Corriere dello Sport

SI­NI­SA NON GRA­DI­SCE MA SI ADEGUA

An­co­ra una vol­ta Mi­ha­j­lo­vic de­ve al­le­sti­re un Bologna sen­za i rin­for­zi ri­chie­sti, pun­te­rà sui gio­va­ni Il ca­ri­sma e il ca­rat­te­re del tec­ni­co po­tran­no fa­re il mi­ra­co­lo del­le pas­sa­te sta­gio­ni? Tut­ti ci spe­ra­no

- Di Clau­dio Be­ne­for­ti Sports · Bologna F.C. 1909 · Bologna · Europe · Prince Andrew, Duke of York · Joey Saputo · Gary Medel

Il Bologna è Si­ni­sa e Si­ni­sa è il Bologna, è co­sì dal gior­no in cui Mi­ha­j­lo­vic ha ri­mes­so pie­de a Ca­stel­de­bo­le die­ci an­ni do­po la sua pri­ma espe­rien­za di­spa­ri da al­le­na­to­re ros­so­blù. Co­me d’al­tra par­te gli stes­si ri­sul­ta­ti lo con­fer­ma­no am­pia­men­te. E il bel­lo è che que­sto con­cet­to al­ber­ga an­che nel­le te­ste dei mi­ni­stri di Joey Sa­pu­to, che no­no­stan­te la pan­de­mia e un bi­lan­cio che già in­di­ca­va ros­so fisso han­no pen­sa­to be­ne di al­lun­gar­gli il con­trat­to bien­na­le già sot­to­scrit­to an­co­ra di una sta­gio­ne, fi­no al 2023, ri­te­nen­do­lo non so­lo un au­ten­ti­co va­lo­re ag­giun­to per i suoi cal­cia­to­ri ma an­che l’uo­mo che con la sua per­so­na­li­tà, il suo straor­di­na­rio co­rag­gio e la sua vo­glia di vin­ce­re an­che le sfi­de più com­pli­ca­te («più com­pli­ca­te so­no e più mi ci but­to den­tro con la con­vin­zio­ne di far­ce­la», ha sem­pre di­chia­ra­to) può even­tual­men­te sal­va­re sia la so­cie­tà che la squa­dra da tut­te le tem­pe­ste. Tan­to è ve­ro che ora Mi­ha non è pre­oc­cu­pa­to più di tan­to del fat­to che il suo Bologna non sia sta­to raf­for­za­to co­me avreb­be vo­lu­to, aven­do ca­pi­to l’aria che ti­ra e cre­den­do nel­la cre­sci­ta dei pro­pri gio­va­ni. Ec­co, ca­so mai, l’im­por­tan­te è che nes­su­no a que­sto pun­to de­ve pen­sa­re di po­ter vi­ve­re ugual­men­te un cam­pio­na­to di lu­ci, per­ché già sa­reb­be un’im­pre­sa se que­sto Bologna riu­scis­se a chiu­der­lo tra il de­ci­mo e il do­di­ce­si­mo po­sto, re­stan­do sem­pre a suf­fi­cien­te di­stan­za di si­cu­rez­za dal­la zo­na a ri­schio.

LO STES­SO SI­NI­SA FURIOSO.

