Be­ni­tez ri­ve­la: Io al­le­na­to­re an­che di ba­sket

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Calcio - di An­drea Ba­roc­ci

RO­MA - Pro­va­te ad im­ma­gi­na­re un mon­do spor­ti­vo pa­ral­le­lo al no­stro. Stes­si per­so­nag­gi, stes­se pas­sio­ni, e an­che stes­se brut­tu­re. In que­sta real­tà al­ter­na­ti­va Ra­fa Be­ni­tez è se­du­to sul­la sua pan­chi­na: al­la si­ni­stra ha il suo vi­ce, al­la de­stra i gio­ca­to­ri che ha de­ci­so di non schie­ra­re. Si al­za, gri­da qual­co­sa ad un suo ra­gaz­zo che ha per­so pal­la a me­tà cam­po, e do­po nep­pu­re 5 mi­nu­ti man­da a quel pae­se l’uo­mo con il fi­schiet­to che gli pas­sa ac­can­to (ov­via­men­te con la con­sue­ta si­gno­ri­li­tà): «Ar­bi­tro, fi­schia qual­co­sa ogni tan­to an­che per noi! Era­no due ti­ri li­be­ri quel­li! ». L’ar­bi­tro lo ac­con­ten­ta e fi­schia, ma un fal­lo tec­ni­co: due ti­ri li­be­ri e ri­mes­sa dal la­to per gli av­ver­sa­ri...

Eh sì, per­chè in que­sto mon­do al­ter­na­ti­vo Be­ni­tez, l’al­le­na­to­re che gui­dò il Li­ver­pool al­la con­qui­sta del­la Cham­pions Lea­gue nel 2005, l’ere­de di Mou­ri­n­ho all’In­ter, è un coa­ch di ba­sket: pre­pa­ra­to, sim­pa­ti­co, bra­vis­si­mo.

Fan­ta­scien­za? Non trop­po, vi­sto che la pri­ma pas­sio­ne di Ra­fa, il cin­quan­ten­ne spa­gno­lo su­bi­to vin­cen­te an­che a Mi­la­no, non è sta­to il foot­ball, ma la pal­la­ca­ne­stro. « Mi pia­ce dav­ve­ro, e mi pia­ce­va an­co­ra di più quan­do ero gio­va­ne», ha rac­con­ta­to Be­ni­tez al si­to del­la Fi­ba, la Fe­de­ra­zio­ne In­ter­na­zio­na­le di Ba­sket.

GIO­CA­TO­RE - Il bel­lo è che il tec­ni- co ne­raz­zur­ro que­sto suo amo­re per la pal­la a spic­chi, se­con­do sport na­zio­na­le spa­gno­lo, non lo ha col­ti­va­to so­lo co­me spet­ta­to­re. «Ho gio­ca­to un po’. Poi ho fat­to un cor­so per al­le­na­to­ri e ho ri­ce­vu­to il pa­ten­ti­no da tec­ni­co». Il ba­sket co­me pas­sio­ne del gio­va­ne Ra­fa. E for­se co­me pos­si­bi­le fu­tu­ro che non è mai ar­ri­va­to. « Ave­vo de­ci­so di stu­dia­re la pal­la­ca­ne­stro co­me ma­te­ria che avreb­be fat­to par­te del mio cor­so di stu­di all’Isef (l’Isti­tu­to di edu­ca­zio­ne Fi­si­ca a Ma­drid, ndr). E per di più ho avu­to la for­tu­na di ave­re tra i miei in­se­gnan­ti al­cu­ni tra i più fa­mo­si ex gio­ca­to­ri del Real Ma­drid »

Poi la sua vi­ta, co­me nel film Sli­ding Doors, ha pre­so un’al­tra di­re­zio­ne. Il pal­lo­ne da ba­sket è rim­bal­za­to fuo­ri dal­la sua pa­le­stra, sì è tra­sfor­ma­to in una sfe­ra da cal­cio, è fi­ni­to in un cam­po in er­ba e l’ha strap­pa­to a quel­la real­tà al­ter­na­ti­va che avreb­be po­tu­to es­se­re e non è sta­ta.

Lui og­gi è un nu­me­ro uno del foot­ball, di rim­pian­ti ne ha po­chi. Ep­pu­re quell’at­tra­zio­ne ma­gne­ti­ca che so­lo la bel­lez­za del­la pal­la­ca­ne­stro rie­sce ad eser­ci­ta­re, con­ti­nua a stre­gar­lo. Tan­to è ve­ro che sin dai suoi esor­di ha sem­pre cer­ca­to di adat­ta­re il con­ti­nuo mo­vi­men­to sul par­quet an­che al cal­cio. «So­no sta­to in­vi­ta­to a qual­che par­ti­ta dell’Ar­ma­ni Jeans Mi­la­no, ma sfor­tu­na­ta­men­te non ho mol­to tem­po li­be­ro...»

Ha­sta el ba­lon­ce­sto, Ra­fael!

MA­DRI­LEÑO

Ra­fael Be­ni­tez, 50 an­ni, è na­to a Ma­drid

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