Al­le­gri: Ora sia­mo più for­ti

«E’ un Mi­lan che è cre­sciu­to: ab­bia­mo con­di­zio­ne, in­te­sa e di­spo­ni­bi­li­tà al sa­cri­fi­cio»

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Calcio - Dall'in­via­to

An­to­nio Ma­glie AU­XER­RE - «Que­sta vit­to­ria la de­di­chia­mo a In­za­ghi. Ie­ri sera è sta­to ope­ra­to e lo ab­bia­mo per­so per tut­ta la sta­gio­ne». Massimilia­no Al­le­gri lo di­ce pri­ma di sa­lu­ta­re: in que­sta se­ra­ta di fe­sta, con gli ot­ta­vi già im­ma­gaz­zi­na­ti, l'uni­ca no­ta do­len­te è rap­pre­sen­ta­ta dal­la no­ti­zia ar­ri­va­ta da Bar­cel­lo­na: non buo­na. Ma lui è nel­la men­te e nel cuo­re di tut­ti per­ché sen­za quel­la sua dop­piet­ta con­tro il Real, le co­se per il Mi­lan si sa­reb­be­ro po­tu­te met­te­re de­ci­sa­men­te peg­gio. I gol di Ibra­hi­mo­vic e di Ro­nal­di­n­ho co­me una con­se­guen­za di quel­li, im­por­tan­tis­si­mi, di Pip­po, ora al­le pre­se con un in­for­tu­nio de­ci­sa­men­te se­rio.

ELO­GIO DI IBRA - An­co­ra una vol­ta la stra­da ver­so la vit­to­ria è sta­ta spia­na­ta da Ibra­hi­mo­vic. Quar­to gol nel­le ul­ti­me quattro par­ti­te. A que­sta pun­tua­li­tà Al­le­gri ri­schia di abi­tuar­si: «Ibra è sta­to bra­vis­si­mo nell'at­tac­ca­re una pal­la mol­to si­mi­le a quel­la che ave­va avu­to Gat­tu­so nel pri­mo tem­po: Ri­no ha ti­ra­to al­to, Zla­tan ha fat­to gol, un gran gol. Lui è su­per, non so­lo in Ita­lia. Se do­ves­se man­ca­re sa­rei in dif­fi­col­tà, pun­te­rei sul­la tec­ni­ca di Ro­bi­n­ho e Di­n­ho». E' un Mi­lan che fun­zio­na, sul ver­san­te na­zio­na­le e su quel­lo in­ter­na­zio­na­le, no­no­stan­te le as­sen­ze, co­me quel­la di Pir­lo, che un po', nel pri­mo tem­po si è fat­ta sen­ti­re. Di­ce Al­le­gri: «Pir­lo ha del­le qua­li­tà e del­le ca­rat­te­ri­sti­che gli al­tri non han­no. Ma quel­li che so­no an­da­ti in cam­po han­no gio­ca­to be­ne, han­no ge­sti­to ot­ti­ma­men­te la pal­la». Nei pri­mi qua­ran­ta­cin­que mi­nu­ti, il Mi­lan un po' ha sof­fer­to, non ha ri­schia­to gran­ché, ma fa­ti­ca­va a ripartire. Spie­ga l'al­le­na­to­re: «Io cre­do che ab­bia­mo con­trol­la­to be­ne la par­ti­ta. Ab­bia­mo avu­to un po' di pro­ble­mi all'ini­zio a cau­sa di una cer­ta im­pre­ci­sio­ne, di ap­pog­gi sba­glia­ti. Lo­ro ci han­no schiac­cia­to un po', non crean­do gros­si pe­ri­co­li, ma crean­do pres­sio­ne». Il bi­lan­cio al­la fi­ne è tor­na­to per­ché, co­me ha am­mes­so il tec­ni­co dell'Au­xer­re, Fer­nan­dez, la dif­fe­ren­za l'ha fat­ta la qua­li­tà tec­ni­ca e su que­sto ter­re­no il con­fron­to tra le due squa­dre era dav­ve­ro im­pa­ri.

DI­FE­SA GRA­NI­TI­CA - Ma le buo­ne no­ti­zie per Al­le­gri non so­no ve­nu­te sol­tan­to dal re­par­to of­fen­si­vo. Per la ter­za vol­ta con­se­cu­ti­va la squa­dra non ha su­bì­to gol: un se­gna­le de­ci­sa­men­te con­for­tan­te per­ché per rag­giun­ge­re i tra­guar­di bi­so­gna se­gna­re ma bi­so­gna an­che (for­se so­prat­tut­to) non far se­gna­re. Lui, Al­le­gri, non fa la ruo­ta del pa­vo­ne: «Non è che ho tro­va­to la qua­dra­tu­ra del cer­chio. Il fat­to è che quan­do se­gni gio­chi con mag­gio­re si­cu­rez­za. Ma non in­cas­sia­mo gol per un mo­ti­vo mol­to sem­pli­ce: per­ché tut­ti la­vo­ra­no per ot­te­ne­re que­sto ri­sul­ta­to, tut­ti si sa­cri­fi­ca­no. In più è cre­sciu­ta la con­di­zio­ne fi­si­ca e l’in­te­sa tra me e la squa­dra. Tor­nia­mo a ca­sa più for­ti».

RO­NAL­DI­N­HO OK - Al­la vi­gi­lia il bra­si­lia­no è sta­to una sor­ta di con­vi­ta­to di pie­tra: tut­ti i di­bat­ti­ti ruo­ta­va­no in­tor­no a lui tan­to da in­dur­re il tec­ni­co dell'Au­xer­re ad af­fer­ma­re che sen­za Ro­nal­di­n­ho il Mi­lan è più for­te. Il ra­gaz­zo si è «ven­di­ca­to» chiu­den­do i con­ti con il gol del rad­dop­pio. Al­le­gri sor­ri­de: «Le mie sen­sa­zio­ni so­no tut­te po­si­ti­ve. Al­le­no un grup­po di gio­ca­to­ri che si met­to­no l'uno a di­spo­si­zio­ne dell'al­tro. E an­che Ro­nal­di­n­ho quan­do è en­tra­to in cam­po ha ge­sti­to un pa­io di pal­lo­ni mol­to be­ne e poi ha an­che se­gna­to. Tut­ti si de­vo­no met­te­re a di­spo­si­zio­ne del­la squa­dra». In­som­ma: un gol in­ci­de sul­le sen­sa­zio­ni non sul­le con­vin­zio­ni. Tut­ti pro­mos­si in que­sta se­ra­ta di fe­sta, an­che Ro­bi­n­ho che è ap­par­so me­no bril­lan­te che in al­tre oc­ca­sio­ni: «So­no con­ten­to di quel­lo che ha fat­to, si sa­cri­fi­ca per la squa­dra. Spia­ce che ab­bia avu­to l'oc­ca­sio­ne per se­gna­re e non l'ab­bia sfrut­ta­ta. Ma sta fa­cen­do mol­to be­ne».

La fe­sta del Mi­lan do­po il gol di Ibra che ha sbloc­ca­to la par­ti­ta sul cam­po dell’Au­xer­re

«Que­sta vit­to­ria la vo­glio de­di­ca­re a In­za­ghi che ha chiu­so pur­trop­po la sua an­na­ta. Non su­bia­mo gol da tre ga­re: c’è si­cu­rez­za»

«Ibra è un gran­de non so­lo in cam­pio­na­to. Se do­ves­se man­ca­re pen­so che sa­rei in dif­fi­col­tà. Ma avrei Ro­bi­n­ho e Di­n­ho...»

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