ROS­SI, LA TUA OC­CA­SIO­NE

Ka­li­nic e Ili­cic po­treb­be­ro ri­po­sa­re con­tro il Car­pi, Pe­pi­to ha fa­me di gol

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Da Prima Pagina - Di Fran­ce­sca Ban­di­nel­li

Giu­sep­pe Ros­si, 28 an­ni, è a Fi­ren­ze dal 2013

Ha ri­co­min­cia­to la sta­gio­ne co­sì co­me l'ave­va chiusa, se­gnan­do gol, uno die­tro l'al­tro. Jo­sip Ili­cic, lo slo­ve­no che me­no un di un an­no fa era fi­ni­to sul mer­ca­to in rot­ta di col­li­sio­ne pu­re con la cit­tà, non so­lo ha sa­pu­to ro­ve­scia­re la pro­spet­ti­va ma è an­da­to per­si­no ol­tre. Ha tra­sfor­ma­to il 2015 nel suo an­no: 16 i gol se­gna­ti con la Fio­ren­ti­na nell'an­no so­la­re in cor­so, a cui si de­ve som­ma­re pu­re la re­te rea­liz­za­ta in Na­zio­na­le con­tro San Ma­ri­no lo scor­so mar­zo, nel­la ga­ra di qua­li­fi­ca­zio­ne ai pros­si­mi eu­ro­pei.

Mai ne ave­va con­ta­ti co­sì tan­ti: non era suc­ces­so do­po il suo ar­ri­vo in Ita­lia dal Ma­ri­bor, do­ve pu­re si è su­bi­to in­se­ri­to al­la per­fe­zio­ne tra­sfor­man­do­si in una del­le ri­ve­la­zio­ni del cam­pio­na­to, né tan­to me­no nei pri­mi tem­pi in ma­glia vio­la. Era fi­ni­to pri­gio­nie­ro pu­re del­la va­lu­ta­zio­ne di mer­ca­to che era sta­ta fat­ta per por­tar­lo via da Pa­ler­mo, 9 mi­lio­ni, se­con­do in­ve­sti­men­to più one­ro­so do­po Go­mez, del­la cam­pa­gna tra­sfe­ri­men­ti esti­va 2013 del­la Fio­ren­ti­na.

IL PEN­SA­TO­IO. La sua sto­ria se l'è ri­scrit­ta fi­nal­men­te a mo­do suo, do­po es­se­re usci­to dal? "pen­sa­to­io". Sì, per­ché Da­nie­le Pra­dè ave­va pra­ti­ca­men­te tro­va­to l'ac­cor­do col Bo­lo­gna: Ili­cic sa­reb­be do­vu­to di­ven­ta­re il pun­to di ri­fe­ri­men­to dei ros­so­blù (an­che se ini­zial­men­te in pre­sti­to), il top player at­tor­no a cui co­strui­re la ro­sa per un im­me­dia­to ri­tor­no in Se­rie A. C'era pe­rò quel tar­lo che con­ti­nua­va a tor­men­ta­re il tre­quar­ti­sta slo­ve­no: sa­pe­va di vo­ler­si met­ter­si al­la pro­va, gli ser­vi­va so­lo il co­rag­gio ne­ces­sa­rio per ri­met­ter­si in gio­co. Ed, al­la fi­ne, ha vin­to lui. Sei re­ti nel­le ul­ti­me cin­que par­ti­te del­la ge­stio­ne Mon­tel­la, ot­to nel­le se­di­ci fin qui gio­ca­te con Pau­lo Sou­sa. La Ju­ven­tus, di cer­to, è tra le sue vit­ti­me pre­fe­ri­te: tre cen­tri in car­rie­ra, di cui due con la Fio­ren­ti­na e uno col Pa­ler­mo, tut­ti e a To­ri­no. Ha già egua­glia­to il re­cord di mar­ca­tu­re ita­lia­ne mes­so insieme con la ma­glia ro­sa­ne­ro - 25 -, ca­pi­ta­liz­zan­do al mas­si­mo, pe­rò, le pre­sen­ze fin qui col­le­zio­na­te: 81 con­tro le 107 in Si­ci­lia.

