So­glia­no: Sì, gra­zie a San­ni­no il Car­pi ha rea­gi­to

«Ca­sto­ri? Il mio se­con­do eso­ne­ro in 10 an­ni. Squa­dra al cen­tro e de­ci­do in buo­na fe­de: giu­sto o sba­glia­to che sia»

Corriere dello Sport Stadio (Nazionale) - - Milan - Di Mas­si­mo Boc­cuc­ci In­fo­press

Sean So­glia­no ha ri­scrit­to la sto­ria del Car­pi. E' sta­to lui il pri­mo ad apri­re il nuo­vo cor­so do­po la sto­ri­ca pro­mo­zio­ne in Se­rie A quan­do il pa­tron bian­co­ros­so Ste­fa­no Bo­na­ci­ni l'ha scel­to per so­sti­tui­re l'uo­mo dei mi­ra­co­li Cri­stia­no Giun­to­li. Di mi­ra­co­lo ades­so ne ser­ve un al­tro per re­sta­re lad­do­ve gli emi­lia­ni so­no sa­li­ti tra la sor­pre­sa ge­ne­ra­le. E per ot­te­ner­lo non s'è ba­da­to a vol­ta­re pa­gi­na an­che in pan­chi­na con l'av­vi­cen­da­men­to tra l'eroi­co Ca­sto­ri, do­po sei gior­na­te (con due pun­ti) e la pe­san­te scon­fit­ta di Ro­ma mal­di­ge­ri­ta in un ca­len­da­rio du­ris­si­mo, e San­ni­no che pun­ta a di­ven­tar­lo ot­te­nen­do la sal­vez­za.

So­glia­no, la rea­zio­ne con­tro il To­ri­no è il pun­to di ri­par­ten­za

di que­sto Car­pi?

«E' sta­ta una par­ti­ta im­por­tan­te so­prat­tut­to per­ché sia­mo riu­sci­ti a vin­cer­la e in A è sem­pre dif­fi­ci­le. Ma og­gi non vo­glia­mo più vol­tar­ci in­die­tro guar­dan­do a co­sa è suc­ces­so. Ora per noi con­ta so­lo l'Ata­lan­ta che è in gran for­ma, si espri­me al me­glio in uno stadio do­ve è bel­lo gio­ca­re e do­ve c'è una ti­fo­se­ria cal­da. Stan­no fa­cen­do un buon cal­cio. Da par­te no­stra stia­mo la­vo­ran­do mol­to e be­ne, dob­bia­mo in­si­ste­re e con­ti­nua­re a im­pe­gnar­ci».

Co­sa ha por­ta­to San­ni­no fi­no­ra?

«Lo co­no­sco be­ne e ho vi­sto che la squa­dra ha rea­gi­to. Pre­fe­ri­sco pen­sa­re al grup­po che si con­cen­tra co­me ha di­mo­stra­to di sa­per fa­re. Me­glio far par­la­re il tem­po, ades­so ci si de­ve al­le­na­re».

Co­me vi sie­te ge­sti­ti con il pa­tron nel­le dif­fi­col­tà?

«Sap­pia­mo di aver in­con­tra­to squa­dre for­ti, ma ogni vol­ta è co­sì per­ché a que­sti li­vel­li di fa­ci­le non c'è pro­prio nien­te. Non so­no am­mes­si er­ro­ri, an­che mi­ni­mi. E' il pri­mo an­no as­so­lu­to per la so­cie­tà, l'am­bien­te, di­ver­si gio­ca­to­ri e quin­di le dif­fi­col­tà so­no più al­te. A me pia­ce fa­re i di­scor­si ne­gli spo­glia­toi e nell'uf­fi­cio con i di­ri­gen­ti sen­za gran­di ana­li­si pub­bi­che. Sap­pia­mo di do­ver ti­ra­re il mas­si­mo set­ti­ma­na per set­ti­ma­na. Que­sto è il mio mo­do di la­vo­ra­re

e amo par­la­re po­co».

