Mat­tia pe­rò ha se­gna­to in ami­che­vo­le

De­stro, 2 re­ti al­la Pri­ma­ve­ra. E pu­re Si­gno­ri fe­ce gol... all’ot­ta­va

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Bologna - Di Mat­teo Fo­gac­ci

Un gol in con­tro­pie­de, scat­ta­to sul fi­lo del fuo­ri­gio­co ed un si­ni­stro ad in­cro­cia­re. Il Bo­lo­gna vin­ce 2-0 l'ami­che­vo­le con la Pri­ma­ve­ra riem­pi­ta di gio­ca­tro­ri del­la pri­ma squa­dra e Mat­tia De­stro re­spi­ra. E' ve­ro, ses­san­ta mi­nu­ti gio­ca­ti a rit­mo blan­do non so­no il cam­pio­na­to. Ma per un at­tac­can­te ve­de­re la re­te che si gon­fia, an­che so­lo in al­le­na­men­to, è os­si­ge­no pu­ro. Quan­do que­sto av­ver­rà an­che in cam­pio­na­to que­sto os­si­ge­no, non so­lo da­rà spe­ran­za, ma di­ven­te­rà ener­gia ve­ra. Lo sa be­ne Mat­tia De­stro, che a so­li 24 an­ni, di re­ti in se­rie A ne ha se­gna­te 41 e spe­ra che il ri­tar­do con il qua­le que­sto nu­me­ro pos­sa au­men­ta­re sul­la ruo­ta di Bo­lo­gna sia so­lo un de­sti­no. Co­me quel­lo che por­tò Bep­pe Si­gno­ri al­la pri­ma sta­gio­ne con la ma­glia ros­so­blù. Per la sua ri­na­sci­ta sot­to le due tor­ri Si­gno­ri ha avu­to bi­so­gno di ben ot­to gior­na­te. E' ve­ro ave­va se­gna­to in Eu­ro­pa, ma an­che per lui l'as­sil­lo di non riu­sci­re a por­ta­re il pro­prio con­tri­bu­to in cam­pio­na­to era mol­to pe­san­te. Fi­no a que­sto mo­men­to bi­so­gna di­re che le at­te­nuan­ti per De­stro non so­no man­ca­te, men­tre è da con­si­de­ra­re co­me una ri­spo­sta po­si­ti­va il fat­to che a li­vel­lo atle­ti­co la sua con­di­zio­ne sia in con­ti­nuo mi­glio­ra­men­to. Dall'al­tra par­te l'aspet­to ne­ga­ti­vo, ol­tre a quel­lo del­la man­can­za di se­gna­tu­re, è il fat­to che si ri­cor­da­no pra­ti­ca­men­te sol­tan­to due oc­ca­sio­ni nel­le sei par­ti­te che ha gio­ca­to da ti­to­la­re. En­tram­be con la Fio­ren­ti­na. Per il re­sto nep­pu­re ti­ri ver­so la por­ta. Col­pa sua o col­pa di chi non lo ser­ve a do­ve­re. Cer­to è che ad ogni in­ter­vi­sta an­che i com­pa­gni di re­par­to si di­co­no cer­ti che l'in­te­sa sta ar­ri­van­do e che si trat­ta so­lo di ave­re pa­zien­za. Fi­no a que­sto mo­men­to, spe­cial­men­te i ti­fo­si ne han­no avu­ta tan­ta. Han­no sem­pre ap­plau­di­to l'at­tac­can­te, non han­no mai smes­so di so­ste­ner­lo, an­che quan­do era lam­pan­te che la gior­na­ta non fos­se del­le mi­glio­ri. Ora è ne­ces­sa­rio che il re­sto lo fac­cia lui e i suoi com­pa­gni. Bi­so­gna che ven­ga ser­vi­to sul­la cor­sa, do­ve può cer­ca­re tra fi­si­ci­tà e de­strez­za di su­pe­ra­re in cor­sa l'av­ver­sa­rio di­ret­to, de­ve es­se­re ser­vi­to me­glio nei tra­ver­so­ni dal­le fa­sce, co­se che il Bo­lo­gna uti­liz­za po­co e ma­le. Nel­lo stes­so mo­men­to bi­so­gna che cre­sca nel­la con­di­zio­ne per li­be­rar­si dal­la mar­ca­tu­ra.

Ul­ti­ma­men­te è dif­fi­ci­le tro­var­lo per­chè ri­ma­ne sem­pre die­tro al di­fen­so­re. Inol­tre, spe­cie se si gio­ca con il 4-2-3-1, non può sem­pre tor­na­re all'in­ter­no del­la pro­pria me­tà cam­po, al­tri­men­ti di­ven­ta im­pos­si­bi­le ri­par­ti­re in ma­nie­ra pe­ri­co­lo­sa, ma so­prat­tut­to non è il gio­ca­to­re giu­sto per fa­re re­par­to da so­lo. Spes­so, nel­le ul­ti­me par­ti­te, lo si ve­de in mez­zo a due di­fen­so­ri che lo strin­go­no e lo rad­dop­pia­no, sen­za che nes­sun com­pa­gno pos­sa sfrut­ta­re il fat­to che ri­ma­ne mol­to spa­zio a di­spo­si­zio­ne. L'idea tat­ti­ca di ave­re Brien­za die­tro a De­stro è si­cu­ra­men­te in­tel­li­gen­te, vi­sto che in que­sto mo­do si può sfrut­ta­re la fi­si­ci­tà dell'at­tac­can­te per una sor­ta di gio­co a due, co­me ac­ca­de spes­so nel ba­sket. Pur­trop­po, pe­rò, que­sto si è vi­sto so­lo in ra­ris­si­me oc­ca­sio­ni. E so­lo all'in­ter­no del­lo spo­glia­to­io pos­so­no va­lu­ta­re se le re­spon­sa­bi­li­tà so­no di De­stro o del re­sto del­la squa­dra che non lo ser­ve a do­ve­re.

Cer­to è che da lui e dai suoi gol di­pen­do­no mol­te del­le spe­ran­ze di sal­vez­za del Bo­lo­gna e bi­so­gna ca­pi­re se que­sto è uno sti­mo­lo o un pe­so che non lo ren­de tran­quil­lo. Co­me sem­pre le con­di­zio­ni am­bien­ta­li so­no le mi­glio­ri: po­ca pres­sio­ne e tan­ta com­pren­sio­ne. Nel­lo stes­so mo­men­to le aspet­ta­ti­ve so­no tan­te. E' sta­to l'ac­qui­sto più ri­le­van­te e quel­lo scel­to tra di­ver­se pos­si­bi­li­tà. Con il Pa­ler­mo è ne­ces­sa­rio in­ver­ti­re la ten­den­za, al­tri­men­ti di­ven­te­reb­be tut­to più dif­fi­ci­le.

Il te­st di ie­ri mat­ti­na è an­da­to be­ne E De­lio Ros­si stu­dia co­me ot­ti­miz­za­re il ruo­lo del bom­ber

Mat­tia De­stro nel­le im­ma­gi­ni di ie­ri: dop­pit­ta in ami­che­vo­le con­tro la Pri­ma­ve­ra

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