Ju­ve show il To­ri­no è tra­vol­to

Dop­piet­ta di Za­za, poi per­le di Dy­ba­la e Pog­ba. I gra­na­ta in 10 (espul­so Mo­li­na­ro) ce­do­no

Corriere dello Sport Stadio (Firenze) - - Da Prima Pagina - di Al­ber­to Pol­ve­ro­si IN­VIA­TO A TO­RI­NO

Se non ci so­no Dy­ba­la e Man­d­zu­kic, ci pen­sa Za­za. Co­sì la Ju­ve è dav­ve­ro im­bat­ti­bi­le. Se al cam­pio­na­to si uni­sce la Cop­pa Ita­lia fan­no 7 vit­to­rie a fi­la sul suo­lo ita­li­co, do­ve in que­sto mo­men­to ha una so­la ri­va­le, l’In­ter. Ie­ri ha schian­ta­to il To­ri­no, con la dop­piet­ta dell’at­tac­can­te me­no uti­liz­za­to, Si­mo­ne Za­za, con la ri­fi­ni­tu­ra di Dy­ba­la, en­tra­to nel se­con­do tem­po, e il col­po fi­na­le di Pog­ba. Quat­tro a ze­ro fra­go­ro­so in un der­by co­sì do­mi­na­to da chiu­der­lo col 72 per cen­to di pos­ses­so pal­la, con un pri­mo tem­po di con­trol­lo e una ri­pre­sa d’as­sal­to, fa­vo­ri­ta dall’espul­sio­ne di Mo­li­na­ro do­po 4’ per due gial­li, il se­con­do per un’en­tra­ta du­ra e scioc­ca, co­mun­que evi­ta­bi­le, su Li­ch­tstei­ner.

SU­BI­TO J UVE. Pur sen­za esa­ge­ra­re con rit­mo, ve­lo­ci­tà e in­ten­si­tà, la J uve ha pre­so pos­ses­so del gio­co fin dall’ini­zio. Schie­ran­do­si con lo stes­so mo­du­lo del To­ro, la squa­dra di Al­le­gri pre­va­le­va nei duel­li di­ret­ti. Mar­chi­sio, per esem­pio, era mol­to più pre­sen­te nel­la ma­no­vra di Gazzi, Khe­di­ra ave­va un pas­so de­ci­sa­men­te più po­ten­te e si­cu­ro di Ba­sel­li e Pog­ba sfug­gi­va spes­so al più di­sor­di­na­to Ac­quah. Su­gli ester­ni, in­ve­ce, le sfi­de all’ini­zio era­no pa­ri, con i due bra­si­lia­ni Alex San­dro e Bru­no Pe­res che, una vol­ta in pos­ses­so del­la pal­la, aumentavan­o la ve­lo­ci­tà dell’azio­ne. Poi lo ju­ven­ti­no pren­de­rà il lar­go. La su­pre­ma­zia fi­si­ca e atle­ti­ca del­la Ju­ve era ab­ba­stan­za net­ta, ma non si tra­sfor­ma­va in pe­ri­co­li con­cre­ti per­ché la cop­pia Za­za-Mo­ra­ta non sem­bra­va trop­po in sin­to­nia. An­co­ra più in difficoltà era­no Ma­xi Lo­pez e Be­lot­ti sull’al­tro ver­san­te, tan­to ché Ne­to non do­vrà fa­re una so­la pa­ra­ta.

IL COL­PO DEL­LA COP­PIA. L’im­pres­sio­ne in­cer­ta sul­la cop­pia ju­ven­ti­na è sta­ta spaz­za­ta via nel mo­do più net­to in oc­ca­sio­ne del gol, quan­do Mo­ra­ta ha dan­za­to sul­la si­ni­stra fa­cen­do fuo­ri Bo­vo, Bru­no Pe­res e poi an­co­ra Bo­vo pri­ma di piaz­za­re al cen­tro dell’area la pal­la che Za­za, con una splen­di­da mez­za ro­ve­scia­ta di si­ni­stro, in per­fet­ta coor­di­na­zio­ne gam­ba tron­co, ha sca­ra­ven­ta­to sot­to la tra­ver­sa. Sul­la re­te che ha por­ta­to in van­tag­gio la Ju­ve c’era pe­rò un dub­bio: due mi­nu­ti pri­ma, spin­to dal­la sua no­ta ir­ruen­za, Za­za ave­va ri­schia­to la se­con­da am­mo­ni­zio­ne per un in­ter­ven­to su Icha­zo. Po­te­va non es­ser­ci all’ap­pun­ta­men­to con l’as­si­st di Mo­ra­ta.

