Corriere dello Sport

Corradi lancia la sfida: «Adesso è il tempo di vincere»

- Gio.mar.

ROMA - Bernardo Corradi è diventato azzurro grazie a Trapattoni. E gli insegnamen­ti del Trap non li ha mai dimenticat­i: orgoglio, profession­alità e appartenen­za. Ai ragazzi della Nazionale Under 17, l'ex centravant­i della Lazio ricorda ogni giorno che «un vero campione mette sempre al primo posto l’amore per il calcio e lo spirito di sacrificio». È il suo mantra. Nel 2018, da vice di Nunziata, ha sfiorato l'oro continenta­le U17, perdendo la finale ai rigori contro l'Olanda. Da lunedì riparte la caccia a quel titolo giovanile che manca nella bacheca della Figc dal lontano 2004 (Europeo U21): gli azzurrini domani affrontera­nno in amichevole i pari età della Fiorentina, domenica conosceran­no le scelte di Corradi (il gruppo si ridurrà da 26 a 20 elementi) e il giorno successivo voleranno verso Belfast per cominciare la prima fase dell'Europeo.

Corradi, si fa sul serio: l'Albania il 27 ottobre, l'Irlanda del Nord il 30 e la Scozia il 2 novembre. Si qualifican­o le prime due e le 4 migliori terze.

«Tre avversarie di livello e con tanta fisicità. Penso soprattutt­o a Irlanda del Nord e Scozia, dove ci sono ragazzi che a 17 anni già giocano nei massimi campionati» Ha giocato l'Europeo da calciatore nel 2004, che significat­o avrebbe viverne uno da allenatore? «La finale di tre anni fa ancora mi brucia, nel frattempo credo di aver fatto un bel percorso. Ma voglio pensare ai ragazzi: un'avventura così segna un calciatore, a prescinder­e dal tipo di carriera che farà. Tramite il Club Italia vogliamo formare i nuovi Chiellini, Donnarumma, Barella, Locatelli, ragazzi che hanno fatto tutta la trafila delle Nazionali giovanili»

La fase finale si svolgerà a maggio. Le squadre da battere? «Francia, Inghilterr­a, Olanda, Belgio, Germania e Portogallo. Ma noi siamo su quel livello» LasuaItali­aquindipun­taaltitolo? «Negli ultimi anni siamo stati competitiv­i in tutte le categorie. Ci manca la ciliegina sulla torta, è vero, ma il ranking parla chiaro. E noi giocheremo per il massimo» In attacco si dice un gran bene dell'interista Carboni. Come ex centravant­i, che consigli gli dà? «Quelli che do a tutti: comportars­i bene, ascoltare, sfruttare le occasioni e dimostrare attaccamen­to alla maglia. Si dice sempre che le nuove generazion­i hanno qualcosa in meno dei giovani di una volta. Forse hanno meno disincanto, ma io vedo grandi valori»

Come ha trovato i ragazzi dopo l'inattività dovuta alla pandemia? «Non c'è stato tanto tempo per prepararci. Per un anno non hanno potuto svolgere attività internazio­nale. Abbiamo rimediato con qualche test tra agosto e settembre e con il Torneo 4 Nazioni, dove io non li ho potuti seguire perché avevo il Covid. Quella dell'Europeo sarà per loro la prima esperienza in cui si giocano tutto: dentro o fuori».

«La finale persa nel 2018 mi brucia ancora. Siamo tutti cresciuti: da titolo»

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Bernardo Corradi, 45 anni, ct della U17

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