«Qual è il se­gre­to? Mi ha fat­to be­ne tor­na­re a ca­sa mia, so­no con­ten­to per il Par­ma»

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Calcio - Pao­lo Gros­si/ass

PAR­MA - 151 gol in se­rie A, 63 con la ma­glia del Par­ma. Her­nan Cre­spo ne ha se­gna­ti cin­que nel­le ul­ti­me tre gior­na­te e quel­li di ie­ri han­no, per lui, un gu­sto par­ti­co­la­re, an­che se non lo am­met­te­rà mai. Cre­spo è in­fat­ti a Par­ma dal­lo scor­so gen­na­io, ma nel gi­ro­ne di ri­tor­no dell'an­no scor­so ha se­gna­to so­lo un gol inu­ti­le all'ul­ti­ma gior­na­ta. 889 mi­nu­ti, 1 gol: la peg­gior me­dia rea­liz­za­ti­va del­la sua car­rie­ra. Al Ge­noa, nel gi­ro­ne di an­da­ta, ne ave­va fat­ti 5, ad esem­pio, in 691 mi­nu­ti. Per qual­cu­no era il chia­ro sin­to­mo che, a 35 an­ni, ave­va im­boc­ca­to il via­le del tra­mon­to. Lui pe­rò in cuor suo sa­pe­va, an­che se non ha mai fat­to una so­la di­chia­ra­zio­ne in que­sto sen­so, che era il gio­co del Par­ma di Gui­do­lin a pe­na­liz­zar­lo. Trop­po so­lo lui là da­van­ti. E gli si chie­de­va più di fa­re la boa e fa­vo­ri­re gli in­se­ri­men­ti al­trui che di an­da­re a con­clu­de­re. Po­chi i cross dal­le fa­sce. S'è pre­so le sue cri­ti­che e ha ac­cet­ta­to i giu­di­zi co­me fa­ce­va quat­tor­di­ci an­ni fa.

TROP­PO BEL­LO - Que­st'an­no è ri­par­ti­to, e Mar­ques per die­ci par­ti­te ha sco­del­la­to tan­ti cross da si­ni­stra. Ma ha sem­pre tar­da­to trop­po, li ha fat­ti pre­ce­de­re da drib­bling e con­tro drib­bling: in quel mo­do la di­fe­sa si piaz­za, e Her­nan fa fa­ti­ca ad an­ti­ci­pa­re la con­clu­sio­ne. Quan­do ha co­min­cia­to a gio­ca­re An­ge­lo, è sta­to per Cre­spo co­me stro­fi­na­re la lam­pa­da di Ala­di­no: pal­lo­ni mes­si ra­pi­da­men­te, lui si scrol­la di dos­so la pol­ve­re e tor­na a fa­re gol, di­mo­stran­do a tut­ti che non è an­co­ra l'ora del tra­mon­to. «So­no sod­di­sfat­to - ha det­to ie­ri in sa­la stam­pa - ho tro­va­to, di­mo­stran­do­lo con i fat­ti, continuità di gio­co co­me ti­to­la­re. Par­la­re di me stes­so, so­prat­tut­to qui a Par­ma, non mi pia­ce. Pos­so so­lo di­re che so­no mol­to con­ten­to per il Par­ma e per i miei com­pa­gni: stia­mo ri­sa­len­do».

TROP­PO BE­NE - La do­man­da ov­via è qua­le sia il se­gre­to del­la sua lon­ge­vi­tà: «Tan­ta pas­sio­ne e vo­glia di met­ter­mi in gio­co. Si­cu­ra­men­te mi ha fat­to be­ne tor­na­re a Par­ma, a ca­sa mia, do­ve mi tro­vo al­la gran­de sot­to tut­ti pun­ti di vi­sta. In­gre­dien­ti che ti fan­no ve­ni­re vo­glia di con­ti­nua­re. Poi cer­ti istin­ti non si per­do­no, dal pun­to di vi­sta atle­ti­co puoi re­ga­la­re qual­co­sa nel cor­so de­gli an­ni, ma la vo­glia di fa­re e il "me­stie­re" den­tro l'area non li puoi com­pra­re». E i suoi nu­me­ri cre­sco­no: «Ogni gol, per me, è una sen­sa­zio­ne par­ti­co­la­re: da­re qual­che se­con­do di al­le­gria al­la gen­te e ai tuoi com­pa­gni di squa­dra è bel­lis­si­mo». Sul­la ga­ra di ie­ri Cre­spo spie­ga che «me­ri­ta­va­mo di chiu­de­re il pri­mo tem­po in van­tag­gio: ab­bia­mo gio­ca­to un ot­ti­mo cal­cio. Poi, nel se­con­do tem­po, do­po il 2-1, al­cu­ni in­for­tu­ni han­no con­di­zio­na­to il no­stro mat­ch. Nor­ma­le, quan­do per­di gio­ca­to­ri che ten­go­no il pal­lo­ne e so­no un pun­to di ri­fe­ri­men­to, per­de­re an­che qual­co­sa a li­vel­lo di gio­co».

TROP­PO FOR­TE - Fi­na­le con aned­do­to: «Ho in­con­tra­to nel­lo spo­glia­to­io il vi­ce di Gui­do­lin, Bor­to­luz­zi, e mi ha det­to: Ti ab­bia­mo stu­dia­to tut­ta la set­ti­ma­na, ma non c'è sta­to nien­te da fa­re, sei trop­po for­te...».

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