E’ Khe­di­ra l’ar­ma in più del­la Ju­ve

Il te­de­sco ri­dà al­la squa­dra l’au­to­ri­tà per­du­ta con Pir­lo

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Juventus - di Al­ber­to Pol­ve­ro­si

La se­con­da vit­to­ria in Cham­pions ha una lun­ga scia fe­li­ce. La Ju­ven­tus ha bat­tu­to il Si­vi­glia, pre­so la te­sta del gi­ro­ne di Cham­pions e ri­tro­va­to Sa­mi Khe­di­ra. E le tre buo­ne no­ti­zie so­no le­ga­te l’una all’al­tra. Khe­di­ra è il gio­ca­to­re che ser­vi­va al­la Ju­ve per sva­ria­te ra­gio­ni, co­sì co­me a lui ser­vi­va (ser­ve) la Ju­ve per tor­na­re il gio­ca­to­re di Stoc­car­da e dei pri­mi an­ni del Real Ma­drid. Se la rin­cor­sa del­la squa­dra cam­pio­ne d’Ita­lia ver­so se stes­sa può es­se­re bre­ve, quel­la di Khe­di­ra è lun­ga due an­ni. Ini­zia pro­prio in Ita­lia, a San Si­ro, per col­pa di uno scon­tro col gio­ca­to­re che due an­ni do­po gli la­sce­rà il po­sto a To­ri­no. No­vem­bre 2013, en­tran­do su Pir­lo (e non il con­tra­rio) du­ran­te Ita­lia-Ger­ma­nia, il te­de­sco si rom­pe il le­ga­men­to cro­cia­to an­te­rio­re del gi­noc­chio de­stro e sta fuo­ri 6 me­si. A Ma­drid lo ave­va vo­lu­to Mou­ri­n­ho, quel­li so­no in­ve­ce gli an­ni di An­ce­lot­ti che po­trà uti­liz­zar­lo mol­to po­co: 35 par­ti­te e ap­pe­na 1 gol nel­le ul­ti­me due sta­gio­ni ma­dri­di­ste. L’ad­dio è ine­vi­ta­bi­le, an­che per­ché l’an­no pri­ma al suo po­sto è ar­ri­va­to Kroos e di spa­zio nel Real ce n’è sem­pre me­no.

SO­LU­ZIO­NE. La Ju­ve è la so­lu­zio­ne idea­le. Ma­rot­ta lo pren­de per so­sti­tui­re Pir­lo, an­che se il ruo­lo non è pro­prio lo stes­so (e per il re­gi­sta è già sta­to da­to l’in­ca­ri­co a Mar­chi­sio). In real­tà, Khe­di­ra di­ven­ta il so­sti­tu­to di Vi­dal che la Ju­ve ce­de un pa­io di set­ti­ma­ne più tar­di. Fa la pri­ma par­ti­ta con la sua nuo­va squa­dra a Dan­zi­ca, cen­tra­le di cen­tro­cam­po nel 3-5-2, con Stu­ra­ro e Pog­ba ai fian­chi. Ma quel­lo, co­me det­to, non è il suo ruo­lo e lo con­fer­ma Al­le­gri che nel se­con­do tem­po lo fa gio­ca­re da in­ter­no con Mar­chi­sio re­gi­sta in una squa­dra schie­ra­ta col rom­bo. Ec­co la cop­pia su cui la Ju­ve po­trà ri­co­strui­re se stes­sa. Mar­chi­sio-Khe­di­ra gio­ca­no in­sie­me 44 mi­nu­ti, 19’ a Dan­zi­ca e 25’ a Mar­si­glia do­ve il te­de­sco si fa ma­le: fuo­ri due me­si per una le­sio­ne al bi­ci­pi­te fe­mo­ra­le del­la co­scia.

PERSONALIT­A’. E sia­mo al Si­vi­glia, al suo ri­tor­no che è pu­re il de­but­to. Khe­di­ra non è un gio­ca­to­re che cam­bia la squa­dra con la qua­li­tà, che in­ven­ta, che crea, che ri­fi­ni­sce, che stu­pi­sce. Khe­di­ra ha cam­bia­to la Ju­ve con la per­so­na­li­tà. E’ sta­to co­me ri­ve­de­re Pir­lo in mez­zo al cam­po, non per le gio­ca­te ma per il sen­so di re­spon­sa­bi­li­tà, per la ca­pa­ci­tà di riu­ni­re in­tor­no a sé la squa­dra. Her­na­nes non ha quel­le do­ti, ha bi­so­gno di ave­re al fian­co un gio­ca­to­re co­me il te­de­sco per al­leg­ge­rir­si di re­spon­sa­bi­li­tà che al­tri­men­ti lo con­di­zio­na­no. Nes­sun gio­ca­to­re del­la Ju­ven­tus ha vin­to la Cham­pions e il Mon­dia­le, Khe­di­ra sì, pe­ral­tro nel­lo stes­so an­no, l’in­di­men­ti­ca­bi­le 2014. Ed è quel­lo che ha por­ta­to a To­ri­no, la si­cu­rez­za di un gio­ca­to­re che ha già rag­giun­to il pun­to più al­to con la na­zio­na­le ed il club.

COP­PIA. E’ il gio­ca­to­re che man­ca­va al­la Ju­ve. Mar­te­dì se­ra la squa­dra lo ha ri­co­no­sciu­to co­me gui­da, si è sen­ti­ta più tran­quil­la, più sol­le­va­ta, sa­pe­va di ave­re in cam­po un gio­ca­to­re ca­pa­ce di pro­teg­ger­la. Cer­to, da Khe­di­ra non na­sce lo stes­so ba­glio­re di Pir­lo, ma il mo­do di sta­re sul cam­po, l’au­to­re­vo­lez­za, la cer­tez­za del­la po­si­zio­ne e dei mo­vi­men­ti, è iden­ti­co. Pri­ma in mez­zo al cam­po la Ju­ve si sen­ti­va or­fa­na di Vi­dal e Pir­lo, ora può sen­tir­si più tran­quil­la con Khe­di­ra e lo sa­rà an­co­ra di più col rien­tro di Mar­chi­sio. Non sap­pia­mo co­me li met­te­rà Al­le­gri, se in... dia­go­na­le (l’ita­lia­no re­gi­sta e il te­de­so in­ter­no co­me era suc­ces­so in ami­che­vo­le) o in oriz­zon­ta­le co­me è suc­ces­so mar­te­dì con Her­na­nes, ma la Ju­ve può tro­va­re una nuo­va vi­ta, me­no pro­ble­ma­ti­ca, con la sua cop­pia ita­lo-te­de­sca.

FA­CE­BOOK. «So­no con­ten­tis­si­mo di es­se­re tor­na­to sul cam­po e per da­re una ma­no al­la squa­dra. Un gra­zie af­fet­tuo­so ai ti­fo­si per il so­ste­gno - ha scrit­to Khe­di­ra su Fa­ceb­bok -. Mi sen­ti­vo co­me se fos­si tor­na­to a ca­sa»

All’esor­dio do­po l’in­for­tu­nio è sta­to su­bi­to ri­co­no­sciu­to co­me gui­da. E an­che Mar­chi­sio è pron­to...

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Sa­mi Khe­di­ra, 28 an­ni, è ar­ri­va­to al­la Ju­ve da svin­co­la­to

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