Inu­ti­le na­scon­der­lo, una par­te di Bologna te­me che que­sto Mi­ha­j­lo­vic che si ac­con­ten­ta di quel­lo che pas­sa il con­ven­to e che be­ne­di­ce la pro­pria squa­dra sot­to­li­nean­do­ne sem­pre le do­ti e non evi­den­zian­do­ne trop­po i li­mi­ti non sia più il Si­ni­sa furioso del­la Gran­de Ri­mon­ta. Se la tol­ga­no dal­la te­sta que­sta pau­ra quei ti­fo­si scet­ti­ci, il Si­ni­sa di og­gi è lo stes­so di ie­ri, né più né me­no, aven­do ad­dos­so la stes­sa rab­bia e gli stes­si prin­ci­pi. Il pun­to è che ha do­vu­to far­si an­da­re be­ne quel­lo che è sta­to il ri­di­men­sio­na­men­to det­ta­to da Sa­pu­to sul pia­no dei pro­gram­mi. Par­lia­mo­ci chia­ro, met­ten­do­si nei suoi pan­ni l’al­ter­na­ti­va sa­reb­be sta­ta que­sta: gra­zie, ma a que­ste con­di­zio­ni non ci sto, va­do via. Per­ché avreb­be do­vu­to far­lo? Per­ché non avreb­be do­vu­to ca­pi­re? Mi­ha­j­lo­vic in­ve­ce c’è sta­to ec­co­me, e vuo­le gio­car­se­la, sa­pen­do (ap­pun­to) che riu­sci­re a tra­ghet­ta­re que­sto Bologna estre­ma­men­te gio­va­ne nel­la fac­cia­ta si­ni­stra del­la clas­si­fi­ca sa­reb­be un ri­sul­ta­to im­por­tan­te co­me aver con­qui­sta­to un po­sto in Eu­ro­pa. E que­sto è an­che il mo­ti­vo per il qua­le ha pre­fe­ri­to re­sta­re co­sì, non po­ten­do ave­re un gio­va­ne sul qua­le la­vo­ra­re do­po i no di Sarr e To­di­bo, quan­do di con­tro nell’ul­ti­mo gior­no di mer­ca­to la so­cie­tà sa­reb­be sta­ta an­che di­spo­sta a fa­re uno strap­po al­la re­go­la per met­ter­gli a di­spo­si­zio­ne un di­fen­so­re pron­to, do­ven­do cau­te­lar­si per i se­ri in­for­tu­ni ca­pi­ta­ti a Ga­ry Me­del e Mit­chell Di­jks (oltre a quel­lo di An­drea Po­li).

NON GRA­DI­SCE, MA SI ADEGUA.

Vi ester­nia­mo la no­stra ve­ri­tà e non pen­sia­mo che sia tan­to lon­ta­na da quel­la as­so­lu­ta. Ec­co­la: Si­ni­sa non ha gra­di­to, ma si è ade­gua­to. No, non può aver fat­to fe­sta quan­do gli han­no det­to che do­ve­va met­te­re da par­te le sue am­bi­zio­ni eu­ro­pee per quel­le che era­no sta­te le per­di­te di Sa­pu­to (an­che) per col­pa del Co­vid. Co­me non può aver go­du­to quan­do gli han­no ag­giun­to che non so­lo non po­te­va­no com­prar­gli il rin­for­zo in di­fe­sa ri­chie­sto da un an­no e mez­zo ma che avreb­be do­vu­to fa­re a me­no an­che di quel­lo in at­tac­co, man­can­do­gli sem­pre da un an­no e mez­zo per il ti­po di pri­ma pun­ta che sa­reb­be ser­vi­to al suo Bologna. E ti­ran­do a in­do­vi­na­re, non pen­sia­mo nean­che che gli sia sci­vo­la­ta ad­dos­so co­me ac­qua fre­sca la no­ti­zia del­la ces­sio­ne per mo­ti­vi di bi­lan­cio di Mat­tia Ba­ni, che per Si­ni­sa era un ti­to­la­re, es­sen­do sta­to il mi­glior di­fen­so­re cen­tra­le del cam­pio­na­to pas­sa­to. Non può aver gra­di­to, su que­sto non ci pio­ve, ma si è ade­gua­to. Poi in fon­do più è dif­fi­ci­le e più sa es­se­re Si­ni­sa. An­co­ra una vol­ta il Bologna è nel­le sue ma­ni e nel­la cre­sci­ta dei gio­va­ni. Tut­to il Bologna, an­che i suoi mi­ni­stri.

L’obiet­ti­vo è por­ta­re la squa­dra nel­la par­te si­ni­stra del­la clas­si­fi­ca

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