San­ta­cro­ce: Non so­no fi­ni­to, ri­par­to an­che gra­tis

«Mi so­no of­fer­to al Na­po­li: tor­no sen­za sti­pen­dio, se va be­ne par­lia­mo di con­trat­to. Ora vo­glio ri­co­min­cia­re»

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Napoli-verona (ore 19) - Di Fa­bio Man­da­ri­ni

Da qual­che set­ti­ma­na Fa­bia­no San­ta­cro­ce, di­fen­so­re sen­za cal­cio da no­ve me­si che a un cer­to pun­to ha pen­sa­to di smet­te­re e nel frat­tem­po ha chiu­so con le par­ti­te in tiv­vù, pran­za in au­to­grill: «Per for­za, ho i mi­nu­ti con­ta­ti tra un al­le­na­men­to e l'al­tro». Già, per col­pa del la­vo­ro non ha tem­po no­no­stan­te sia di­soc­cu­pa­to: sem­bra pa­ra­dos­sa­le ma è co­sì. E lo è per­ché i gio­chi del mer­ca­to di gen­na­io so­no nel pie­no e lui, che do­po il fal­li­men­to del Par­ma è ri­ma­sto a spas­so a 29 an­ni, ha un uni­co obiet­ti­vo: «Tor­na­re a gio­ca­re ad al­ti li­vel­li. Ma­ga­ri all'ini­zio an­che gra­tis». E sia chia­ro, non è pie­tà: «Lo fa­rei sol­tan­to per­ché do­po aver di­mo­stra­to a tut­ti che non so­no fi­ni­to, ri­gua­da­gne­rei an­che quel­lo a cui ho ri­nun­cia­to». E al­lo­ra, il rug­gi­to del Leon­ci­no di Ba­hia: è co­sì che chia­ma­va­no San­ta­cro­ce ai tem­pi di Bre­scia. E in ef­fet­ti il ca­rat­te­re non è an­da­to in fran­tu­mi. «Al­tro­ché, non ve­do l'ora di tor­na­re in cam­po. Pe­rò un pa­io di gior­ni di scon­for­to to­ta­le li ho avu­ti: e in quei mo­men­ti ho pen­sa­to se­ria­men­te di smet­te­re con il cal­cio». Per fa­re? «Di tut­to, il la­vo­ro è la­vo­ro, ha di­gni­tà per de­fi­ni­zio­ne: ho una fa­mi­glia, una mo­glie e una fi­glia che non ve­do da due set­ti­ma­ne a cau­sa de­gli al­le­na­men­ti, e seb­be­ne rie­sca an­co­ra a fa­re la vi­ta del pa­scià, so che pri­ma o poi i sol­di fi­ni­ran­no. Non si gio­ca fi­no a 50 an­ni, il fu­tu­ro in­com­be».

LA SCOM­MES­SA. Ec­co, a pro­po­si­to: «In un an­no e mez­zo ho per­ce­pi­to tre sti­pen­di. E nean­che in­te­ri». Pe­rò non è la que­stio­ne eco­no­mi­ca il suo chio­do fis­so: «Dei sol­di non me ne fre­ga nien­te: per ri­co­min­cia­re, in A pos­so an­che gio­ca­re gra­tis». E pen­sa­re che fi­no a qual­che an­no fa, lui era uno dei gio­va­ni pro­ta­go­ni­sti ita­lia­ni: con il Na­po­li spo­po­la­va, l'odo­re di Na­zio­na­le era for­te e Guar­dio­la, un gior­no, si pre­sen­tò al San Pao­lo per se­guir­lo dal vi­vo. «Era un buon pe­rio­do, ma poi l'in­for­tu­nio mi ha ta­glia­to le gam­be». Me­ni­sco ester­no, per la pre­ci­sio­ne: «An­no 2011. Nul­la di par­ti­co­la­re, ma per for­za­re il rien­tro fe­ci peg­gio». Da quel mo­men­to è sta­to un cal­va­rio: «Nel 2013, do­po la sta­gio­ne in B a Pa­do­va, mi re­si con­to di do­ver re­cu­pe­ra­re po­ten­za mu­sco­la­re e mi chiu­si in pa­le­stra per tre me­si». Tan­to che a Par­ma, un an­no fa, si ri­pre­sen­tò in con­di­zio­ne: «Sta­vo be­ne e fe­ci be­ne, da ti­to­la­re: par­ti­te im­por­tan­ti e fi­du­cia, fi­no al fal­li­men­to». E al­la di­soc­cu­pa­zio­ne.

LA GIOR­NA­TA. E ora? «Fa­ti­ca e su­do­re, sen­za so­sta. Da qual­che set­ti­ma­na so­no ospi­te del Mo­de­na: sve­glia al­le 7.30, Par­ma-Mo­de­na in au­to­mo­bi­le, al­le­na­men­to, poi pran­zo in au­to­grill e via a Man­to­va, do­ve la­vo­ro per con­to mio con un pre­pa­ra­to­re, Ro­ber­to Gal­li». E la se­ra, nien­te cal­cio: «Per ca­ri­tà, se­guo sol­tan­to il Na­po­li. Poi, ze­ro par­ti­te. Nean­che la Cham­pions: fa trop­po ma­le sta­re a guar­da­re gli al­tri». Tran­ne gli ami­ci: «Sen­to Bia­bia­ny, che è un fra­tel­lo. E an­che Ma­ri­ga e Boa­teng». Pro­po­ste? «Qual­che con­tat­to, nul­la di con­cre­to. In esta­te so­no sta­to vi­ci­no al To­ri­no». LA SCOM­MES­SA. In real­tà, di re­cen­te ha sen­ti­to an­che qual­cun al­tro: «Fe­ci una pro­po­sta al Na­po­li in pri­ma per­so­na, ma sen­za suc­ces­so: ven­go a gio­ca­re gra­tis e se le co­se van­no be­ne par­lia­mo di con­trat­to». Lo ri­fa­reb­be? «In se­rie A ri­pro­por­rei la mia scom­mes­sa: tan­to so­no si­cu­ro di riu­sci­re a di­mo­stra­re di non es­se­re fi­ni­to. In tan­ti pen­sa­no che l'in­for­tu­nio mi ab­bia se­gna­to, ma non è co­sì: sto be­nis­si­mo, in gran­de for­ma, e so­no con­vin­to di po­ter gio­ca­re an­co­ra ad al­ti li­vel­li. Vo­glio tor­na­re in ci­ma. E tor­ne­rò». Ri­par­ten­do an­che dal­la B: «Cer­to, l'im­por­tan­te è rien­tra­re su­bi­to. An­che a ot­tan­ta­mi­la eu­ro, se ne­ces­sa­rio». Sì, sca­le­reb­be in vet­ta: co­me Ja­mes J. Brad­dock det­to Cin­de­rel­la Man. Ce­ne­ren­to­lo: «Il pu­gi­le, co­no­sco la sua sto­ria: straor­di­na­ria. Un'ispi­ra­zio­ne» .

«Mi al­le­no da ospi­te del Mo­de­na, so­no pron­to a qual­sia­si so­lu­zio­ne. E non lo fac­cio per sol­di»

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Fa­bia­no San­ta­cro­ce, 29 an­ni, è out dal fal­li­men­to del Par­ma

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