Ha 28 an­ni, na­to a Vo­ghe­ra, avie­re

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Speciale Olimpiadi - Di Raul Leo­ni

Nel 2008 Mau­ro Ne­spo­li era un ra­gaz­zi­no di bel­le spe­ran­ze: a Pe­chi­no era nel­la squa­dra dell'ar­gen­to e lui sba­gliò l'ul­ti­ma frec­cia, un "7" che con­se­gnò il ti­to­lo ai mae­stri co­rea­ni. Nel 2012 l'ar­cie­re vo­ghe­re­se, do­po aver su­pe­ra­to il ri­cor­do di quell'er­ro­re, era un ti­to­la­re af­fi­da­bi­le nel ter­zet­to che a Lon­dra sfi­lò l'oro agli Sta­ti Uni­ti, l'al­tra su­per­po­ten­za di que­sto sport.

E a Rio 2016? «La me­da­glia a squa­dre l'ho già vin­ta, sta­vol­ta pun­to an­che all'in­di­vi­dua­le. L’im­por­tan­te, ai Gio­chi, è so­lo vin­ce­re. So­no sta­to a Rio per la Pre­o­lim­pi­ca, a set­tem­bre: quel­lo del Sam­bo­dro­mo è un im­pian­to mol­to par­ti­co­la­re, per­ché la li­nea di ti­ro è sot­to la tri­bu­na, men­tre i “pa­glio­ni” so­no all’aria aper­ta e quin­di sa­rà mol­to dif­fi­ci­le in­ter­pre­ta­re il ven­to. E inol­tre i ber­sa­gli so­no orien­ta­ti ver­so sud, non ver­so il nord co­me av­vie­ne sui cam­pi eu­ro­pei, con in­so­li­ti gio­chi di om­bre: sen­za con­si­de­ra­re che semifinali e fi­na­li sa­ran­no di­spu­ta­ti con l’il­lu­mi­na­zio­ne ar­ti­fi­cia­le, una con­di­zio­ne in­con­sue­ta e che qual­che pro­ble­mi­no lo sol­le­ve­rà di cer­to».

Ri­cor­di bel­li e un'ama­rez­za ? «Quel­la frec­cia di Pe­chi­no l'ho ri­vis­su­ta più vol­te, ci ho mes­so due an­ni a ri­pren­der­mi e al­la fi­ne mi so­no sbloc­ca­to. Nel­la ga­ra a squa­dre l'or­di­ne di ti­ro è un aspet­to tat­ti­co fon­da­men­ta­le: quel 7 era gra­ve al­lo­ra, ma og­gi lo sa­reb­be mol­to di più».

Per­ché, co­sa è cam­bia­to nell'ar­co di og­gi? «In­tan­to il re­go­la­men­to. Ab­bia­mo adot­ta­to il si­ste­ma dei set - co­me nel tennis - al po­sto del­la som­ma­to­ria dei pun­ti: è un al­tro sport, uno scon­tro adre­na­li­ni­co da re­sa dei con­ti. Do­po ogni vo­lée di tre frec­ce de­vi ri­tro­va­re la con­cen­tra­zio­ne, in pra­ti­ca si ri­co­min­cia da ze­ro e so­lo il 10 o un cen­tro pie­no ti met­te al ri­pa­ro: Mar­co Ga­liaz­zo ha vin­to ad Ate­ne con una me­dia/frec­cia di 9.2/9.3, og­gi con 9.9 ri­schi di per­de­re».

Tat­ti­ca, stra­te­gia, psi­co­lo­gia? «Cer­ta­men­te, le nuo­ve re­go­le han­no co­stret­to a ri­ve­de­re tut­ta la pre­pa­ra­zio­ne sul pia­no tat­ti­co e stra­te­gi­co, per­ché an­che una vit­to­ria può por­ta­re con­se­guen­ze: co­me è suc­ces­so a Lon­dra agli ame­ri­ca­ni che, per bat­te­re i co­rea­ni in se­mi­fi­na­le, han­no si­cu­ra­men­te spe­so mol­to a li­vel­lo psi­co­lo­gi­co e poi l'han­no pa­ga­to con noi nel­la fi­na­le».

C'è an­co­ra chi iro­niz­za sull'ar­cie­re-atle­ta. «L'ar­co mo­der­no ri­chie­de sem­pre più at­ten­zio­ne sot­to il pro­fi­lo dell'edu­ca­zio­ne nu­tri­zio­na­le e la pre­pa­ra­zio­ne fi­si­ca: la ga­ra è lun­ghis­si­ma, il cer­vel­lo è ne­ces­sa­rio che sia ben ali­men­ta­to per fa­vo­ri­re la con­cen­tra­zio­ne, oc­cor­re sta­re in pie­di per mol­te ore. Ora l'ar­cie­re è un ve­ro e pro­prio "atle­ta": per­fi­no do­po Lon­dra c'è sta­to chi ha fat­to dell'iro­nia tra la mag­gio­re fi­si­ci­tà de­gli ame­ri­ca­ni e la pre­sun­ta scar­sa at­ti­tu­di­ne atle­ti­ca del­la squa­dra ita­lia­na. In real­tà è so­lo "co- lo­re", se qual­cu­no pen­sa di es­se­re spi­ri­to­so in que­sto mo­do...».