La so­sta sta aiu­tan­do?

«Ma­ga­ri do­po un ri­sul­ta­to po­si­ti­vo ci sta che ti pren­de l'ener­gia e al con­tem­po cre­sce l'au­to­sti­ma. Stia­mo uti­liz­zan­do que­sti gior­ni per la­vo­ra­re un po' a li­vel­lo fi­si­co, per re­cu­pe­ra­re qual­che gio­ca­to­re sa­pen­do che ades­so ci aspet­ta­no ga­re an­che rav­vi­ci­na­te do­ve c'è bi­so­gno di tut­ti. C'è il mo­do per l'al­le­na­to­re di co­no­sce­re ap­pro­fon­di­ta­men­te il grup­po».

Il di­vor­zio da Ca­sto­ri è sta­to qual­co­sa di di­rom­pen­te?

«Si è det­to tan­tis­si­mo di que­sta sto­ria. Io guar­do avan­ti, pen­so al­le mo­ti­va­zio­ni e cre­do in quel­lo che si fa. In die­ci an­ni ho cam­bia­to due al­le­na­to­ri, in que­sto mo­men­to pre­fe­ri­sco pen­sa­re al pre­sen­te e al fu­tu­ro. C'è il Car­pi al cen­tro di tut­to. Si pren­do­no in buo­na fe­de le de­ci­sio­ni, giu­ste o sba­glia­te che sia­no».

Bor­riel­lo quan­to vi ha da­to fin qui?

«E' ar­ri­va­to con mol­ta vo­glia di fa­re e di di­mo­stra­re che può au­ta­re la squa­dra. Lo sta fa­cen­do gior­no do­po gior­no. Fi­no­ra c'è riu­sci­to per­ché l'in­se­ri­men­to è sta­to buo­no. Ci aspet­tia­mo mol­to da lui, co­me da tut­ti».

Bo­na­ci­ni co­sa le chie­de so­prat­tut­to?

«Un di­ret­to­re spor­ti­vo de­ve es­se­re sem­pre e stes­so. Ho ac­cet­ta­to vo­len­tie­ri que­sta sfi­da dif­fi­ci­le, mi pia­ce met­ter­mi in gio­co. Mi ha scel­to guar­dan­do ciò che ho fat­to, co­no­sce le mie ca­rat­te­ri­sti­che e sa co­me so­no. E' uno che la­vo­ra mol­to, pre­ten­de pro­fes­sio­na­li­tà e im­pe­gno: ci sia­mo tro­va­ti in sin­to­nia».

Ve­de il Car­pi su­pe­rio­re quel che ba­sta per sal­var­si?

«Ci dan­no tut­ti per sfa­vo­ri­ti, e fi­no al­la vi­gi­lia col To­ro ci da­va­no già re­tro­ces­si,. Non dob­bia­mo fa­re nes­sun pro­gram­ma se non met­te­re la rab­bia giu­sta per scom­bi­na­re un po' i pro­no­sti­ci».

«L’in­se­ri­men­to di Bor­riel­lo è buo­no Ci aspet­tia­mo mol­to da lui. Ci sal­ve­re­mo con la rab­bia»

Piaz­za pic­co­la vuol di­re mag­gio­re se­re­ni­tà?

«Non è una re­go­la. Le pres­sio­ni ci so­no e va vi­sto il con­te­sto. Qui cia­scu­no de­ve ave­re den­tro qual­co­sa per rag­giun­ge­re l'obiet­ti­vo».

Do­po la pri­ma vit­to­ria gli av­ver­sa­ri vi guar­da­ran­no con oc­chi di­ver­si?

«Non cre­do, ve­nia­mo da un suc­ces­so di va­lo­re ma ci so­no an­co­ra tan­te par­ti­te. Poi, non m'in­te­res­sa co­me ci guar­da­no gli al­tri. Ogni ri­sul­ta­to è un'im­pre­sa».

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