LA RI­VIN­CI­TA. Si è pre­so poi una bel­la ri­vin­ci­ta pu­re da­gli un­di­ci me­tri. Ave­va sba­glia­to l'ul­ti­mo pe­nal­ty con­ces­so al­la Fio­ren­ti­na la scor­sa sta­gio­ne, nel­la not­te dell'umi­lia­zio­ne du­ran­te la ga­ra con­tro il Si­vi­glia, quel­la dei fi­schi dei ti­fo­si che fe­ce­ro an­da­re Mon­tel­la su tut­te le fu­rie, uni­co at­tac­co al­la cit­tà in tre an­ni di sim­bio­si pra­ti­ca­men­te to­ta­le. Da quell'er­ro­re, dal quel pal­lo­ne spa­ra­to in cur­va, Ili­cic è ri­par­ti­to sen­za la­sciar­si di­strar­re. E' di­ven­ta­to lo spe­cia­li­sta dei ri­go­ri, quel­lo ca­pa­ce di ip­no­tiz­za­re i por­tie­ri, in­clu­so Buf­fon: sei re­ti sui set­te con­ces­si, con Ba­ba­car chia­ma­to a so­sti­tuir­lo nell'uni­ca oc­ca­sio­ne in cui non era in cam­po. In Se­rie A nes­su­no ha fat­to me­glio di lui, an­che se l'al­tra se­ra si è in­ter­rot­to il suo ef­fet­to "ta­li­sma­no". Ogni vol­ta che, fin qui, si era pre­sen­ta­to sul di­schet­to, la Fio­ren­ti­na ave­va sem­pre vin­to. E' suc­ces­so col Milan, al debutto in cam­pio­na­to, con l'In­ter, con l'Ata­lan­ta, la Samp­do­ria e l'Udinese: quin­di­ci pun­ti in cin­que ga­re, per­cor­so net­to. Con­tro la Ju­ven­tus non è ba­sta­to. In Eu­ro­pa, in­ve­ce, è riu­sci­to ad an­da­re a se­gno sol­tan­to una vol­ta, con­tro i po­lac­chi del Le­ch Poz­nan, con l'uni­ca dop­piet­ta sta­gio­na­le fin qui se­gna­ta: pri­ma una pro­dez­za ba­li­sti­ca su cal­cio di pu­ni­zio­ne, poi il rad­dop­pio su as­si­st di Ma­ti Fer­nan­dez. Ades­so de­ve es­se­re an­che lui a scrol­lar­si le tos­si­ne la­scia­te in ere­di­tà dall'ul­ti­ma sfi­da di cam­pio­na­to: sa be­ne che pian­ger­si ad­dos­so è con­tro­pro­du­cen­te. Ili­cic pen­sa piut­to­sto a co­me tra­sci­na­re fuo­ri dal gua­do del­la tri­stez­za la Fio­ren­ti­na: non vuo­le la­scia­re in un an­go­lo i so­gni di com­pe­te­re per le zo­ne no­bi­li del­la clas­si­fi­ca e sa be­ne che già do­me­ni­ca, nell'ul­ti­ma par­ti­ta di que­sto an­no per lui da in­cor­ni­cia­re, de­ve tor­na­re a det­ta­re i rit­mi. E, ma­ga­ri, a se­gna­re an­co­ra. Ha già do­vu­to ri­nun­cia­re al pros­si­mo Eu­ro­peo: ora ha so­lo bi­so­gno di es­se­re pro­ta­go­ni­sta con la Fio­ren­ti­na. Per chiu­de­re il 2015 con nu­me­ri d'oro e, so­prat­tut­to, per ri­co­min­cia­re da ca­po nel 2016. Nel suo se­gno.

ANSA

Jo­sip Ili­cic, 27 an­ni, na­to in Bo­snia-Er­ze­go­vi­na, ma di na­zio­na­li­tà slo­ve­na

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