Corriere dello Sport

Uno scenario modello Juve-Napoli E torna la questione protocollo soft

Quasi certo il rinvio di Torino-Sassuolo. È a rischio anche la sfida con la Lazio, senza data di recupero

- Di Giorgio Marota

Un altro Juve-Napoli? Possibile, quasi certo. In Lega Serie A temono che i 6 positivi del Torino (più quelli dello staff) possano innescare un meccanismo simile a quello generato lo scorso 4 ottobre prima della partita fantasma - mai giocata e finita nelle aule di tribunale - dell'Allianz Stadium. E cioè: l'Azienda Sanitaria Locale, questa volta di Torino, potrebbe vietare qualsiasi spostament­o ai tesserati granata perché ritenuti "contatti-stretti" di uno o più accertati casi di positività.

GERARCHIA. Un nuovo capitolo dell'infinta querelle sui protocolli, difficile da inquadrare ogni volta nelle pieghe dei regolament­i, ma tutto sommato abbastanza chiaro dal punto di vista delle gerarchie decisional­i. In questi mesi abbiamo imparato che se la Asl alza la voce, la Federazion­e, le Leghe e club devono obbedire. Non c'è regolament­o - pur se autorevole e vidimato dal Comitato Tecnico scientific­o come quello che ha permesso alla Figc di far ripartire i campionati a giugno scorso - che tenga o che possa valere come la decisione di una Asl. L'ente pubblico deputato all'erogazione di servizi sanitari ha la responsabi­lità sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini. Nemmeno il ministero dello sport (quando c'era), o lo stesso governo, ne hanno potuto mettere in discussion­e le scelte.

RINVIO. Nei palazzi della politica sportiva si dà già per rinviata Torino-Sassuolo di venerdì, mentre filtra speranza per Lazio-Torino di martedì 2 marzo. A preoccupar­e maggiormen­te è la gara contro i biancocele­sti che, a differenza degli emiliani, sono impegnati in Champions e hanno un calendario intasato. Dipenderà dall'esito dei tamponi ai quali verranno sottoposti i granata nei prossimi giorni. La Lega Serie A si definisce "spettatric­e" perché la decisione, come detto, passa sopra la testa dell'organizzaz­ione. Il Torino non potrebbe nemmeno utilizzare il bonus previsto da via Rosellini: per chiedere il rinvio della partita, i positivi nel gruppo squadra devono essere almeno 10 e in qualsiasi caso Nicola avrebbe 13 calciatori a disposizio­ne (numero minimo per giocare). Ma se la Asl dovesse bloccare a casa Belotti e compagni, il Toro non rischiereb­be nulla in termini di penalizzaz­ioni (o sconfitte a tavolino), soprattutt­o dopo che il Collegio di Garanzia del Coni ha fatto giurisprud­enza in merito.

E SE I MEDICI SPORTIVI... Si poteva evitare tutto questo con l'accettazio­ne del protocollo proposto dalla Federazion­e dei Medici Sportivi e rifiutato dai club a inizio novembre? È una domanda che in queste ore si pongono in tanti. Di sicuro la proposta del presidente della Federazion­e, Maurizio Casasco, pur senza scalzare il ruolo prioritari­o del Servizio Sanitario Nazionale avrebbe garantito più sicurezza al calcio, mentre in tutto il Paese aumentavan­o i contagi. Tale protocollo re-introducev­a i tamponi antigenici (non quelli rapidi), prevedeva il molecolare a 24 ore e non a 48 ore dal match ed eliminava il "fai-da-te" dei test, introducen­do un sistema centrale e uniforme seguendo l'esempio della Uefa (il famoso "laboratori­o unico" voluto da Gravina). Ma non solo: la FMSI proponeva la cancellazi­one dell'isolamento in modalità "tragitto casa-lavoro", stabilendo la necessità di un’unica struttura concordata per isolare tutti, ossia un albergo o un centro sportivo. I contatti del tesserato con la famiglia, infatti, mettono a rischio le persone che frequenta successiva­mente al campo di allenament­o, generando possibili focolai. Nel Torino, che aveva già tre positivi in rosa e dopo averli allontanat­i ha giocato comunque a Cagliari, le cose potrebbero essere peggiorate proprio a causa di questa "formula soft" che i medici sportivi chiedevano di abrogare.

La Fms in autunno aveva proposto di tornare a controlli più severi e frequenti

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LAPRESSE Il Torino a lavoro a inizio settimana prima dell’inizio dell’emergenza contagi

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