­ne da ag­giun­ge­re che nel­la vi­ta non si sa mai co­sa può ac­ca­de­re. Se mi aves­se­ro det­to che da lì a po­chi an­ni mi sa­rei battuto con lui in pi­sta gli avrei det­to: ma sei mat­to?»

Par­lia­mo di As­sen. La col­li­sio­ne con Ros­si men­tre lot­ta­va­te per la vit­to­ria nell’ul­ti­ma cur­va. «Va­len­ti­no cor­re da ven­ti an­ni, ha im­pa­ra­to tan­tis­si­mo ed è il mi­glio­re nel­la ge­stio­ne de­gli ul­ti­mi gi­ri. In Ar­gen­ti­na, quan­do ci sia­mo toc­ca­ti, è sta­to un in­ci­den­te di ga­ra. In Olan­da io ho fat­to una bel­lis­si­ma ul­ti­ma cur­va...ed ho im­pa­ra­to che si può vincere an­che sen­za far­la».

Co­sa non ha fun­zio­na­to que­st’an­no? «E’ fa­ci­le ri­spon­de­re ades­so. Se in­ve­ce di ca­de­re cinque vol­te Og­gi il Gran Pre­mio del­la Ma­le­sia sul cir­cui­to di Se­pang rap­pre­sen­ta il pri­mo mat­ch-ball per Va­len­ti­no Ros­si, che po­treb­be vincere il suo de­ci­mo ti­to­lo mondiale. Non è co­mun­que fa­ci­le per­ché ci riu­sci­reb­be so­lo sa­len­do sul po­dio, e pe­ral­tro a pat­to che Jor­ge Lo­ren­zo ar­ri­vi mol­to più in­die­tro di lui. Si ten­ga con­to che qual­sia­si si­tua­zio­ne di pa­ri­tà nel pun­teg­gio a fi­ne cam­pio­na­to con­se­gne­reb­be il Mondiale al­lo spa­gno­lo per il mag­gior nu­me­ro di vit­to­rie in ga­ra (at­tual­men­te Jor­ge con­du­ce per 6-4).

Dun­que, nel det­ta­glio og­gi Ros­si a Se­pang di­ven­ta cam­pio­ne se:

- VIN­CE e Lo­ren­zo non ar­ri­va tra i pri­mi cinque - È SE­CON­DO e Lo­ren­zo non ar­ri­va tra i pri­mi die­ci - È TER­ZO e Lo­ren­zo si piaz­za quin­di­ce­si­mo o non pren­de pun­ti «Sì è una co­sa cu­rio­sa e ne ab­bia­mo an­che par­la­to fra di noi. Ci co­no­scia­mo, e ci scon­tria­mo, da quan­to en­tram­bi era­va­mo in 125, e poi in Mo­to2. Quan­do sia­mo as­sie­me An­drea si tra­sfor­ma e ri­spon­de col­po su col­po. Pen­so che sia una buo­na co­sa, bel­la, di­ver­ten­te. Lo aiu­ta an­che ad af­fi­na­re il suo ta­len­to».

In Au­stra­lia hai det­to che cor­re­rai me­no ri­schi per non in­fluen­za­re il duel­lo mondiale, co­sa vo­le­vi di­re? «Cor­re­re come ab­bia­mo fat­to a Phil­lip Island è pe­ri­co­lo­so. Quan­do ri­ve­do le ga­re mi ren­do con­to di quante vol­te ci sfio­ria­mo. E’ il bel­lo del­le cor­se in moto an­da­re co­sì vi­ci­ni al li­mi­te, ma in­tuir­lo è sem­pre dif­fi­ci­le an­che per­ché al­cu­ni sor­pas­si li ve­di chia­ra­men­te nel­le men­te, al­tri me­no. In que­sto mo­men­to io non ho gros­si obiet­ti­vi da rag­giun­ge­re, so­lo pro­teg­ge­re la mia terza po­si­zio­ne in cam­pio­na­to da Iannone. Co­sì vor­rà di­re che pro­ve­rò come sem­pre a vincere, ma te­nen­do­mi un mar­gi­ne più ele­va­to del nor­ma­le».

«Non ho vo­lu­to ac­cet­ta­re che in pi­sta ci fos­se­ro due pi­lo­ti con una moto più ve­lo­ce»

«Ma non cam­bie­rò men­ta­li­tà, tro­ve­rò il com­pro­mes­so giu­sto. Le scon­fit­te aiu­ta­no a cre­sce­re»

La le­zio­ne più gran­de del 2015. «Nel 2014 ho vin­to trop­po. Quan­do vin­ci smet­ti di im­pa­ra­re. Si im­pa­ra mol­to di più dal­le scon­fit­te. Que­st’an­no ab­bia­mo com­mes­so er­ro­ri che non ri­pe­te­re­mo il pros­si­mo».

Sei gio­va­ne ma cor­ri da mol­ti an­ni, hai ab­ba­stan­za pas­sio­ne il ti­to­lo il mio obiet­ti­vo è sem­pre quel­lo di ar­ri­va­re pri­mo».

Co­min­ci a sen­ti­re il peso del­la glo­ria? «Non lo sen­ti­vo fi­no all’an­no scor­so. Que­st’an­no, quan­do so­no ini­zia­ti i pro­ble­mi ho vi­sto che tut­ti mi do­man­da­va­no co­sa mi sta­va ac­ca­den­do. E’ sta­to al­lo­ra che ho sen­ti­to la re­spon­sa­bi­li­tà. Quan­do tut­to va be­ne pe­rò la pres­sio­ne spa­ri­sce».

Ascol­ti i con­si­gli di chi ti sta vi­ci­no o fai sem­pre tut­to da so­lo? «Spes­so fac­cia­mo dei mee­ting con Santi Her­nan­dez, il mio ca­po­tec­ni­co, o con Emi­lio Al­za­mo­ra, il mio ma­na­ger per ve­de­re co­sa si può fa­re, dove

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