Co­sa ser­ve per fa­re cen­tro pie­no? «In pri­mo luo­go un'at­trez­za­tu­ra ef­fi­cien­te: ma il mi­ri­no ser­ve so­lo per fo­ca­liz­za­re un pun­to di ri­fe­ri­men­to, non di­spo­ne di al­cun in­gran­di­men­to. Il mio ar­co, con tut­to l'equi­pag­gia­men­to, co­sta tra i 2500 e i 3000 eu­ro e nel­le ga­re in­ter­na­zio­na­li si viag­gia con 2 o an­che 3 ar­chi a di­spo­si­zio­ne. In caso di in­ci­den­te mec­ca­ni­co - nei 20" del tur­no di ti­ro - lo puoi so­sti­tui­re e per que­sto ne ab­bia­mo sem­pre a fian­co uno di ri­ser­va: ma quan­do la frec­cia è par­ti­ta, an­che se fi­ni­sce sul pra­to, or­mai è fat­ta».

Po­le­mi­che ar­bi­tra­li? «Nell'ar­co non esi­sto­no gol fan­ta­sma. Il ve­ro giu­di­ce è il ber­sa­glio e i pun­ti ven­go­no chia­ma­ti dai sin­go­li ar­cie­ri, co­sì il pri­mo con­trol­lo­re è pro­prio il tuo av­ver­sa­rio: gli ar­bi­tri in­ter­ven­go­no so­lo in caso di dub­bio, la ca­si­sti­ca dei pun­ti con­te­sta­ti è mar­gi­na­lis­si­ma. Ci può es­se­re una si­tua­zio­ne 50 e 50, ma ol­tre ad es­se­re ra­ra, vie­ne ac­cet­ta­ta di buon gra­do: in fon­do è mol­to fa­ci­le che i ca­si dub­bi fi­ni­sca­no per com­pen­sar­si».

Av­ver­sa­ri sco­mo­di? «I co­rea­ni, me­glio af­fron­tar­li il più tar­di pos­si­bi­le: an­che per­ché si­gni­fi­ca es­se­re ar­ri­va­ti mol­to avan­ti nel ta­bel­lo­ne. Per il re­sto, ad al­to li­vel­lo ci co­no­scia­mo un po' tut­ti, ci pos­so­no es­se­re tutt'al più ri­va­li pi­gno­li e le si­tua­zio­ni ven­go­no ri­sol­te par­lan­do­ne pri­ma dell'in­con­tro: co­se che lì per lì pos­so­no in­ner­vo­sir­ti, ma a pen­sar­ci poi so­no tut­te "pa­gliac­cia­te" e per que­sto sul

mio pro­fi­lo Fa­ce­book ho mes­so il "clo­wn"!».

Mau­ro Ne­spo­li e l'amo­re. «Fi­dan­za­tis­si­mo con Fran­ce­sca: è un'in­se­gnan­te, an­che lei ti­ra­tri­ce for­se più che ama­to­ria­le, vi­sto che ab­bia­mo vin­to l'ar­gen­to nel "mi­xed team" agli As­so­lu­ti del 2013».

Il pro­fes­sio­ni­sta e l’atle­ta? «So­no Avie­re Ca­po, do­po Lon­dra - no­no­stan­te l'oro - non ho avu­to al­cu­na pro­mo­zio­ne: so­lo un sac­co di com­pli­men­ti, che co­mun­que fan­no sem­pre pia­ce­re. In­ve­ce la mia car­rie­ra uni­ver­si­ta­ria è ini­zia­ta al Po­li­tec­ni­co di Mi­la­no ed un gran­de so­gno, la lau­rea in in­ge­gne­ria ae­ro­spa­zia­le: qual­cu­no iro­niz­za sul fat­to che io sia omo­ni­mo dell'astro­nau­ta Pao­lo Ne­spo­li. Ora, per mo­ti­vi di tem­po, so­no iscrit­to al­lo IUSM di Pa­via: es­se­re uno spor­ti­vo pro­fes­sio­ni­sta ti co­strin­ge a sa­cri­fi­ca­re qual­co­sa. Ho uno staff per­so­na­le con il tec­ni­co Ro­ber­to Fi­nar­di (già az­zur­ro del sal­to tri­plo) che mi segue dal pun­to di vi­sta sia atle­ti­co sia me­to­do­lo­gi­co a tut­to ton­do. Ri­sie­do a Vo­ghe­ra, ma ho di­ver­se se­di di al­le­na­men­to: Mon­te Segale e Stel­la San Gio­van­ni, so­prat­tut­to, ma an­che il cen­tro fe­de­ra­le di Can­ta­lu­pa»

