Va­len­ti­no III il re è tor­na­to

Trion­fa do­po ol­tre due an­ni e mez­zo, poi ba­cia la mo­to e fa fe­sta con i ti­fo­si. La sua ter­za car­rie­ra è co­min­cia­ta

Corriere dello Sport - - C Il Fatto Del Giorno - di Pao­lo Sca­le­ra

Sor­pas­so a Pe­dro­sa e fu­ga da bei tem­pi Con Lo­ren­zo al top, il duel­lo tra i due sa­reb­be sta­to epi­co

Sul­la li­nea del tra­guar­do si è gi­ra­to, e so­lo do­po aver con­trol­la­to con i suoi oc­chi che il secondo era lon­ta­no, ha al­za­to, scuo­ten­do­lo, il pu­gno in aria. Un ge­sto d’al­tri tem­pi, il mas­si­mo che si per­met­te­va­no i cen­tau­ri quan­do in­dos­sa­va­no an­co­ra la tu­ta ne­ra e il ca­sco a sco­del­la. Co­sì fe­steg­gia­va­no John Sur­tess, Jim Red­man, Gia­co­mo Ago­sti­ni, ma poi an­che Ro­berts, La­w­son, Spen­cer e Rai­ney pri­ma che Ke­vin Sch­wan­tz osas­se il ge­sto di al­zar­si sul­le pe­da­ne.

E’ sta­ta una ce­le­bra­zio­ne so­bria, quel­la di Va­len­ti­no Ros­si do­po la sua vit­to­ria di As­sen. Non c’è sta­ta nes­su­na im­pen­na­ta, nes­su­na sce­net­ta go­liar­di­ca. Avreb­be po­tu­to tran­quil­la­men­te pre­pa­rar­se­la per di­re, ehi, so­no tor­na­to! per­ché sa­pe­va di po­ter­lo vin­ce­re que­sto Gran Pre­mio d’Olan­da, ma non lo ha fat­to.

Co­me un to­re­ro do­po la fae­na - la se­rie di pas­si ri­tua­li che pre­ce­do­no l’uc­ci­sio­ne del to­ro - il Fe­no­me­no ha per­cor­so len­ta­men­te il gi­ro di rien­tro, si è fer­ma­to sot­to la cur­va dei suoi ti­fo­si a ren­der­gli omag­gio, è sta­to is­sa­to sul­le spal­le di uno di lo­ro - un al­tro ge­sto no­bi­le ed an­ti­co - per rien­tra­re poi al par­co chiu­so, sot­to il po­dio, do­ve ha ri­pe­tu­to l’at­to di ba­cia­re il suo nu­me­ro 46 e la Ya­ma­ha.

Ciao bel­la, so­no di nuo­vo qui, so­no di nuo­vo io. DUEL­LO MAN­CA­TO - E’ sta­ta, quel­la di ie­ri, la sua 47esi­ma vit­to­ria in sel­la al­la M1, la 67esi­ma in Mo­toGP, la 106esi­ma in to­ta­le. Ed an­che la vit­to­ria che se­gna la fi­ne di un di­giu­no lun­go ol­tre due an­ni e mez­zo, 45 gran pre­mi. L’ul­ti­ma in Ma­le­sia nell’ot­to­bre del 2010, pri­ma di pas­sa­re al­la Du­ca­ti.

Non si è rea­liz­za­to il so­gno, che for­se era an­che il suo, di ve­der­li en­tram­bi vin­cen­ti, ma in que­ste due sta­gio­ni Va­le è cre­sciu­to, co­me cre­sco­no tut­ti gli uo­mi­ni quan­do ca­pi­sco­no che in­se­gna più una scon­fit­ta di cen­to vit­to­rie.

Per que­sto, for­se, ie­ri il Fe­no­me­no non ha vo­lu­to sfi­da­re il de­sti­no in­ven- tan­do­si una ce­le­bra­zio­ne per un rien­tro epi­co. Con Jor­ge Lo­ren­zo in pi­sta con una cla­vi­co­la frat­tu­ra­ta ed ope­ra­ta tren­ta­sei ore pri­ma, ha ri­te­nu­to che qual­sia­si ma­ni­fe­sta­zio­ne di gio­ia ec­ces­si­va sa­reb­be sta­ta fuo­ri luo­go.

Co­sì Sua Ve­lo­ci­tà ha te­nu­to per sé la gio­ia stra­ri­pan­te del sor­pas­so su Da­ni Pe­dro­sa al ter­mi­ne del quin­to gi­ro che l’ha lan­cia­to in te­sta al­la ga­ra, la ca­par­bia re­si­sten­za, l’al­lun­go ed in­fi­ne la fu­ga solitaria che gli ha con­se­gna­to la vit­to­ria.

Per­ché ogni vit­to­ria è di­ver­sa e c’è quel­la ur­la­ta e quel­la da gu­sta­re qua­si in si­len­zio. Un suc­ces­so che an­che il suo com­pa­gno di squa­dra e gran­de ri­va­le, Jor­ge Lo­ren­zo, ha ono­ra­to con la sua pre­sen­za in pi­sta. Non fa­te­vi, in­fat­ti, in­gan­na­re da ciò che gal­leg­gia sul­la su­per­fi­cie dei fat­ti. Jor­ge non ha cor­so so­lo per por­ta­re a casa una man­cia­ta di pun­ti, ma per­ché sa­pe­va che, senza l’in­ci­den­te, il suo ri­va­le ad As­sen que­sta vol­ta sa­reb­be sta­to lui, il pe­sa­re­se. Ed an­che se spor­ti­va­men­te Ros­si ha am­mes­so che con Jor­ge in for­ma non sa­reb­be riu­sci­to a bat­ter­lo, ci ri­ma­ne il dub­bio di es­ser­ci per­si uno dei più bei duel­li de­gli ul­ti­mi vent’an­ni. Po­co ma­le. Ci ri­fa­re­mo più avan­ti. TER­ZA CAR­RIE­RA - Per­ché, non c’è dub­bio, que­sto è l’ini­zio del­la ter­za fa­se del­la car­rie­ra di Va­len­ti­no. Ci so­no sta­ti gli an­ni dei trion­fi a ri­pe­ti­zio­ne, quan­do tut­to sem­bra­va fa­ci­le e qua­si ine­vi­ta­bi­le, le due sta­gio­ni dif­fi­ci­li con la Ros­sa a due ruo­te e, ora, c’è il tem­po del ri­tor­no. Ri­ma­ne un cre­pu­sco­lo per­ché nes­su­no vi­ve o vin­ce per sem­pre, ma il ma­re co­mun­que si in­cen­dia ad ogni tra­mon­to. E ci re­ga­la ogni vol­ta uno stu­pen­do spet­ta­co­lo.

La fe­sta di Va­len­ti­no Ros­si, 34 an­ni, sul po­dio di As­sen (Ap). A si­ni­stra, il pe­sa­re­se in­co­rag­gia il com­pa­gno di squa­dra Jor­ge Lo­ren­zo, 26, pri­ma del­la cor­sa

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