Corriere dello Sport

QUESTO MILANA VA VELOCE

Pulisic va ancora a segno, Schuurs pareggia, ma Giroud (doppietta) è implacabil­e dal dischetto. Sul gol di Theo magia di un imprendibi­le Leao

- Di Pietro Guadagno MILANO ©RIPRODUZIO­NE RISERVATA

Milan show. Spettacolo puro, infatti, il modo in cui il Diavolo si è sbarazzato del Torino, che nella scorsa stagione era stato capace di mettere due volte sotto la squadra rossonera. E l’unica vittoria di Pioli era stata soffertiss­ima. Beh stavolta non c’è stata storia o quasi, come certifica anche il 4-1 finale. La verità è che le armi offensive del Milan, in questa stagione, sembrano essere davvero infinite. Non ci sono più soltanto Leao e Theo Hernandez, comunque grandi protagonis­ti anche ieri sera, con il portoghese per lunghi tratti davvero imprendibi­le e poi sostituito per precauzion­e, dopo essere stato colpito duro alla caviglia da Rodriguez in occasione del secondo rigore. A seconda delle necessità e dell’ispirazion­e, possono salire in cattedra Pulisic (2 gol in 2 giornate), Loftus Cheek (assist al bacio per il primo gol) o Reijnders. E, alla fine, finisce per beneficiar­ne pure Giroud, che avrà anche segnato soltanto dal dischetto, ma intanto è già a 3 centri in campionato.

LEAO SUGLI SCUDI. Come si era già visto con il Bologna, quando il Milan attacca in forze diventa un rebus complicato da risolvere. Perché il 4-3-3 è solo un’idea di base. Dentro quello schema, infatti, i giocatori rossoneri si muovono e si scambiano posizione. Non si tratta solo dei terzini che entrano dentro il campo, soluzione non inedita per Pioli. Ma c’è pure Loftus-Cheek che si allarga fino a fare l’esterno, Reijnders che si alza fin quasi a fare la seconda punta con Giroud, o quantomeno il trequartis­ta, e poi c’è Leao. Già perché il portoghese merita un discorso a parte. Quando è dentro la partita, si trascina dietro l’intero Diavolo. Ha imperversa­to fino a che è rimasto in campo, confeziona­ndo un assist e conquistan­do due penalty (il primo per la verità molto generoso). Il francese è stato glaciale nel trasformar­e la massima punizione, riportando in vantaggio il Diavolo, che si era fatto riagguanta­re dal Toro. E prima dell’intervallo, Leao si è poi inventato il corridoio sulla linea di fondo per Theo

Hernandez, che dal suo cilindro ha estratto un tocco sotto per beffare Milinkovic.

EMBLEMA. Unica pecca dentro un primo tempo chiuso con un meritato doppio vantaggio è stata la transizion­e difensiva. Perché quando il Torino è riuscito a ribaltare l’azione rapidament­e, il Milan si è fatto trovare in alcuni frangenti in ritardo e con la linea arretrata non allineata. Tuttavia, il temporaneo pareggio granata - unico vero lampo dopo aver già perso Sanabria per infortunio - è nato da una vera e propria distrazion­e. Ricci, sulla respinta, era tutto da solo fuori area, ma ha svirgolato la conclusion­e. Nel cuore dell’area era rimasto Schuurs, che ha prontament­e girato il pallone in porta.

I rossoneri erano passati in vantaggio solo 3' prima, con un’azione che è certamente emblematic­a per il nuovo abito del Milan. Pulisic, infatti, è scattato centralmen­te sulla trequarti, ha lanciato Loftus-Cheek e poi è andato lui stesso, dentro l’area, a raccoglier­e il tocco arretrato dell’inglese.

Con un Toro già rassegnato, la ripresa ha offerto pochi spunti, al di là del secondo rigore, assegnato al Var come il primo, e nato da una percussion­e di Leao, poi travolto da Rodriguez. C’è stato spazio, però, per un improvviso stop della corrente allo stadio, che ha risparmiat­o solo i riflettori, permettend­o di proseguire a giocare. E poi, nel finale, i capogiri di Maignan, comunque subito rientrati.

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GETTY Le esultanze dopo le 4 reti Di seguito, il gol di Theo
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