I GIAL­LI. La par­ti­ta si è un po’ in­cat­ti­vi­ta e Do­ve­ri, per non far­se­la scap­pa­re di ma­no, ha ce­ra­to di fre­nar­la con i car­tel­li­ni: quat­tro, due per par­te, al­la fi­ne del pri­mo tem­po. Pre­so il gol, il To­ro pe­rò non ha rea­gi­to. Si è mes­so ad aspet­ta­re la Ju­ve nel pro­prio cen­tro­cam­po e la Ju­ve non ave­va nes­su­na in­ten­zio­ne di al­za­re il rit­mo, co­sì la pal­la ri­ma­ne­va per lun­ghi mi­nu­ti fra i pie­di di Bo­nuc­ci, Chiel­li­ni e Ru­ga­ni. Non ab­bia­mo ca­pi­to la scel­ta del To­ro che ha la­scia­to il 64 per cen­to di pos­ses­so pal­la a un av­ver­sa­rio già in van­tag­gio.

IL ROS­SO. I pri­mi 10’ del se­con­do tem­po han­no chiu­so la par­ti­ta. Ha se­gna­to Bo­nuc­ci ma se­con­do il guar­da­li­nee Pas­se­ri in fuo­ri­gio­co, men­tre in­ve­ce Mo­li­na­ro sem­bra­va te­ner­lo in gio­co. Dal gio­co è usci­to lo stes­so Mo­li­na­ro al 4’ per il se­con­do gial­lo, il pri­mo per un fal­lo su Khe­di­ra nel pri­mo tem­po, il se­con­do per un fal­lo su Li­ch­tstei­ner. Dal­la pu­ni­zio­ne è ar­ri­va­to il 2-0 di Za­za che ai bor­di dell’area pic­co­la, fred­do e spie­ta­to, ha drib­bla­to Mo­ret­ti e di si­ni­stro ha in­fi­la­to la pal­la sul pa­lo lon­ta­no do­po aver­la fat­ta pas­sa­re fra le gam­be di Glik. Con per­fet­ta scel­ta di tem­po, Al­le­gri lo ha tol­to per far en­tra­re Dy­ba­la. Za­za ha chie­sto il per­ché al tec­ni­co, ma do­ve­va ca­pir­lo da so­lo: era a un pe­lo dal se­con­do gial­lo. La Ju­ve ha pre­so il pal­lo­ne e i vec­chi sag­gi co­me Bo­nuc­ci e Chiel­li­ni ave­va­no de­ci­so di por­tar­se­lo a ca­sa: 2-0 nel der­by an­da­va non be­ne, be­nis­si­mo. Ma i gio­va­ni si sa, so­no ir­ri­ve­ren­ti, ave­va­no an­co­ra trop­pa vo­glia di gio­ca­re e se­gna­re. Co­sì Dy­ba­la ha fat­to il ter­zo gol su as­si­st di Mo­ra­ta e Pog­ba il quar­to su pu­ni­zio­ne. Vit­to­ria, qua­li­fi­ca­zio­ne, fe­sta, trion­fo.

Pog­ba, 22 an­ni, ie­ri a se­gno su pu­ni­zio­ne

LAP­RES­SE

Il por­tie­re uru­gua­ia­no del To­ri­no, Sal­va­dor Icha­zo, si ar­ren­de a Za­za ab­brac­cia­to da Mo­ra­ta e Bo­nuc­ci

LAP­RES­SE

La gio­ia di Dy­ba­la, la de­di­ca ad Alex e Ric­ky

ANSA

La fe­sta di Pog­ba per Za­za: due pro­ta­go­ni­sti del­la se­ra­ta

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