IL TEC­NI­CO Mol­ti mo­du­li ze­ro au­to­cri­ti­ca

Po­co gio­co, set­te par­ti­te sen­za gol

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Milan - P.gua.

- «C’è un’at­mo­sfe­ra stra­na at­tor­no a noi». Le pa­ro­le di Mihajlovic, or­mai ri­pe­ti­ti­ve, per qual­cu­no san­no tan­to di ali­bi. Co­me se quell’ipo­te­ti­ca «aria stra­na» po­tes­se es­se­re la ra­gio­ne de­gli sten­ti del Milan, che non so­no so­lo re­cen­ti, ma so­no co­min­cia­ti dal­la pri­ma gior­na­ta del cam­pio­na­to. Il tec­ni­co ser­bo ri­tie­ne di es­se­re og­get­to di cri­ti­che esa­ge­ra­te e, pro­ba­bil­men­te, non ce l’ha so­lo con la stam­pa, ma get­ta un oc­chio an­che all’in­ter­no del­la so­cie­tà. Ad esem­pio, non gli di­spia­ce­reb­be una ma­ni­fe­sta­zio­ne pub­bli­ca di fi­du­cia da par­te di Ber­lu­sco­ni, piut­to­sto che an­da­re a fa­re i com­pli­men­ti agli av­ver­sa­ri (Sas­suo­lo e Ata­lan­ta). La sen­sa­zio­ne è che Mihajlovic sia il pri­mo a non es­se­re con­vin­to del­la com­pe­ti­ti­vi­tà del Dia­vo­lo per la Cham­pions, ma che, al­lo stes­so tem­po, non lo pos­sa af­fer­ma­re il pub­bli­co per non en­tra­re in aper­to con­flit­to con la so­cie­tà. La ve­ri­tà, pe­rò, la rac­con­ta la clas­si­fi­ca, per­ché quel­la del Milan ri­spec­chia i va­lo­ri dell’or­ga­ni­co e an­che quel­lo che si è gua­da­gna­to sul cam­po.

SEN­ZA GIO­CO. Può am­bi­re al­la Cham­pions, o ad­di­rit­tu­ra all’Eu­ro­pa Lea­gue, una squa­dra che non ha se­gna­to nem­me­no un gol in 7 del­le pri­me 15 giornate di cam­pio­na­to? Si­gni­fi­ca che Mihajlovic non è sta­to an­co­ra ca­pa­ce di co­strui­re un gio­co ac­cet­ta­bi­le e nem­me­no è riu­sci­to a met­te­re i suoi gio­ca­to­ri mi­glio­ri, Bac­ca su tut­ti, nel­le con­di­zio­ni di espri­me­re le pro­prie qua­li­tà. Il tut­to, pe­ral­tro, do­po es­se­re pas­sa­to per due cam­bi di mo­du­lo. Ci so­no vo­lu­te un’in­te­ra esta­te e le pri­me 7 ga­re di cam­pio­na­to per ca­pi­re che non si po­te­va gio­ca­re con il tre­quar­ti­sta, vi­sto che in ro­sa non ce n’era uno di li­vel­lo ade­gua­to. Co­sì, è sta­to va­ra­to il 4-3-3, co­mun­que si­ste­ma di pas­sag­gio (cau­sa in­fer­me­ria pie­na di at­tac­can­ti cen­tra­li) per poi ap­pro­da­re al 4-4-2. La scin­til­la re­ga­la­ta dal­le tre vit­to­rie con­se­cu­ti­ve e in par­ti­co­la­re da quel­la in ca­sa del­la La­zio si è pe­rò spen­ta pre­sto. Nel­le quat­tro giornate suc­ces­si­ve il Milan ha mes­so insieme so­lo 5 pun­ti, re­stan­do sen­za gol in tre ga­re e de­stan­do il for­te so­spet­to che i quat­tro ri­fi­la­ti al­la Samp­do­ria sia­no sta­ti il frut­to dei de­me­ri­ti de­gli av­ver­sa­ri piut­to­sto che dei me­ri­ti pro­pri. Al ter­mi­ne del mat­ch con il Car­pi, Mihajlovic ha pun­ta­to il di­to con­tro l’at­tac­co e con­tro Bac­ca in par­ti­co­la­re, fa­cen­do in­ten­de­re che con­tro il Ve­ro­na toc­che­rà a Luiz Adria­no pren­de­re il po­sto del co­lom­bia­no. Ma ha an­co­ra sen­so pren­der­se­la so­lo con i gio­ca­to­ri e non fa­re mai au­to­cri­ti­ca? Il li­vel­lo del­la ro­sa può non es­se­re ec­cel­so, ma, tra at­teg­gia­men­to e pre­sta­zio­ni in cam­po, era le­ci­to aspet­tar­si qual­co­sa in più. E se non è ac­ca­du­to l’al­le­na­to­re non può to­glier­si dai re­spon­sa­bi­li.

GETTY IMAGES

Si­ni­sa Mihajlovic

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.