Il so­li­to Cel­li­no: via Del Ne­ri. Il Bre­scia tor­na a Lo­pez

LA BRUT­TA SCON­FIT­TA CON­TRO IL CIT­TA­DEL­LA DO­PO IL PA­RI CON L’ASCO­LI CO­STA LA PAN­CHI­NA AL TEC­NI­CO Il pa­tron non ha per­so tem­po ed è tor­na­to sul­le sue idee ri­chia­man­do il pu­pil­lo uru­gua­ia­no

Corriere dello Sport - - SERIE B | L’ESONERO - Di Ro­ber­to Tim­pi­ni

Bre­ve, bre­vis­si­ma, più ve­lo­ce a spa­ri­re del­la lu­ce di un lam­po, l’era di Del Ne­ri a Bre­scia. Non è un re­cord, non lo è nem­me­no nel val­zer de­gli al­le­na­to­ri, più vor­ti­co­so di un vien­ne­se, che ha con­trad­di­stin­to la vi­ta di Cel­li­no da pre­si­den­te. Pe­rò ci va vi­ci­no.

La pan­chi­na dell’ex tec­ni­co di Chie­vo e Ju­ven­tus ha co­min­cia­to a scric­chio­la­re do­po il pa­ri nell’ou­ver­tu­re del­la sta­gio­ne con l’Asco­li, si è sfa­scia­ta do­po il ruz­zo­lo­ne, più ro­vi­no­so di una ca­du­ta in un bur­ro­ne, nel­la cit­tà mu­ra­ta. Il Cit­ta­del­la è sen­za dub­bio una buo­nis­si­ma squa­dra, ma lon­ta­na qual­che cen­ti­na­io di chi­lo­me­tri da Bayern e gran da­me as­sor­ti­te.

TOMBOLATO FA­TA­LE. Il fat­to è che il Bre­scia al “Tombolato” non è nem­me­no sce­so in cam­po. Di­sin­te­gra­to, ri­di­co­liz­za­to su tut­to il fron­te: tat­ti­co, atle­ti­co, ca­rat­te­ria­le. E il va­so, che ave­va co­min­cia­to a riem­pir­si do­po il mez­zo pas­so fal­so con l’Asco­li (con­ta me­no di nien­te che i lom­bar­di ab­bia­no do­vu­to gio­ca­re buo­na par­te del se­con­do tem­po in die­ci per la sa­cro­san­ta espul­sio­ne del cen­tra­le di di­fe­sa Pa­pet­ti), si è col­ma­to di bot­to. Sol­tan­to un pun­to ot­te­nu­to in due par­ti­te di cam­pio­na­to, con­qui­sta­to (si fa per di­re) da una squa­dra che pun­ta a tor­na­re da do­ve è ve­nu­ta al ter­mi­ne di uno scia­gu­ra­to cam­pio­na­to, cioè in Se­rie A, sa­reb­be già di per sè, e lo è cer­ta­men­te per il pre­si­den­te del Bre­scia, un buon mo­ti­vo per da­re il ben­ser­vi­to a chi ave­va chia­ma­to in esta­te, fa­cen­do­gli com­pie­re una ful­mi­nea me­ta­mor­fo­si dal ruo­lo di di­ret­to­re tec­ni­co a quel­lo di al­le­na­to­re. Me­stie­re che, pe­ral­tro, l’esper­to al­le­na­to­re di Aqui­lea, non eser­ci­ta­va da due sta­gio­ni.

AL­TRI MO­TI­VI. Ma non è sta­to l’uni­co mo­ti­vo. Qual­che pa­ro­la spe­sa nel do­po­par­ti­ta dall’or­mai ex al­le­na­to­re del Bre­scia non è sta­ta cer­ta­men­te mu­si­ca per gli orec­chi pre­si­den­zia­li e ha gio­ca­to a sfa­vo­re di Del Ne­ri la fi­lo­so­fia tat­ti­ca di Mas­si­mo Cel­li­no, im­pre­ve­di­bi­le co­me non mai ov­via­men­te. Due idee di cal­cio si­mi­li co­me la “po­len­ta e osei” (tra­du­zio­ne let­te­ra­le dal dia­let­to bre­scia­no: po­len­ta e uc­cel­li) e il can­no­lo si­ci­lia­no. Per­ciò det­to e fat­to, una not­te di ri­fles­sio­ne ha con­vin­to Cel­li­no di quel­lo che pro­ba­bil­men­te era già con­vin­to. Sa­lu­ti, co­me si usa con uno strin­ga­to co­mu­ni­ca­to, a Del Ne­ri e su­bi­to la te­le­fo­na­ta a Die­go Lo­pez rien­tra­to da tem­po in Ita­lia, ov­via­men­te con de­sti­na­zio­ne Ca­glia­ri. E di­re che è sta­ta una te­le­fo­na­ta inat­te­sa si ri­schia di ri­tro­var­si con il na­so di Pi­noc­chio.

AD­DIO. Non c’è sta­to nem­me­no bi­so­gno di met­te­re ne­ro su bian­co. Con­tra­ria­men­te a quan­to si pen­sa­va il rap­por­to trien­na­le fra il Bre­scia e il tec­ni­co uru­gua­ia­no non è mai sta­to re­scis­so. Da­van­ti a Lo­pez due set­ti­ma­ne di la­vo­ro e di co­no­scen­za dei nuo­vi. Due set­ti­ma­ne che por­ta­no al­la sfi­da-ve­ri­tà con il Lec­ce.

Gi­gi Del Ne­ri, 70 an­ni, è tor­na­to in B do­po 20 an­ni

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