«De­di­ca­to a chi mi è sta­to vi­ci­no E ora co­min­cia un’al­tra sta­gio­ne»

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Calcio -

Do­po la re­te, un’esul­tan­za so­gna­ta e pre­pa­ra­ta: il pu­gno sul cuo­re la ri­ve­ren­za ver­so la gen­te, la cor­sa ver­so Mi­ha­j­lo­vic, «uno dei po­chi che mi ha di­fe­so sem­pre e co­mun­que»

FI­REN­ZE - Un pu­gno sul cuo­re. Un in­chi­no. Un sor­ri­so. E poi una cor­sa, ver­so la pan­chi­na per un ab­brac­cio che ha fat­to sto­ria. Il Fran­chi, in­tor­no, per un at­ti­mo si è fer­ma­to. Gli oc­chi era­no tut­ti su di lui, Adrian Mu­tu, il ge­nio e la sre­go­la­tez­za, «il cal­cia­to­re sì, ma an­che l'uo­mo - co­me ha rac­con­ta­to su­bi­to do­po - che pro­prio per­ché ta­le, ogni tan­to, può an­che sba­glia­re». Lo sta­dio ha an­che ap­plau­di­to. Il fe­no­me­no ave­va im­ma­gi­na­to ogni par­ti­co­la­re. Que­sto gol, ar­ri­va­to 319 gior­ni e 440 mi­nu­ti do­po il suo ul­ti­mo in cam­pio­na­to - il 17 gen­na­io scor­so con­tro il Bo­lo­gna - sa­pe­va be­nis­si­mo co­me lo avreb­be fe­steg­gia­to. Ai suoi ami­ci più fi­da­ti ave­va per­si­no con­fes­sa­to tut­to, an­che che sa­reb­be cor­so ad ab­brac­cia­re il suo al­le­na­to­re, «for­se uno dei po­chi ca­pa­ci di di­fen­der­mi pub­bli­ca­men­te da qual­sia­si af­fron­to o ac­cu­sa». Quell'at­ti­mo, l’at­ti­mo del gol lo ter­rà den­tro per sem­pre.

RI­NA­SCI­MEN­TO - La sua vi­ta ri­co­min­cia da qui. «Mi au­gu­ro di es­se­re il nuo­vo ac­qui­sto del­la Fio­ren­ti­na, quel gio­ca­to­re di cui ave­va­no sem­pre avu­to bi­so­gno e che ora è qui, pron­to a da­re il mas­si­mo per la squa­dra. De­vo pen­sa­re a sta­re be­ne e a con­ti­nua­re su que­sta stra­da». Mu­tu si ri­vol­ge su­bi­to al­la sua gen­te, ai suoi ti­fo­si. «Quel pu­gno sul cuo­re è sta­to un mes­sag­gio per tut­ti lo­ro, per­ché han­no sa­pu­to star­mi ac­can­to, pron­ti a far­mi re­spi­ra­re il lo­ro ca­lo­re. Di que­sti no­ve me­si vis­su­ti ai mar­gi­ni da tut­to, qui mi han­no sem­pre fat­to sen­ti­re qual­cu­no. La cit­tà, i com­pa­gni, la squa­dra, la so­cie­tà. La ti­ra­ta d’orec­chie del pre­si­den­te Co­gni­gni? Ho un ot­ti­mo rap­por­to sia con i pro­prie­ta­ri che con il pre­si­den­te. Io di­co piut­to­sto che tut­ti lo­ro cer­ca­no... di sti­mo­lar­mi.

«La cit­tà, i com­pa­gni, la squa­dra e la so­cie­tà mi han­no fat­to sem­pre sen­ti­re qual­cu­no. A vol­te fac­cio de­gli er­ro­ri e rea­gi­sco ma­le: cer­che­rò di mi­glio­ra­re, an­che co­me per­so­na»

Mu­tu som­mer­so do­po il gol

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