«A Fi­ren­ze il bel can­to nel tri­pu­dio del bel cal­cio»

Am­bro­gio Mae­stri sa­rà Ri­go­let­to: «Ti­fa­vo Ju­ve, mi in­can­ta il gio­co di Sou­sa e il ca­ri­sma ar­ti­gia­no di Del­la Val­le»

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Fiorentina - Di Bru­no Bar­to­loz­zi

E la Fio­ren­ti­na? «E la Fio­ren­ti­na ha que­sto. Po­te­va es­se­re in te­sta, ma non fa nien­te. Ci so­no i va­lo­ri che rap­pre­sen­ta. E poi il cam­pio­na­to gra­zie a squa­dre co­me la Fio­ren­ti­na si sta in­ner­van­do di lin­fa vi­ta­le. Ba­sta Ju­ve, ba­sta an­che Milan e In­ter. Fio­ren­ti­na e Na­po­li ten­ga­no te­sta e por­ti­no avan­ti il nuo­vo e il bel­lo. An­che la Ro­ma, che mi pa­re, pe­rò, si stia at­tar­dan­do un po’».

I suoi cal­cia­to­ri di ri­fe­ri­men­to? «Le ban­die­re. Se ne stan­no per­den­do le trac­ce. Per que­sto, a me, pia­ce­va Del Pie­ro. Una­ban­die­raèAn­to­gno­ni,ma an­che Tot­ti. Poi ve­do che Fi­ren­ze ha man­te­nu­to que­sto for­te le­ga­me con l’idea dell’atle­ta sim­bo­lo. Vin­ce­re? Il cal­cia­to­re de­ve so­prat­tut­to re­sta­re e cre­sce­re in un am­bien­te che di­ven­ta la tua co­mu­ni­tà. A Fi­ren­ze, al di là di chi ar­ri­va e di chi par­te, l’aspi­ra­zio­ne a fa­re co­mu­ni­tà c’è. E mi pia­ce. Il gio­co del­la Fio­ren­ti­na poi è una me­lo­dia ben ese­gui­ta. Sa­reb­be bel­lo ve­de­re Sou­sa e la squa­dra con noi a tea­tro».

Co­sa al­tro le pia­ce del­la Fio­ren­ti­na? «Die­go Del­la Val­le. Pen­so che ab­bia le car­te giu­ste an­che per gui­da­re una co­mu­ni­tà più gran­de. Se è ve­ro che il suo im­pe­gno ci­vi­le può tra­sfor­mar­si in un pro­get­to per tra­sfor­ma­re il no­stro pae­se, al­lo­ra vo­glio pro­prio se­gui­re que­sta av­ven­tu­ra. Mi dà l’idea di un gran­de ar­ti­gia­no con la co­scien­za del pa­dre di fa­mi­glia. So­li­da­rie­tà e ca­pa­ci­tà, quel­lo che ser­ve all’Ita­lia. E che ha fat­to de­col­la­re il no­stro pae­se, ma an­che il cal­cio, co­me è ac­ca­du­to qui».

Il suo basket. «Era il basket dei tem­pi di At­ti­lio Ca­ja a Pa­via. Poi ho smes­so ab­ba­stan­za pre­sto. Gio­ca­vo cen­tro e mi man­ca­va­no i cen­ti­me­tri».

Il basket è uno sport mu­si­ca­le… play ma­ker nel­le gio­va­ni­li del­la Sca­vo­li­ni era il mae­stro Ma­riot­ti… «Non lo sa­pe­vo. Io al­me­no po­te­vo gio­ca­re se­na pen­sa­re agli in­for­tu­ni. Per un mu­si­ci­sta an­che se sul po­dio… stec­car­si un di­to non è il mas­si­mo».

Ve­nia­mo al Ri­go­let­to... «Po­treb­be es­se­re una sto­ria di og­gi: un pa­dre che cre­sce­re da so­lo una fi­glia. Per un ba­ri­to­no il Ri­go­let­to è co­me la Cham­pions lea­gue... Me­glio: è co­me un cal­cio di ri­go­re. Se ti de­si­gna­no de­vi fa­re gol. E se sba­gli…».

Im­ma­gi­na il bis del­la Ven­det­ta, co­me fa re­go­lar­men­te, ad esem­pio, Leo Nuc­ci? «Non lo so. Io dif­fi­do del bis. E’ una fa­ti­ca. E’ ten­sio­ne. Se non par­ti con l’idea di far­lo e decidi all’im­pron­ta ri­schi di fa­re ma­le pro­prio la re­pli­ca ac­cla­ma­ta in an­ti­ci­po. E’ ac­ca­du­to che gli stes­si che ave­va­no chie­sto un bis ti “buua­no”, ti fi­schia­no se la tua “se­con­da” è fiac­ca».

Tor­na a can­ta­re do­po Pa­ri­gi… «Sì. Ero all’Ope­ra la Ba­sti­glia nei gior­ni del­la stra­ge. Pro­prio lì. Ri­cor­do l’an­go­scia di quel ve­ner­dì. Ero a 500 me­tri, in ca­sa, dal­le stra­de de­gli at­ten­ta­ti. Si­re­ne e spa­ri fi­no all’una. Mi chia­ma­va­no dall’Ita­lia e mi chie­de­va­no no­ti­zie. Ma ave­va­no se­cre­ta­to tut­to. In tv non c’era­no in­for­ma­zio­ni. Ne chie­de­vo io a chi chia­ma­va. Pe­rò una co­sa che mi ha da­to or­go­glio».

Co­sa? «La do­me­ni­ca ab­bia­mo can­ta­to lo stes­so l’Eli­sir d’amo­re. Lo ab­bia­mo fat­to con pas­sio­ne e amo­re. Cre­do che sia sta­ta una del­le no­stre - e par­lo di tut­to il ca­st - mi­glio­ri rap­pre­sen­ta­zio­ni. Non de­ve vin­ce­re la pau­ra, an­che se ab­bia­mo an­go­scia dob­bia­mo te­sti­mo­nia­re con il tea­tro. L’Eli­sir è un’ope­ra buf­fa di Do­niz­zet­ti: in quel week end han­no ri­so tut­ti di cuo­re. Ri­de­re è la no­stra for­za. E poi, insieme, a can­ta­re la Mar­si­glie­se. Mi han­no rin­gra­zia­to e ab­brac­cia­to. A tea­tro la vi­ta non gio­ca a vuo­to».

RO­MA­NO

Am­br­gio Mae­stri nel Ri­go­let­to rap­pre­sen­ta­to al San Car­lo

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