Corriere dello Sport

MIHA: BO­LO­GNA MI PIA­CE LA LOT­TA

Il tec­ni­co ca­ri­ca i suoi ra­gaz­zi e di­chia­ra chiu­so il mer­ca­to «Dia­mo 14 uo­mi­ni al­le Na­zio­na­li: stia­mo be­ne co­sì» «Amo i po­sti do­ve si com­bat­te, do­ve si de­ve so­prav­vi­ve­re Per que­sto al­la squa­dra chie­do co­rag­gio, pau­ra e con­vin­zio­ne»

- Di Gior­gio Bur­red­du Sports · Siniša Mihajlović · Parma Calcio 1913 · Parma · Benevento Calcio · Benevento · Filippo Inzaghi · Giovanni Trapattoni · Bologna F.C. 1909 · Bologna · Italy

Ben­ve­nu­ti nel suo in­fer­no. «Mi pia­ce di più, me lo im­ma­gi­no più bat­ta­glie­ro. Al­tro che pa­ra­di­so. A me piac­cio­no i po­sti do­ve si com­bat­te, do­ve si de­ve so­prav­vi­ve­re». Il suo in­fer­no pri­va­to Si­ni­sa Mi­ha­j­lo­vic se l’è co­strui­to con il cal­cio, il cam­po co­me un giar­di­no di fuo­co, è lì che lot­ta, com­bat­te, è lì che tro­va il sof­fio di esi­sten­za che lo fa an­da­re avan­ti. Ogni par­ti­ta è una pro­va di lot­ta, una pro­va di co­rag­gio. Su­pe­ra­to il Par­ma, ora c’è il Be­ne­ven­to di Pip­po In­za­ghi. Qui Pip­po tro­vò tor­men­ti da gi­ro­ne dan­te­sco ben più atro­ci di un in­fer­no qua­lun­que. «Con Pip­po sia­mo sem­pre sta­ti ami­ci e so­no con­ten­to per quel­lo che ha fat­to. Sa­li­re in A do­po che è sta­to eso­ne­ra­to non è fa­ci­le. Ma ci so­no al­le­na­to­ri eso­ne­ra­ti e quel­li che sa­ran­no eso­ne­ra­ti, di­ce il Trap. Lui è mi­glio­ra­to co­me men­ta­li­tà, ha cam­bia­to qual­co­sa nel suo mo­do di ve­de­re il cal­cio, e que­sto mi fa pia­ce­re».

Non sa­rà l’in­fer­no, ma il Vi­go­ri­to sa­rà co­mun­que un po­sto du­ro per il Bo­lo­gna. «Pe­rò quel­la con il Be­ne­ven­to è una par­ti­ta al­la no­stra por­ta­ta. Ha stra­vin­to il cam­pio­na­to di B, ma la A è un’al­tra co­sa. Do­vre­mo sta­re con­cen­tra­ti sul­la no­stra pre­sta­zio­ne e non sul ri­sul­ta­to, di­pen­de da noi. Il Be­ne­ven­to è una buo­na squa­dra, ci pos­so­no met­te­re in dif­fi­col­tà. Gio­ca­no per vin­ce­re, que­sta è una co­sa po­si­ti­va e non per caso han­no stra­vin­to il cam­pio­na­to. L’idea è giu­sta».

SO­STAN­ZA. Se Mi­ha­j­lo­vic non fos­se co­sì ci per­de­rem­mo un sac­co di co­se. Quel suo mo­do iro­ni­co di di­re le co­se, ma an­che quel­la pro­fon­di­tà di pen­sie­ro che rie­sce a rag­giun­ge­re ogni vol­ta che par­la. «Si par­la­va del bic­chie­re mez­zo pie­no o mez­zo vuo­to. Io co­me al­le­na­to­re avrei fat­to uno sba­glio, mi sa­rei per­so l’ana­li­si, la più im­por­tan­te.

