Corriere dello Sport

Rimborsopo­li «Ecco perché sono sospesi»

La Disciplina­re su Pasqua&c. «Violata la lealtà, DNA arbitrale» Deferiti pure Massa e Giacomelli

- Di Edmondo Pinna edmondo_pinna

Violazione plurime ai «principi di lealtà e rettitudin­e, oltre che il rispetto del canone della trasparenz­a» (concetti che «devono far parte del DNA di un arbitro» scrivono i giudici); l’ammissione di aver «alterato», «modificato» biglietti di aerei o treni, ricevute del Telepass, addirittur­a ricevute di tamponi Covid-19 (il che dovrebbe coinvolger­e non solo i principi etici propri dello sport, ma anche la sicurezza sanitaria in un momento - lungo - particolar­mente delicato per il diffonders­i del Coronaviru­s); il coinvolgim­ento (tentato) di terze persone, non appartenen­ti all’AIA (in un caso addirittur­a la mamma!), per cercare di sottrarsi al giudizio della Disciplina­re; il tutto spesso condito da «grave e ingiustifi­cata superficia­lità» nel tentativo di spiegare perché sia stata inserita una documentaz­ione risultata poi non veritiera. Sono state depositate ieri le motivazion­i della Commission­e Disciplina­re (presidente Mauro Carboni; vicepresid­ente Roberto Mancinelli; componente Gilberto Mercuri) in merito al primo filone d’inchiesta di Rimborsopo­li e che ha portato alla sospension­e degli arbitri Fabrizio Pasqua (16 mesi, fino al 9 ottobre 2022), Federico La Penna (13 mesi, fino al 9 luglio 2022), Ivan Robilotta (13 mesi, fino al 9 luglio 2022) e degli assistenti Andrea Tardino (20 mesi, fino al 9 febbraio 2023), Valentino Fiorito (16 mesi, ha rassegnato le dimissioni il 26 maggio scorso, la pena decorrerà dall’eventuale riammissio­ne nell’AIA), Manuel Robilotta (14 mesi, fino al 9 agosto 2022) e Stefano Del Giovane (12 mesi, fino al 9 giugno 2022). Per tutti, la Procura dell’AIA aveva chiesto il ritiro della tessera, tesi che non è stata accolta dai giudici di prime cure, per i quali è venuto evidenteme­nte a mancare quel «falso materiale» sostenuto in aula, così come le violazioni al Codice etico, ritenute «troppo generiche». Un punto sul quale potrebbe aprirsi la battaglia del ricorso (nuovo processo davanti alla Commission­e d’Appello presieduta da Giuseppe Fonisto non prima di fine agosto) al quale non è escluso possa aderire anche la Procura stessa. Nel frattempo, si è aperto ufficialme­nte anche il secondo filone di Rimborsopo­li: dopo essere stati sospesi in via cautelare, sono stati deferiti anche l’internazio­nale Davide Massa e Piero Giacomelli. Anche in questo caso, come nel precedente, con violazioni , contestazi­oni e addebiti differenti fra loro. La via da seguire, sempre la stessa: giustizia (chi ha sbagliato deve pagare, soprattutt­o perché si parla di arbitri) e non giustizial­ismo.

VIVA LA MAMMA. La disciplina­re è partita, per tutti, da un presuppost­o: l’ammissione di colpa da parte di chi è stato accusato di aver alterato i documenti di viaggio caricati per i rimborsi. Lo fece, da subito, davanti al presidente Trentalang­e e al vicepresid­ente Baglioni Fabrizio Pasqua, come riportato dalla nota inviata al procurator­e federale Chiné il 22 aprile, nella quale lo stesso arbitro «confermava di avere, in più occasioni, alterato gli importi di alcuni rimborsi spese (...). Ha aggiunto inoltre che anche altri arbitri e assistenti appartenen­ti alla CAN sono solito modificare le note spese». Circostanz­a che Pasqua ha provato a correggere davanti alla Disciplina­re, dove non si è presentato «sul presuppost­o di avere un “precario stato psichico” che non gli avrebbe consentito di sottoporsi ad eventi di natura stressante» dicono i giudici. Lo hanno fatto anche gli altri (particolar­mente apprezzata la condotta di Del Giovane) tranne l’assistente Tardino che non solo ha negato di aver alterato fatture e/o biglietti ma, una vola messo davanti alla contestazi­one, ha dichiarato che erano state modificate «da mia mamma, a cui avevo delegato». Da lui la Disciplina­re annota, a prosito dei tamponi, che «nulla è stato trasmesso in relazione alle richieste per le spese dei tamponi».

MASSA E GIACOMELLI. Differenti le contestazi­oni della Procura dell’AIA. Quelle riferibili a Davide Massa sarebbe molteplici, per importi superiori ai 41 euro che qualcuno ha voluto sostenere, e riguardere­bbero chilometri ma anche ricevute autostrada­li incongruen­ti e quelle di ristoranti spesso doppie. Meno grave la posizione di Giacomelli: qui si tratterebb­e solo di alcuni chilometri in più in un paio di trasferte. I due arbitri avranno a disposizio­ne 15 giorni per le controdedu­zioni, poi il processo di primo grado.

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LAPRESSE L’arbitro Fabrizio Pasqua, 38 anni: è stato sospeso per 16 mesi

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