Tom­ma­si: E’ ora che la Le­ga fac­cia la co­sa giu­sta, vo­glia­mo gio­ca­re

Corriere dello Sport - - Calcio - Dall'in­via­to Andrea San­to­ni

FI­REN­ZE - «Scio­pe­ro a ol­tran­za? Non è que­sta la pro­spet­ti­va. Stia­mo la­vo­ran­do per po­ter gio­ca­re» . Ca­du­ta la que­stio­ne del con­tri­bu­to di so­li­da­rie­tà ( «Aves­si­mo ac­cet­ta­to di di­scu­ter­ne ve­ner­dì scor­so, ora sa­rem­mo la bar­zel­let­ta d'Ita­lia» ), si è se­du­to sul­la spon­da del fiu­me, Da­mia­no Tom­ma­si. E in quel­la po­si­zio­ne aspet­ta l'on­da di pie­na in pro­gram­ma do­ma­ni, gior­no dell'as­sem­blea di Le­ga, che por­te­rà via, nei suoi cal­co­li, gli ul­ti­mi osta­co­li che han­no im­pe­di­to fin qui la be­ne­det­ta fir­ma al nuo­vo ac­cor­do col­let­ti­vo. Ha scel­to la tri­bu­na di Co­ver­cia­no, l'ere­de di Cam­pa­na, do­ve ie­ri, ac­com­pa­gna­to dal se­gre­ta­rio Gra­zio­li, ha in­con­tra­to lun­ga­men­te gli az­zur­ri, per fa­re il pun­to del­la si­tua­zio­ne. FOR­ZA PRE­SI­DEN­TI - Si par­la del­le di­mis­sio­ni di Be­ret­ta, chie­ste da Cel­li­no. «Che ne pen­so? E' una do­man­da che va ri­vol­ta al pre­si­den­te di Le­ga. Noi tut­ti aspet­tia­mo la lo­ro as­sem­blea; spe­ria­mo che sia co­me do­vreb­be es­se­re, com­pat­ta, con­vin­ta e con pro­po­ste. Non è so­lo Cel­li­no, tan­ti club in que­sti gior­ni han­no fat­to del­le con­si­de­ra­zio­ni, pur­trop­po le co­se ne­gli ul­ti­mi tem­pi so­no an­da­te in un cer­to mo­do e que­sto è l'incontro più at­te­so, fi­nal­men­te an­che dai pre­si­den­ti. Le pre­mes­se so­no buo­ne. L'ac­cor­do è so­lo al pe­nul­ti­mo pun­to dell'or­di­ne del gior­no? Ma­ga­ri san­no già co­me chiu­der­lo... La sto­ria dell'ar­ti­co­lo 7 è grot­te­sca. La ve­ri­tà è che c'era so­lo un pro­ble­ma di vo­lon­tà» . NIEN­TE CA­STA - Vor­reb­be chiu­de­re an­che l'en­ne­si­ma po­le­mi­ca con la Le­ga e con Cal­de­ro­li: «Cia­scu­no può ave­re le sue sim­pa­tie e an­ti­pa­tie, per for­tu­na c'è il Par­la­men­to. Ma­ga­ri ci si può chie­de­re per­ché par­la­men­ta­ri e cal­cia­to­ri: si in­di­vi­dua­no in que­ste ca­te­go­rie le ca­ste, ma noi non lo sia­mo. Ab­bia­mo un pro­ble­ma di im­ma­gi­ne. Non ci so­no so­lo pri­vi­le­gi ma an­che me­ri­ti, per­cor­si in­di­vi­dua­li tal­vol­ta dif­fi­ci­li. Non sia­mo fi­gli di pa­pà» . Pro­prio lui, do­po un brut­to in­for­tu­nio, tor­nò a gio­ca­re al mi­ni­mo di sti­pen­dio.

«E poi noi cal­cia­to­ri non sia­mo cer­ta­men­te una ca­sta: evi­den­te­men­te è un pro­ble­ma di im­ma­gi­ne ma non sia­mo fi­gli di pa­pà»

MER­CA­TO PIU' BRE­VE - Poi al­cu­ne con­si­de­ra­zio­ni con­clu­si­ve, a pro­po­si­to del­la mo­der­ni­tà in­vo­ca­ta dai pre­si­den­ti: «Le ro­se am­pie, al­le­na­to­ri che già sal­ta­no. Ma che la­vo­ro può svol­ge­re un tec­ni­co d'esta­te quan­do sa che mol­ti dei gio­ca­to­ri con cui la­vo­ra la­sce­ran­no il po­sto ad al­tri che ma­ga­ri arrivano a cam­pio­na­to già ini­zia­to? Pen­so che ades­so pre­va­le so­lo la lo­gi­ca del mer­ca­to per club a fi­ne di lu­cro e non con la fi­na­li­tà di pro­dur­re sport» .

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