Non im­por­ta co­me uno lo ve­de, bi­so­gna guar­da­re il con­te­nu­to del bic­chie­re. Se non si guar­da il con­te­nu­to si per­de il va­lo­re, il si­gni­fi­ca­to». So­no que­sti i con­cet­ti che Mi­ha­j­lo­vic tra­smet­te ai suoi, no­zio­ni di for­za, spun­ti di co­rag­gio. Co­rag­gio è una del­le sue pa­ro­le pre­fe­ri­te. «Ci so­no di­ver­si ti­pi di co­rag­gio, ma bi­so­gna ave­re an­che un po’ di pau­ra. Quel­li co­rag­gio­si che non han­no pau­ra non van­no be­ne per­ché non ra­gio­na­no. In­ve­ce per me co­rag­gio si­gni­fi­ca pren­der­si le re­spon­sa­bi­li­tà, fa­re gio­ca­te, ri­schia­re il drib­bling. Te­ne­re per tut­ti i no­van­ta mi­nu­ti. Pen­san­do a noi co­me squa­dra, e fa­cen­do quel­lo che dob­bia­mo fa­re». E’ co­sì che Si­ni­sa vuo­le af­fron­ta­re an­che il Be­ne­ven­to, una tra­sfer­ta com­ples­sa ma al­la por­ta­ta. Una par­ti­ta che il tec­ni­co ser­bo vuo­le af­fron­ta­re al mas­si­mo, co­me sem­pre.

CONFERME. «Ai ra­gaz­zi chie­do sem­pre di gio­ca­re per vin­ce­re e non per non per­de­re. Se van­no in cam­po con la con­vin­zio­ne ab­bia­mo di­mo­stra­to di po­ter vin­ce­re con squa­dre che so­no più at­trez­za­te di noi. La vit­to­ria con­tro il Par­ma non è sta­ta una sor­pre­sa, co­me non lo è sta­ta la scon­fit­ta con il Mi­lan. Con il Par­ma ab­bia­mo fat­to be­ne. Quel­lo che mi è pia­ciu­to di più è il re­cu­pe­ro im­me­dia­to, sia­mo sta­ti su­bi­to ag­gres­si­vi quan­do ab­bia­mo per­so pal­la. Ab­bia­mo gio­ca­to a cal­cio ed è ra­ro ve­de­re in Ita­lia una squa­dra che gio­ca a cal­cio». Con il Be­ne­ven­to po­treb­be­ro es­ser­ci sor­pre­se so­lo di for­ma­zio­ne. Fuo­ri an­che Or­so­li­ni, che è sta­to con­vo­ca­to in Na­zio­na­le. «Per lui ab­bia­mo fat­to un pro­gram­ma per­so­na­liz­za­to an­che per la na­zio­na­le. Al­tri­men­ti quan­do tor­na de­ve ri­par­ti­re da ze­ro, se non gio­ca. Quan­do ri­pren­de­rà la con­di­zio­ne avrà la pos­si­bi­li­tà di gio­ca­re». E an­che Svan­berg («Può gio­ca­re ovun­que») al fian­co di Schou­ten. Con­fer­ma­to Hic­key: «Mi è pia­ciu­to quan­do l’ho vi­sto nei vi­deo. Quan­do è ar­ri­va­to qui sem­bra­va in­te­gra­to da sei me­si». Mi­ha­j­lo­vic fa tut­to in ca­sa, dal mer­ca­to «non mi aspet­to nien­te». Di più: «Do­ma­ni in quat­tor­di­ci par­to­no per le na­zio­na­li (due del­la Pri­ma­ve­ra ndr). Di­te­mi voi quan­do è suc­ces­so che il Bo­lo­gna ab­bia avu­to tut­ti que­sti gio­ca­to­ri in na­zio­na­le. Stia­mo be­ne co­sì».

«Con Pip­po sia­mo ami­ci, è mi­glio­ra­to Gio­ca per vin­ce­re ed è l’idea giu­sta»

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