Ogni Pae­se espri­me la sua idea di cal­cio

Il tec­ni­co in­ter­vie­ne nel di­bat­ti­to aper­to sul no­stro gior­na­le dal di­ret­to­re Vocalelli

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Da Prima Pagina - Di Ro­ber­to Do­na­do­ni

Ri­ten­go che, pur con tut­te le va­ria­bi­li che ap­par­ten­go­no al cal­cio mo­der­no,con le sue pres­sio­ni e la sua po­ca pa­zien­za, ab­bia an­co­ra as­so­lu­ta­men­te sen­so par­la­re di “bel gio­co”. La ri­cer­ca del cal­cio di qua­li­tà è un pas­so fon­da­men­ta­le nell’ot­te­ni­men­to dei ri­sul­ta­ti, que­sta è una con­vin­zio­ne che ho da tem­po. Non è cer­ta­men­te un’equa­zio­ne esat­ta, ma è un fat­to che quel­li che so­no i mi­glio­ri club al mon­do, nu­me­ri al­la ma­no, non pre­scin­da­no da un gio­co este­ti­ca­men­te al­to, co­mun­que mol­to ap­prez­za­bi­le.Non c’ è so­lo un osti­le che pos­sa de­fi­nir­si vin­cen­te.

Ro­ber­to Do­na­do­ni, 52 an­ni

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