«Le nuo­ve re­go­le han­no co­stret­to a ri­ve­de­re la pre­pa­ra­zio­ne a li­vel­lo tat­ti­co e stra­te­gi­co»

Pre­fe­ren­ze cul­tu­ra­li? «So­no un let­to­re in­stan­ca­bi­le, lo spes­so­re dei li­bri non mi spa­ven­ta e il mio film pre­fe­ri­to è "Il Si­gno­re de­gli Anel­li": ov­via­men­te ho se­gui­to tut­ta la sa­ga di Tol­kien, poi ho sco­per­to "Le Cro­na­che del Ghiac­cio e del Fuo­co". Ma in que­sto caso - mi di­spia­ce per i fan di "Tro­no di Spa­de" - ho ab­ban­do­na­to ab­ba­stan­za pre­sto la se­rie te­le­vi­si­va. Sia per­ché nei ro­man­zi di Geor­ge Mar­tin ave­vo già tro­va­to gran­de sod­di­sfa­zio­ne, sia per­ché ho sco­per­to "Doc­tor Who" e so­no di­ven­ta­to un pa­ti­to di que­sto clas­si­co del­la fan­ta­scien­za». Mau­ro Ne­spo­li è na­to a Vo­ghe­ra il 22 no­vem­bre 1987, ha dun­que 28 an­ni. Il suo pri­mo oro ai Gio­chi del­la Gio­ven­tù 1998. Ri­se­de a Vo­ghe­ra, ma fre­quen­ta di­ver­se se­di di al­le­na­men­to: Mon­te Segale, Stel­la San Gio­van­ni, il cen­tro fe­de­ra­le di Can­ta­lu­pa. Tes­se­ra­to per l’Ae­ro­nau­ti­ca. Cam­pio­ne olim­pi­co a squa­dre a Lon­dra 2012 (e ar­gen­to a squa­dre a Pe­chi­no 2008). E’ sta­to cam­pio­ne eu­ro­peo in­di­vi­dua­le nel 2005. E’ al­le­na­to dall’ex tri­pli­sta Ro­ber­to Fi­nar­di. Fi­dan­za­to con Fran­ce­sca, in­se­gnan­te e lei stes­sa ti­ra­tri­ce.

ME­DA­GLIE

Tra Olim­pia­di e Mon­dia­li, Mau­ro Ne­spo­li è sa­li­to ot­to vol­te sul po­dio nel­le ga­re a squa­dre di ti­ro con l’ar­co. Me­da­glia d’ar­gen­to a Pe­chi­no 2008, me­da­glia d’oro a Lon­dra 2012 nel­le due edi­zio­ni dei Gio­chi di­spu­ta­te. Ai Mon­dia­li oro a Do­ver 2007, ar­gen­to 2005, 2008 e que­st’an­no. Bron­zo nel 2002. Inol­tre un oro e 4 bron­zi a squa­dre agli Eu­ro­pei, che l’han­no vi­sto an­che vin­ce­re il ti­to­lo in­di­vi­dua­le nel 2005 a Sil­ke­borg e il bron­zo nel 2003. Oro nel mi­sto a Baku 2015.

ME­DA­GLIE OLIM­PI­CHE

Da Atlan­ta 1996 il ti­ro con l’ar­co è sem­pre sa­li­to sul po­dio. In tut­to set­te vol­te, dai bron­zi di Fer­ra­ri (Mon­treal ‘76 e Mo­sca ‘80) e del­la squa­dra con Bi­sia­ni, Fran­gil­li e Pa­ren­ti (Atlan­ta ‘96) agli ar­gen­ti a squa­dre di Syd­ney 2000 con Bi­sia­ni, Di Buò e Fran­gil­li e di Pe­chi­no 2008 con Di Buò, Ne­spo­li e Ga­liaz­zo. Poi le due me­da­glie d’oro: quel­la in­vi­dua­le vin­ta da Mar­co Ga­liaz­zo ad Ate­ne 2004, nel­lo sta­dio Pa­na­thi­nai­ko e quel­la del­la squa­dra a Lon­dra 2012, con Ga­liaz­zo, Fran­gil­li e Ne­spo­li

«Do­po l’oro non ho avu­to pro­mo­zio­ni I co­rea­ni è me­glio sfi­dar­li il più tar­di pos­si­bi­le»

E’ fi­dan­za­to con una ti­ra­tri­ce ed è un fan del­la sa­ga di Tol­kien “Il Si­gno­re de­gli Anel­li“

AN­SA

Mau­ro Ne­spo­li, 28 an­ni, si ri­ve­lò nel 1998 vin­cen­do i Gio­chi del­la Gio­ven­tù, me­no di un an­no do­po l’esor­dio

LAPRESSE

L’ab­brac­cio d’oro con Fran­gil­li e Ga­liaz­zo

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Ne­spo­li con la Va­lee­va a Ba­ku

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Mau­ro Ne­spo­li nell’at­to del ti­ro

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