Non san­no più co­me fer­ma­re la Si­gno­ra...

Corriere dello Sport - - ITALIA E MONDO I FATTI DEL GIORNO -

Ca­ro Cuc­ci, da qual­che tem­po, a cau­sa di al­cu­ni epi­so­di del­la “Bib­bia del Cal­cio Na­po­li”, sem­bra che il fa­to si sia ac­ca­ni­to con­tro il no­stro pre­si­den­te. Pri­mo gior­no: il pre­si­den­te fu stre­ga­to da Car­let­to An­ce­lot­ti il qua­le, ubria­ca­to dal­le bel­lez­ze na­tu­ra­li e dal­le pre­li­ba­tez­ze cu­li­na­rie na­po­le­ta­ne, cre­det­te di aver rag­giun­to una do­ra­ta pen­sio­ne. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Se­con­do gior­no: do­po una li­te nel­lo spo­glia­to­io ci fu il gra­vis­si­mo epi­so­dio dell’am­mu­ti­na­men­to dei gio­ca­to­ri con il ri­fiu­to del ri­ti­ro a Ca­stel Vol­tur­no san­ci­to dal pre­si­den­te. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Ter­zo gior­no: An­ce­lot­ti ave­va por­ta­to il Na­po­li sull’or­lo di un ba­ra­tro e il pre­si­den­te, per pau­ra di ca­de­re in un vuo­to sco­no­sciu­to, do­vet­te suo mal­gra­do li­cen­zia­to e so­sti­tuir­lo con Ri­no Gat­tu­so, ri­met­ten­do­ci an­che qual­che mi­lio­ne. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Quar­to gior­no: con la spe­ran­za di po­ter rag­giun­ge­re an­co­ra il quar­to po­sto in clas­si­fi­ca ac­qui­stò Dem­me e Lo­bo­t­ka ma non ci riu­scì su­ben­do una man­ca­ta en­tra­ta di al­cu­ne de­ci­ne di mi­lio­ni nel­le cas­se del­la sua so­cie­tà. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Quin­to gior­no: per co­pri­re le spe­se fat­te per Dem­me, Lo­bo­t­ka, Rrah­ma­ni, Pe­ta­gna e Osi­m­hen, pro­gram­mò le ces­sio­ni ec­cel­len­ti di Al­lan, Mi­lik e Kou­li­ba­ly e sap­pia­mo co­me è fi­ni­ta. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Se­sto gior­no: men­tre i gio­ca­to­ri si ap­pre­sta­va­no a re­car­si all’ae­ro­por­to per rag­giun­ge­re To­ri­no do­ve si dou­gual­men­te ve­va di­spu­ta­re la par­ti­ta con­tro una Ju­ven­tus al­la ri­cer­ca del suo as­set­to mi­glio­re, il che la­scia­va ben spe­ra­re, fu­ro­no fer­ma­ti dal­la Asl per la po­si­ti­vi­tà al Co­vid 19 di due gio­ca­to­ri crean­do un pe­ri­co­lo­so pre­ce­den­te. E fu se­ra e fu mat­ti­na. Set­ti­mo gior­no: il pre­si­den­te si re­cò nel Duo­mo di Na­po­li. Men­tre in­vo­ca­va una be­ne­di­zio­ne­li­be­ra­to­ria­daSa­nGen­na­ro,una vo­ce dall’al­to tuo­nò: «Chi è cau­sa del suo mal pian­ga se stes­so».

Ca­ro Cuc­ci, so che non pub­bli­che­rà que­sta mia, ma la in­vio spe­ran­do nel­la sua leal­tà e deon­to­lo­gia, al ser­vi­zio del­la Ve­ra Giu­sti­zia. In Ita­lia le re­go­le in ogni cam­po val­go­no so­lo per gli one­sti. I fur­bi (...) tro­va­no sem­pre il mo­do per elu­de­re le re­go­le da lo­ro fat­te e sot­to­scrit­te. Il bel­lo è che si er­go­no a pa­la­di­ni del­la le­ga­li­tà, fa­cen­do pas­sa­re gli one­sti per truf­fa­to­ri e lo­ro per de­ru­ba­ti. Adl ha ten­ta­to la fur­be­ria di vo­ler gio­ca­re la par­ti­ta con la Ju­ven­tus con tut­ti gli ef­fet­ti­vi ag­gi­ran­do le re­go­le e for­zan­do una de­ci­sio­ne dell’Asl per ave­re la pos­si­bi­li­tà di ri­gio­ca­re la par­ti­ta. Que­sta si chia­ma sleal­tà spor­ti­va e gli or­ga­ni di giu­sti­zia, co­me sem­pre quan­do toc­ca dar ra­gio­ne al­la Ju­ven­tus, de­ci­de­ran­no di non de­ci­de­re (...). Non san­no più co­me met­te­re fi­ne al­le no­io­se vit­to­rie ju­ven­ti­ne e cer­ca­no di far­lo ma­ni­po­lan­do le nor­me vi­gen­ti...

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Ro­nal­do ave­va la­scia­to la “bol­la” Ju­ve per an­da­re in na­zio­na­le

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