Corriere dello Sport

La lun­ga mar­cia di Pip­po

- Di Et­to­re In­tor­cia Sports · Benevento Calcio · Benevento · Bologna F.C. 1909 · Bologna · U.C. Sampdoria · Filippo Inzaghi

Inu­ti­le gi­rar­ci in­tor­no: è la par­ti­ta di Pip­po In­za­ghi. Pun­to. Il con­fron­to spe­cu­la­re pas­sa­to-pre­sen­te è un clas­si­co del­la teo­ria jun­ghia­na ma pu­re l’es­sen­za di que­sto gio­co che ga­ran­ti­sce a tut­ti la chan­ce di ri­tro­var­si, pri­ma o poi. Que­sta chan­ce, at­te­sa 615 gior­ni, Su­per­pip­po se l’è an­da­ta a co­strui­re con te­na­cia e pa­zien­za, ri­met­ten­do­si in gio­co in B, stra­vin­cen­do il cam­pio­na­to e pre­pa­ran­do­si già da fi­ne giu­gno al­la nuo­va mis­sio­ne, far re­sta­re il Be­ne­ven­to in A. Un obiet­ti­vo che due an­ni fa a Bo­lo­gna fu cen­tra­to da Si­ni­sa, ar­ri­va­to al suo po­sto all’al­ba del gi­ro­ne di ri­tor­no.

In que­sto con­fron­to pas­sa­to-pre­sen­te, In­za­ghi ri­tro­ve­rà tut­ti, ma pro­prio tut­ti: il suo suc­ces­so­re in ros­so­blù, Si­ni­sa; gli stes­si di­ri­gen­ti che lo scel­se­ro e poi lo eso­ne­ra­ro­no; al­cu­ni di quei rin­for­zi ar­ri­va­ti a gen­na­io, a par­ti­re da quel So­ria­no che lui non fe­ce in tempo a sfrut­ta­re e che in­ve­ce è lea­der in­di­scus­so del Bo­lo­gna, og­gi co­me due sta­gio­ni fa. Pro­van­do a met­ter­ci nei pan­ni di Pip­po, la fac­cen­da può es­se­re sin­te­tiz­za­ta co­sì: il Bo­lo­gna non ha sa­pu­to aspet­tar­lo a gen­na­io do­po aver­gli fat­to di­spu­ta­re un gi­ro­ne d’an­da­ta con una ro­sa non ade­gua­ta al­le sue idee di cal­cio.

Un an­no, ot­to me­si e sei gior­ni do­po, che Bo­lo­gna ri­tro­va In­za­ghi? È pre­sto det­to: una squa­dra che, per ren­de­re al me­glio, ha bi­so­gno di as­sor­bi­re l’ener­gia e la men­ta­li­tà di Si­ni­sa. Chi ri­tro­va da av­ver­sa­rio il Bo­lo­gna? Un tec­ni­co, Su­per­pip­po, che nel San­nio ha com­ple­ta­to un per­cor­so di la­vo­ro tra­du­cen­do sul cam­po il cal­cio che ave­va in men­te: 4-3-2-1 ma con la ca­pa­ci­tà di cam­bia­re in cor­sa (con la Samp ha chiu­so e vin­to con il 3-5-2), coin­vol­gi­men­to del mag­gior nu­me­ro pos­si­bi­le di gio­ca­to­ri in fa­se of­fen­si­va, re­cu­pe­ro “al­to” del pos­ses­so pal­la.

In­za­ghi di­ce di non cer­ca­re ri­vin­ci­te ed è sin­ce­ro: pen­sa sem­pre al pros­si­mo suc­ces­so. Co­me Si­ni­sa, che elo­gia il suo la­vo­ro e spie­ga che quel­la di og­gi al “Ci­ro Vi­go­ri­to”, da­van­ti a mil­le for­tu­na­ti spet­ta­to­ri, è chia­ra­men­te una par­ti­ta al­la por­ta­ta del Bo­lo­gna. La clas­si­fi­ca di­ce che è uno scon­tro di­ret­to. Fi­no a mag­gio c’è tempo, ma rag­giun­ge­re quo­ta 6 al­la 3ª gior­na­ta si­gni­fi­che­reb­be tra­scor­re­re col sor­ri­so le due set­ti­ma­ne di so­sta. Un bo­nus da spen­de­re su­bi­to.

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