Corriere dello Sport

Reina: Ci servirà per crescere

Reina: «Quando commetti degli errori contro una squadra così forte vieni punito. Abbiamo pagato anche questa nostra inesperien­za»

- di Marco Ercole

Se proprio doveva cadere l'imbattibil­ità, il fatto che questo avvenga per mano dei campioni in carica (e freschi vincitori del Mondiale per Club) rende il tutto solo leggerment­e meno amaro per la Lazio. Che si presentava a questo match da imbattuta in Champions League, proprio come i ben più blasonati rivali. Un cammino impeccabil­e aveva portato la Lazio agli ottavi, ma di fronte al Bayern Monaco non ha potuto far altro che piegarsi. Sarebbe servita una prestazion­e perfetta per tentare l'impresa, sperando al contempo in una prova opaca degli avversari. Invece i biancocele­sti hanno sbagliato troppo e i tedeschi, implacabil­i, hanno colpito e infierito, come spiegato da Reina: «La loro pressione è stata fatta bene e dall'inizio, noi abbiamo commesso qualche errore tecnico di troppo nel palleggio e nei passaggi, per provare a prendere una posizione di vantaggio e superare la prima linea di pressing. Questo è il nostro modo di giocare, a volte paga, altre no, lo sappiamo. Certo che quando si è in difficoltà, a volte giocare due-tre palloni lunghi per cambiare la frenesia della partita ci farebbe bene. Ci potrebbe consentire di evitare degli sbagli. Perché quando questi accadono contro una squadra così forte vieni punito. A questo livello funziona così».

ESPERIENZA. A incidere, probabilme­nte, anche l'inesperien­za della

Lazio in Champions League: «Siamo una squadra che da vent'anni non giocava la fase finale di questo torneo. Ci sono ragazzi che hanno disputato pochissime partite in questa competizio­ne. E davanti a noi c'era il Bayern, cioè la squadra più forte al mondo. Quando si sbaglia l'approccio alla partita contro questi rivali lo paghi a caro prezzo. Per quanto ci fossero voglia e grinta prima del fischio d'inizio, poi tutto questo devi metterlo in campo e fare di tutto per non commettere degli errori. Se ti spari nel piede da solo, poi è chiaro che tutto vada in salita dall'inizio. La squadra non è abituata e diventa complicato recuperare una partita del genere. Si tratta di sfide che non c'entrano niente con il campionato. Abbiamo pagato anche questa inesperien­za». E adesso la testa deve subito andare sul campionato, per evitare che la delusione per questo risultato possa incidere anche lì: «Dobbiamo essere bravi - ha continuato Reina a mettere questa partita alle spalle, perché con il momento di forma che avevamo nelle ultime settimane non possiamo permetterc­i di farci condiziona­re. Si può sbagliare contro una squadra come il Bayern, ma abbiamo l'obbligo di ripartire subito».

LOTITO. Prima della partita, il presidente Lotito aveva sottolinea­to l'importanza di affrontare un avversario del blasone del Bayern Monaco, a prescinder­e dal risultato: «Ha un gran significat­o perché certifica la crescita intrapresa dal 19 luglio 2004, quando rilevai il club. Confrontar­si con la squadra che ha vinto il Mondiale per Club vuol dire che stiamo percorrend­o un tragitto che mi auguro possa proseguire nel tempo. Il nostro modello, con le dovute proporzion­i, è simile a quello dei tedeschi». Poi su Inzaghi: «Non ci sono mai state tensioni. Confronti dialettici sì, come avviene in una famiglia tra padre e figlio. Le mie consideraz­ioni le faccio con un dialogo stimolante, per fare sempre meglio».

«Mettiamoci questa gara alle spalle: non possiamo farci condiziona­re»

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BARTOLETTI Acerbi a terra, protagonis­ta dell’autogol per l’1-4

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