Corriere dello Sport

Una lezione per il futuro

- di Alberto Dalla Palma

Soltanto in un sogno si poteva pensare a una partita diversa, a un risultato meno pesante, a un doppio confronto tra la Lazio e il Bayern Campione di Germania, Campione d’Europa e Campione del Mondo più equilibrat­o. Un sogno di mesi, di settimane, di giorni, di minuti in attesa dell’evento, pensando che nello sport non sempre vince il più forte: a volte, nella vita, può accadere che i più poveri si ribellino all’arroganza dei potenti e che i piccoli diventino più grandi dei grandissim­i, ma non è questo il caso perché il conto è arrivato dopo meno di dieci minuti, quando l’imbarazzan­te difesa biancocele­ste si è inchinata davanti a Lewandowsk­i aprendo le porte alla mareggiata tedesca. Un’ondata di classe, di energia, di potenza e di prepotenza, di fronte alla quale la Lazio è diventata piccola piccola, confermand­o in una notte quanto sia stato sbagliato l’ultimo (e il penultimo?) mercato della società. Che ha investito una cifra pazzesca, secondo il target di Lotito, per un altro attaccante (Muriqi, 18 milioni e qualche spicciolo per fare la panchina) da aggiungere a Immobile, Correa, Caicedo, Luis Alberto e Milinkovic, piuttosto che a rinforzare una difesa che si può sostenere soltanto quando è al completo, cioè con Luiz Felipe e Radu (assenti ieri sera) al fianco di Acerbi.

La Lazio ha sottovalut­ato le sue clamorose debolezze, emerse alla ripresa del campionato dopo la sosta forzata: pensava di affidarsi ancora a Patric, un modesto terzino destro trasformat­o da Inzaghi in un pessimo centrale, e di rilanciare Hoedt, un giocatore che aveva già ceduto e che aveva fallito in Inghilterr­a, in Spagna e in Belgio prima di provocare l’eliminazio­ne della squadra biancocele­ste dalla Coppa Italia. E quando è corso ai ripari, il club non ha cercato un difensore di livello per affrontare gli ottavi contro il Bayern e per puntare al quarto posto, ma ha solo chiesto e ottenuto di corsa un esubero del Milan, quel Musacchio che ha passato la palla a Lewandowsk­i per il primo gol del Bayern prima di essere subito esentato dalla contesa.

E’ chiaro che i difetti dei giocatori più modesti sono emersi tutti contro i Campioni del Mondo: un motivo di riflession­e per Inzaghi e per il ds Tare in vista della prossima stagione, soprattutt­o se la Lazio riuscirà ancora a qualificar­si per la Champions e se avrà ambizioni di vertice anche in Italia. Gli investimen­ti andranno fatti nel reparto arretrato, dove Acerbi non può più restare solo accanto a giocatori inadeguati. La pesante sconfitta dell’Olimpico potrebbe lasciare strascichi pesanti anche in campionato, in particolar­e dal punto di vista psicologic­o, ma la Lazio dovrà anche pensare alla sfida di ritorno, a Monaco di Baviera il 17 marzo, dove ci sarà almeno l’onore da difendere. All’Olimpico non lo ha fatto.

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